L'ottava corporale

Antologia di riflessioni

A cura di Maria Rattà

Tino terremoto
Tino, gattino sopravvissuto al terremoto che ha colpito Accumoli

 

CUSTODIRE IL CREATO

* La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo.
(Francesco, Omelia, 19 marzo 2013)

A noi, a tutti, piace la madre Terra, perché è quella che ci ha dato la vita e ci custodisce; direi anche la sorella Terra, che ci accompagna nel nostro cammino dell’esistenza. Ma il nostro compito è un po’ curarla come si cura una madre o come si cura una sorella, cioè con responsabilità, con tenerezza e con la pace.
(Francesco, Discorso, 1 giugno 2016)

Che tipo di dominio?

Il dominio dell'uomo sugli altri esseri viventi non deve essere dispotico e dissennato; al contrario, egli deve « coltivare e custodire » (cfr. Gen 2,15) i beni creati da Dio: beni che l'uomo non ha creato, ma ha ricevuto come un dono prezioso posto dal Creatore sotto la sua responsabilità. Coltivare la terra significa non abbandonarla a se stessa; esercitare il dominio su di essa è averne cura, così come un re saggio si prende cura del suo popolo e un pastore del suo gregge.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 255)

Allo stesso tempo, il pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura. Senza smettere di ammirarla per il suo splendore e la sua immensità, non le ha più attribuito un carattere divino. In questo modo viene sottolineato ulteriormente il nostro impegno nei suoi confronti. Un ritorno alla natura non può essere a scapito della libertà e della responsabilità dell’essere umano, che è parte del mondo con il compito di coltivare le proprie capacità per proteggerlo e svilupparne le potenzialità. Se riconosciamo il valore e la fragilità della natura, e allo stesso tempo le capacità che il Creatore ci ha dato, questo ci permette oggi di porre fine al mito moderno del progresso materiale illimitato. Un mondo fragile, con un essere umano al quale Dio ne affida la cura, interpella la nostra intelligenza per riconoscere come dovremmo orientare, coltivare e limitare il nostro potere.
(Francesco, Laudato sì, n. 78)

Beatitudine azzurra2Delfino nell'Acquario di Genova. Credits: Maria Rattà - 2007

L'uomo infatti, creato ad immagine di Dio, ha ricevuto il comando di sottomettere a sé la terra con tutto quanto essa contiene (57), e di governare il mondo nella giustizia e nella santità, e cosi pure di riferire a Dio il proprio essere e l'universo intero, riconoscendo in lui il Creatore di tutte le cose; in modo che, nella subordinazione di tutta la realtà all'uomo, sia glorificato il nome di Dio su tutta la terra (58). Ciò vale anche per gli ordinari lavori quotidiani.
(Gaudium et Spes, n. 34)

Una “vocazione” da realizzare nell’umiltà

Non cadiamo nel peccato di pretendere di sostituirci al Creatore. Siamo creature, non siamo onnipotenti. Il creato ci precede e dev’essere ricevuto come dono.
(Francesco, Amoris Laetitia, n. 56)

L’uomo manca di quella essenziale umiltà che gli permette di riconoscere la creazione come dono di Dio da accogliere e usare secondo il suo disegno. L’arroganza dell’uomo che vive come se Dio non ci fosse, porta a sfruttare e deturpare la natura, non riconoscendo in essa un’opera della Parola creatrice.
(Benedetto XVI, Verbum Domini, n. 108)

La natura è espressione di un disegno di amore e di verità. Essa ci precede e ci è donata da Dio come ambiente di vita. Ci parla del Creatore (cfr Rm 1, 20) e del suo amore per l'umanità. È destinata ad essere «ricapitolata» in Cristo alla fine dei tempi (cfr Ef 1, 9-10; Col 1, 19-20). Anch'essa, quindi, è una «vocazione» . La natura è a nostra disposizione non come « un mucchio di rifiuti sparsi a caso», bensì come un dono del Creatore che ne ha disegnato gli ordinamenti intrinseci, affinché l'uomo ne tragga gli orientamenti doverosi per “custodirla e coltivarla” (Gn 2,15).
(Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 48)

Nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell'intervento creativo di Dio, che l'uomo può responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni – materiali e immateriali – nel rispetto degli intrinseci equilibri del creato stesso. Se tale visione viene meno, l'uomo finisce o per considerare la natura un tabù intoccabile o, al contrario, per abusarne. Ambedue questi atteggiamenti non sono conformi alla visione cristiana della natura, frutto della creazione di Dio.
(Benedetto XVI, Caritas in veritate, n. 48)

Il pericolo della libertà

L’uomo è chiamato a compiere le imprese più grandi, ma la sua libertà può anche convertire in una minaccia reale il tentativo opposto, quello di contrapporre a Dio la propria grandezza e di assurgere a contro-Dio. Può essere la sua rovina e indurlo a trasformarsi in un demone distruttivo.
(Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, Dio e il mondo, San Paolo, 2001, p. 105)

Se con l'espressione «autonomia delle realtà temporali» si intende dire che le cose create non dipendono da Dio e che l'uomo può adoperarle senza riferirle al Creatore, allora a nessuno che creda in Dio sfugge quanto false siano tali opinioni.
La creatura, infatti, senza il Creatore svanisce.
(Gaudium et Spes, n. 36)

Primavera 2Primavera sulla costa di Soverato (Catanzaro). Credits: Maria Rattà - 2008

All’essere umano è concessa ogni cosa ma è richiesto di percepire la sua finitezza: l’esperienza del limite fa parte del nostro essere creature e ci disturba, anche se, a guardar bene, ci apre agli altri e all’Altro e ci fa vivere in pienezza. L’uomo non potrà “conoscere” senza limiti e non può abusare del creato e consumare senza limiti. La tentazione operata dal maligno è quella di inculcare l’idea che sia annullabile la differenza tra Creatore e creatura, una pretesa che affascina il desiderio di totalità dell’uomo e che lo porta a consumare il peccato, dalle conseguenze drammatiche.
(tratto da Pensare Cristiano, n. 75, marzo 2016, http://www.srita.it/it/pensare-cristiano/273-pensare-cristiano-n-75-marzo-2016.html )

CAMBIARE LE PROPRIE ABITUDINI

La coscienza della gravità della crisi culturale ed ecologica deve tradursi in nuove abitudini.
(Francesco, Laudato sì, n. 209)

Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia. Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni. L’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora, soprattutto se pensiamo alla responsabilità che ci attribuiranno coloro che dovranno sopportare le peggiori conseguenze.
(Francesco, Laudato sì, n. 161)

Nuovi stili di vita

I gravi problemi ecologici richiedono un effettivo cambiamento di mentalità che induca ad adottare nuovi stili di vita, «nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti». Tali stili di vita devono essere ispirati alla sobrietà, alla temperanza, all'autodisciplina, sul piano personale e sociale.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 486)

Influire su politica, economia, società e cultura

L’economia e la politica, la società e la cultura non possono essere dominate da una mentalità del breve termine e dalla ricerca di un immediato ritorno finanziario o elettorale. Esse devono invece essere urgentemente riorientate verso il bene comune, che comprende la sostenibilità e la cura del creato.
(Francesco, Messaggio, 1 settembre 2016)

Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione.
(Francesco, Laudato sì, n. 206)

Grandi gesti

L’amore è anche civile e politico, e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore. L’amore sociale ci spinge a pensare a grandi strategie che arrestino efficacemente il degrado ambientale e incoraggino una cultura della cura che impregni tutta la società.
(Francesco, Laudato sì, n. 231)

È diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di biossido di carbonio e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile. Nel mondo c’è un livello esiguo di accesso alle energie pulite e rinnovabili. C’è ancora bisogno di sviluppare tecnologie adeguate di accumulazione.
(Francesco, Laudato sì, n. 26)

Le strade, le nuove colture, le recinzioni, i bacini idrici e altre costruzioni, vanno prendendo possesso degli habitat e a volte li frammentano in modo tale che le popolazioni animali non possono più migrare né spostarsi liberamente, cosicché alcune specie vanno a rischio di estinzione. Esistono alternative che almeno mitigano l’impatto di queste opere, come la creazione di corridoi biologici, ma in pochi Paesi si riscontra tale cura e tale attenzione.
(Francesco, Laudato sì, n. 35)

Lago

L'utilizzazione dell'acqua e dei servizi connessi deve essere orientata al soddisfacimento dei bisogni di tutti e soprattutto delle persone che vivono in povertà. Un limitato accesso all'acqua potabile incide sul benessere di un numero enorme di persone ed è spesso causa di malattie, sofferenze, conflitti, povertà e addirittura di morte.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 484)

Un'attenzione particolare dovrà essere riservata alle complesse problematiche riguardanti le risorse energetiche. Quelle non rinnovabili, alle quali attingono i Paesi altamente industrializzati e quelli di recente industrializzazione, devono essere poste al servizio di tutta l'umanità. In una prospettiva morale improntata all'equità e alla solidarietà intergenerazionale, si dovrà, altresì, continuare, tramite il contributo della comunità scientifica, a identificare nuove fonti energetiche, a sviluppare quelle alternative e a elevare i livelli di sicurezza dell'energia nucleare.
(Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 470)

Non tutti sono chiamati a lavorare in maniera diretta nella politica, ma in seno alla società fiorisce una innumerevole varietà di associazioni che intervengono a favore del bene comune, difendendo l’ambiente naturale e urbano. Intorno a loro si sviluppano o si recuperano legami e sorge un nuovo tessuto sociale locale. Così una comunità si libera dall’indifferenza consumistica.
(Francesco, Laudato sì, n. 232)

Piccoli gesti quotidiani

La cura della casa comune richiede i «semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo […] e si manifesta in tutte le azioni che cercano di costruire un mondo migliore».
(Francesco, Messaggio per la Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato, 1 settembre 2016)

Se una persona, benché le proprie condizioni economiche le permettano di consumare e spendere di più, abitualmente si copre un po’ invece di accendere il riscaldamento, ciò suppone che abbia acquisito convinzioni e modi di sentire favorevoli alla cura dell’ambiente. È molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane, ed è meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma ad uno stile di vita.
(Francesco, Laudato sì, n. 211)

Avremmo forse da imparare dagli stranieri: nell’Europa settentrionale come si sta attenti, per esempio, a non gettare fogli, bucce per terra, a non passeggiare sui prati, a non distruggere gli alberi! La creazione rimane amica dell’uomo, perché l’uomo è amico della creazione.
(Divo Barsotti, Ascesi di comunione, San Paolo, 2007, p. 99)

vietato-calpestare-le-aiuole

Vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via. Riutilizzare qualcosa invece di disfarsene rapidamente, partendo da motivazioni profonde, può essere un atto di amore che esprime la nostra dignità.
(Francesco, Laudato sì, n. 211)

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente. Inoltre, l’esercizio di questi comportamenti ci restituisce il senso della nostra dignità, ci conduce ad una maggiore profondità esistenziale, ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo.
(Francesco, Laudato sì, n. 212)

[…] atteggiamenti e comportamenti concreti più rispettosi del creato, come ad esempio fare un uso oculato della plastica e della carta, non sprecare acqua, cibo ed energia elettrica, differenziare i rifiuti, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico e condividere un medesimo veicolo tra più persone, e così via.
(Francesco, Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale di preghiera per la cura del creato, 1 settembre 2016)

Gesti concreti per un’ecologia umana

E’ necessario curare gli spazi pubblici, i quadri prospettici e i punti di riferimento urbani che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro “sentirci a casa” all’interno della città che ci contiene e ci unisce. È importante che le diverse parti di una città siano ben integrate e che gli abitanti possano avere una visione d’insieme invece di rinchiudersi in un quartiere.
(Francesco, Laudato sì, n. 151)

StoccolmaUn quartiere ecologico in Svezia. Credits: Ecoblog.it

Data l’interrelazione tra gli spazi urbani e il comportamento umano, coloro che progettano edifici, quartieri, spazi pubblici e città, hanno bisogno del contributo di diverse discipline che permettano di comprendere i processi, il simbolismo e i comportamenti delle persone. Non basta la ricerca della bellezza nel progetto, perché ha ancora più valore servire un altro tipo di bellezza: la qualità della vita delle persone, la loro armonia con l’ambiente, l’incontro e l’aiuto reciproco.
(Francesco, Laudato sì, n. 150)

A volte è encomiabile l’ecologia umana che riescono a sviluppare i poveri in mezzo a tante limitazioni. La sensazione di soffocamento prodotta dalle agglomerazioni residenziali e dagli spazi ad alta densità abitativa, viene contrastata se si sviluppano relazioni umane di vicinanza e calore, se si creano comunità, se i limiti ambientali sono compensati nell’interiorità di ciascuna persona, che si sente inserita in una rete di comunione e di appartenenza. In tal modo, qualsiasi luogo smette di essere un inferno e diventa il contesto di una vita degna.
(Francesco, Laudato sì, n. 148)

La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano.
(Francesco, Laudato sì, n. 153) 

 

Newsletter
Aprile-maggio
2017

NLaprile-maggio2017

invetrina2

I cammini
Un'esperienza di pellegrinaggio 
per i giovani

via-francigena

Per accompagnare
i cammini
Lo zaino del pellegrino giovane

vie

Sinodo sui giovani 
Un osservatorio
Commenti. riflessioni, proposte  

sinodogiovani

Storia "artistica"
della salvezza 

agnolo bronzino discesa di cristo al limbo 1552 dettaglio2

Con o senza Te
#nonèlastessacosa
Proposta pastorale MGS 2016-17 
 

tornarea

Interpellati 
da Gesù

interpellatidagesu

Società, giovani 
e ragazzi
Aspetti socio-psico-pedagogici  

ragazziegiovani

L'educatore
competente
 
Formazione e spiritualità
 

educatore competente

Istituzioni, luoghi, 
contesti educativi 
 

cittaeducativa

Santi e testimoni 
di ieri e di oggi
Proposta di un cammino spirituale 
 

Icona Martiri2016

Educazione 
e bellezza 
 

educazione bellezza

Sussidi e materiali 
x l'animatore in gruppo 
 

cassetta

Newsletter NPG



Ricevi HTML?

PGNEWS

stampa

NPG: appunti 
per una storia

2010 SDB - NPG Logo 02 XX

Lo zibaldone. 
Di tutto un po'
Tra letteratura, arte e pastorale...

zibaldone

rubriche

Le 10 Parole 
(Ravasi, RadioRai,
Di Sante)

tavoledellalegge

Pedagogia 
interculturale

pedagogia interculturale

 Frammenti di fede
nel quotidiano
Dio, Cristo, Maria. Chiesa
 

fedenelquotidiano

I giovani 
e Maria
Comprensione e devozione cristiana

mariadinazareth

Corporeità e
pastorale giovanile

corporeita

Educazione 
e mistica

meistereckhart

Formazione 
(giovani) animatori

giovani -_pastorale_giovanile_animatori

Educare
alla Costituzione

costituzione

Le interviste: 
PG e...

interviste

Margherita Pirri: Un giorno di maggio

LIVE

webtvpic

Il numero di NPG 
in corso
Aprile - Maggio 2017

00NPGcoveraprilemaggiohomepage

novita

ipad-newspaper-G

Le ANNATE di NPG 
1967-2017 
 

annateNPG

I DOSSIER di NPG 
(dall'ultimo ai primi) 
 

dossier

Le RUBRICHE NPG 
(in ordine alfabetico)
Alcune ancora da completare 
 

Rubriche

Gli AUTORI di NPG
ieri e oggi 

pennapennino

Gli EDITORIALI NPG 
1967-2017 
 

editorialeRIDOTTO

INDICI NPG
50 ANNI
 
Voci tematiche - Autori - Dossier

search

VOCI TEMATICHE 
di NPG
(in ordine alfabetico) 
 

dizionario

I LIBRI di NPG 
Giovani e ragazzi,
educazione, pastorale
 

libriNPG

I «QUADERNI» 
dell'animatore

quaderni

 

Alcuni PERCORSI 
educativo-pastorali in NPG
 

percorsi

I SEMPREVERDI 
I migliori DOSSIER di NPG 
 

vite N1

NOTE'S GRAFFITI 
Materiali di lavoro
con gruppi di ragazzi e adolescenti 
 

medium

Un percorso di spiritualità
per giovani

spirit-giovanile

Teologia e antropologia 
per la pastorale
Contributi NPG dal 1996 al 2016 
 

statuetta-buon-pastore

Cantieri
dell'anima
Piste educative estemporanee

cantieredellanima

Temi biblici
per la PG
e la spiritualità
 

bibbia-rubriche

Alla scuola
di Gesù
Percorsi di Giubileo

allascuoladigesu

Semi di
spiritualità
Il senso nei frammenti

spighe

 

Maestro, 
dove abiti?

merc28mag

Itinerari 
di educazione  
alla fede

Sentiero 02

Temi 
«generatori»
Pastorale e spiritualità giovanile

inprimopiano

Imparare
a pregare
Obiettivi, metodi, esperienze

lorante

Vocazione,
vocazioni
Nella Chiesa, per il mondo

vocazione

Interiorità
questa inattuale
L'educazione del e dal profondo

reiki 02

PG per la vita 
e la speranza
Un approccio «scientifico» alla PG

giov

Amore 
giovane
Temi di pastorale del fidanzamento

giovani-amore-internet

Educazione 
alla virtù

virtu

sitica1

SOCIAL AREA

 
socialareaok2 r1_c1_s1 socialareaok2 r1_c2_s1 socialareaok2 r1_c3_s1 socialareaok2 r1_c4_s1

NPG Twitter

NPG Facebook

Contattaci

Note di pastorale giovanile
via Marsala 42
00185 Roma

Telefono: 06 49 40 442

Fax: 06 44 63 614

Email

MAPPE del SITO 
per navigare con una bussola

mappesito

PROGRAMMAZIONE
NPG 2017

programmazione

La DOTTRINA SOCIALE 
della Chiesa

dottrina

Le INTERVISTE: 
PG e...

interviste

cospes vis tgs cnosfap cgs cnosscuola scsOK1 cnossport
Salesiani di Don Bosco Figlie di Maria Ausiliatrice editrice elledici università pontificia salesiana Servizio nazionale di pastorale giovanile Movimento Giovanile Salesiano salesitalia Mision Joven Dimensioni Mondo Erre DonBoscoland Scritti di Don Bosco ans bollettino
LogoMGSILE valdocco missioni missionitv asc exallievi vcdb mor ICC icp ILE ime ine isi