Dicastero per la Pastorale Giovanile

La Pastorale Giovanile

Salesiana

Quadro di riferimento fondamentale

II edizione 2000

Capitolo 5

LE STRUTTURE D'ANIMAZIONE DELLA PASTORALE GIOVANILE

1. L’ANIMAZIONE PASTORALE

Una caratteristica della Pastorale Giovanile Salesiana è lo stile dell'animazione. Animare è "dare anima", cioè:
- motivare le persone, approfondire il senso d'identità attorno ai valori, criteri e obiettivi della proposta pastorale salesiana, fare presente l'unità e la globalità del progetto pastorale, orientare le scelte e attività;
- unire e creare comunione attorno ad un progetto condiviso, convocare, favorire l'informazione e la comunicazione, promuovere la collaborazione e far crescere il senso d'appartenenza

1.1 Importanza delle strutture di animazione

La forma di fare animazione non è indifferente, esprime una mentalità che favorisce lo stile di animazione o lo impedisce. Il PEPS può diventare una vera spinta e forza di animazione e di orientamento pastorale, se l'organizzazione dell'animazione pastorale è adeguata.
Oggi le strutture di animazione devono rispondere a due grandi sfide:
- la crescente pluralità di fronti e spazi di attuazione, e la loro tendenza a strutturarsi con una dinamica, organizzazione e risorse proprie che non aiutano a superare il settorialismo;
- il cambiamento di mentalità e di metodologia di animazione pastorale, da promuovere nelle comunità salesiane e nei collaboratori laici.
Per rispondere a queste sfide le strutture di animazione devono soprattutto:
- curare l'unità organica della Pastorale Giovanile Salesiana, stimolare continuamente l'interazione tra le quattro dimensioni che la caratterizzano e promuovere una stretta collaborazione tra le diverse opere e servizi in funzione di questa unità;
- accompagnare ogni comunità locale nella realizzazione quotidiana dell'unità e globalità del processo pastorale salesiano.

1.2 Alcune caratteristiche dell'animazione pastorale

° L’animazione è collegata al servizio di governo
Animare, come abbiamo detto sopra, è molto più che governare, gestire e organizzare; per questo, anche le persone che non hanno una responsabilità diretta di governo o di gestione possono svolgere un importante ruolo di animazione nella CEP e nell'Ispettoria.
Ma la modalità del governo salesiano è impregnata dello spirito d'animazione: governare animando, cioè informando, comunicando, motivando, facendo partecipare, corresponsabilizzando, svegliando continuamente energie spirituali, formando le persone...
° L’animazione salesiana è spirituale e apostolica.
L'animazione salesiana non è soltanto un fatto tecnico, è un'animazione spirituale che apporta all'azione educativa quel soffio dello Spirito capace di dare senso alla promozione della persona ed agli sforzi di cambiamento della società. La pedagogia maturata e trasmessa da Don Bosco è allo stesso tempo un cammino di santità giovanile.
° L’animazione della pastorale deve articolarsi strettamente con l’animazione degli
altri aspetti e settori dell’Ispettoria, in una collaborazione organica vicendevole.
Questo si può promuovere attraverso un Progetto Organico Ispettoriale, che aiuti a orientare tutti gli aspetti della vita e dell'azione delle comunità e delle opere verso la realizzazione unitaria e significativa della missione salesiana. Questo Progetto Organico Ispettoriale deve indicare i campi d'azione prioritari da sviluppare, i criteri operativi più urgenti per rendere significativa l'azione e la vita delle comunità ed opere, gli obiettivi generali che devono guidare tutti i piani e progetti dei diversi settori della vita e dell'attività Ispettoriale, le linee politiche sulla formazione delle persone e sulle risorse economiche e strutturali, ecc. Secondo queste indicazioni si elabora il PEPS ispettoriale, così come i progetti degli altri settori della vita e azione dell'Ispettoria.
° Un'animazione in collegamento e collaborazione con le altre Ispettorie e la Chiesa locale
La circolazione necessaria di esperienze e modelli pastorali rende indispensabile la convergenza di obiettivi e di interventi tra le diverse Ispettorie di una zona, le rispettive Chiese locali ed altre istituzioni sociali ed educative del territorio.

2. ANIMAZIONE ISPETTORIALE

L'Ispettoria è la struttura territoriale in cui la Congregazione organizza e anima in un dato territorio la vita di comunione e la realizzazione della missione. La comunità ispettoriale è mediatrice di unione delle comunità locali tra loro, con le altre Ispettorie, con la comunità mondiale e con la Chiesa locale. La comunità ispettoriale è il perno di un rinnovamento continuo.

2.1. Linee preferenziali di animazione pastorale ispettoriale

Lo sforzo per dinamizzare la pastorale dell’Ispettoria può disperdersi inutilmente in azioni occasionali e discontinue o focalizzare aspetti accidentali, se non si stabiliscono con chiarezza determinate linee d’intervento. Non si tratta in effetti di “produrre attività o movimento”, né di dare l’impressione che “tutti lavorano molto”, bensì di unire e abilitare costantemente le comunità a dare risposte significative alla situazione giovanile.
Nell’animazione pastorale dell’Ispettoria si privilegeranno pertanto queste linee:

2.1.1 Assunzione reale e collegiale dell’animazione e governo pastorale dell’Ispettoria da parte del Consiglio ispettoriale sotto il coordinamento dell’Ispettore.
L’Ispettore con il suo Consiglio è il primo responsabile dell'animazione e governo pastorale dell’Ispettoria (Cost. 161). E’ il primo responsabile dell’elaborazione ed esecuzione del PEPS ( R. 155).
Compete all’Ispettore con il suo Consiglio una funzione fondamentale d’impostazione della vita e azione pastorale nell’Ispettoria: orientare, secondo la situazione e le risorse, le finalità che si vogliono raggiungere, le priorità da privilegiare, le strategie da adoperare, le risorse da sviluppare, ecc. ... Questo significa che il Consiglio ispettoriale è un organo di riflessione e decisione pastorale, come il primo responsabile dell’unità organica della pastorale nell’Ispettoria, concretizzata nel PEPS ispettoriale.
Questo suppone di:
- Andare oltre le funzioni puramente amministrative e assumere soprattutto i compiti di discernimento, riflessione e progettazione.
- Studiare con attenzione le situazioni delle comunità e soprattutto della condizione giovanile per capirne le urgenze pastorali.
- Indicare criteri e formulare linee prioritarie d’azione pastorale, promuovendo nei confratelli e comunità l’unità di mentalità pastorale e la convergenza di forze e di azione al servizio dei giovani.
- Seguire la realizzazione del PEPS ispettoriale e verificarne periodicamente i risultati.
- Disporre di tempo adeguato e di risorse concrete per quest'animazione e coordinamento ispettoriale e locale della PG.

2.1.2 Formazione costante degli operatori
È inutile suggerire un tipo di azione quando chi la deve eseguire non è stato abilitato. Ed è inutile preparare programmi o stimolare in forma generica all’iniziativa coloro che mancano di base per eseguire detti programmi.
Questa formazione pastorale richiede di accompagnare i confratelli nell’approfondimento della loro esperienza della grazia d'unità, nel rinnovamento della loro mentalità pastorale e nell’aggiornamento della loro capacità operativa.
Ecco tre momenti importanti in questa formazione pastorale:
° La formazione iniziale mediante lo studio dalla Pastorale Giovanile Salesiana e le pratiche pastorali che aiutino i giovani confratelli a:
- assumere una mentalità pastorale unitaria, uno stile di animazione e una metodologia progettuale;
- unire riflessione e azione pastorale superando l'improvvisazione e la superficialità;
- superare la settorialità e il genericismo pastorale.
° La formazione specializzata degli operatori in ordine ad una maggiore qualità come educatori e pastori:
- prevedere personale specificamente preparato nei vari settori della Pastorale Giovanile Salesiana, (piano ispettoriale di formazione del personale);
- curare specialmente l’area delle scienze pastorali e educative;
- con una specializzazione teorica, pratica ed esperienziale.
° La formazione permanente:
- potenziando la qualità culturale e pastorale dei SDB mediante un rinnovato impegno per la cultura, lo studio e la professionalità;
- approfondendo la Spiritualità Salesiana per viverla ed essere in grado di proporla e condividerla (CG24 239-241; 257);
- qualificando i principali momenti della vita comunitaria, per fare del quotidiano la via ordinaria di formazione permanente;
- promuovendo un processo di formazione insieme con i laici ( CG24, 138-146).

2.1.3 Coinvolgimento delle comunità, dei confratelli, e delle CEP
La finalità dell’animazione è suscitare e far funzionare costantemente la corresponsabilità. Tutti i confratelli insieme con i laici nelle CEP sono coinvolti non solo nell’esecuzione, ma anche nello studio ed elaborazione di criteri e decisioni pastorali.
Per questo gli animatori e gli organismi di animazione, più che realizzare un gran numero di attività, debbono essere degli orientatori, stimolatori e informatori, che facilitino e accompagnino le comunità ad assumere e realizzare le loro responsabilità.
Punti strategici per questo:
° assicurare la consistenza quantitativa e qualitativa delle comunità locali ( CG24, 173-174);
° accompagnare da vicino e sistematicamente le comunità, soprattutto quelle che trovano più difficoltà nello svolgimento della loro missione di animazione pastorale, e i responsabili dei diversi settori pastorali;
° curare l’intercomunicazione e lo scambio pastorale frequente tra le comunità e gli operatori, per promuovere il senso di appartenenza, l’assimilazione dei criteri e obiettivi comuni, la collaborazione e il mutuo arricchimento;
° seguire con speciale cura certi momenti di speciale incidenza nell’animazione pastorale, come il processo di elaborazione e verifica dei PEPS locali, la determinazione dei ruoli pastorali e delle responsabilità delle équipe d’animazione educativa e pastorale, la programmazione della formazione degli operatori pastorali, ecc. …

2.2. Criteri, obiettivi ed esigenze dell'organizzazione dei servizi e organismi ispettoriali di animazione pastorale

Gli elementi istituzionali e di organizzazione possono facilitare molto la realizzazione degli obiettivi proposti nel PEPS, concentrando sforzi, privilegiando aree, promuovendo uno stile e metodologia concreta di lavoro, assicurando i mezzi e le risorse necessarie e più adeguate (personali, istituzionali, economiche...).

a. La creazione di strutture e organismi di animazione pastorale nell’Ispettoria risponda ai seguenti criteri ((Cf. CG23, 240; 244-246):
° unità; promuovendo strutture di unità, piuttosto che di divisione settoriale;
° organicità: rispondendo secondo le dimensioni del progetto educativo-pastorale, ai grandi settori – opere, in mutua integrazione e complementarità;
° orientamento: appoggiando l’azione delle comunità religiose salesiane e delle CEP, più che organizzando direttamente molte iniziative;
° omogeneità: facendo in modo che, nelle Ispettorie dello stesso contesto, gli organismi siano omogenei per facilitare il coordinamento e la collaborazione;
° collegamento in rete: con le Ispettorie vicine e con gli organismi-associazioni civili ed ecclesiali che si occupano della Pastorale Giovanile, o hanno a che vedere con i nostri destinatari.

b. Secondo questi criteri gli organismi d’animazione ispettoriale hanno questi obiettivi:
° formare operatori;
° ricreare una convergenza ideale e operativa;
° coordinare in maniera sussidiaria le attività delle comunità;
° stimolare la creatività;
° appoggiare l’azione con materiale di approfondimento dottrinale e di uso pratico;
° essere presenti significativamente e propositivamente nel territorio (civile ed ecclesiale).

c. L’organizzazione dell’Ispettoria è al servizio della realizzazione della missione salesiana concretizzata nel PEPS ispettoriale ( Cf. Cost. 121; 157) per questo esige:
° coscienza chiara della globalità dell’azione pastorale salesiana nel PEPS;
° forme di coordinazione e collaborazione tra i diversi settori dell’animazione ispettoriale (Formazione, Famiglia Salesiana, Economia, gli ambienti della Pastorale Giovanile), per assicurare l’unità d’azione pastorale secondo gli obiettivi del PEPS;
° una sistematica riflessione e confronto tra la realtà e gli obiettivi fissati: processo continuo di studio, riflessione, priorizzazione, programmazione, verifica...;
° un'ampia partecipazione e corresponsabilità: senso di comunità, lavoro in équipe, informazione adeguata e sufficiente.

2.3 I servizi ispettoriali di animazione pastorale

2.3.1. I diversi livelli di animazione ispettoriale
Si possono individuare tre livelli di responsabilità nei servizi ispettoriali di animazione pastorale; sono tre livelli diversi, ma inseparabili:
° il livello di governo ( L'Ispettore e il suo Consiglio) che deve prendere le decisioni fondamentali come primo responsabile dell'animazione e governo pastorale dell'Ispettoria (Cost. 161)
° il livello dell'unità e dell'orientamento pastorale (Delegato ispettoriale e la sua équipe) che deve curare l'unità organica dell'azione pastorale realizzata nell'Ispettoria e il suo orientamento secondo il PEPS ispettoriale
° il livello del coordinamento operativo (Commissioni o Consulte dei diversi settori) che cura il coordinamento delle diverse azioni pastorali che si realizzano nei diversi settori.
Questi tre livelli interagiscono e si completano reciprocamente, essendo il secondo quello che in modo speciale assicura l'identità salesiana dell'azione pastorale decisa e coordinata dagli altri.

2.3.2. Il Delegato ispettoriale di PG e la sua équipe
L’Ispettore “nominerà un suo Delegato per la Pastorale Giovanile, il quale coordinerà una équipe che assicuri la convergenza di ogni iniziativa sull’obiettivo dell’educazione alla fede e renda possibile la comunicazione operativa tra le Ispettorie” (CG23, 244).

Il Delegato di PG
È il delegato dell’Ispettore e opera d’accordo con lui e con il Consiglio ispettoriale. I suoi primi destinatari sono i confratelli, le comunità salesiane e la CEP. Non è l’incaricato delle iniziative o soltanto di un settore, ma colui che assicura la pastorale organica nell’Ispettoria e sta attento a tutte le dimensioni.
Si dedica all’animazione pastorale dell’Ispettoria normalmente a tempo pieno. Conviene che sia membro del Consiglio ispettoriale, dove fa presente abitualmente la prospettiva e le preoccupazione pastorali.
- Funzioni:
° assiste l’Ispettore e il suo Consiglio nell’elaborazione del PEPS e delle direttive e orientamenti pastorali comuni;
° coordina il funzionamento collegiale dell’équipe ispettoriale di PG e assiste ogni membro nella realizzazione del suo incarico;
° accompagna le comunità locali nella loro programmazione, realizzazione e verifica pastorale, curando lo sviluppo delle quattro dimensioni del PEPS nei diversi ambienti;
° comunica con gli operatori allo scopo di orientare i loro interventi secondo l’unità del PEPS;
° dirige le iniziative intercomunitarie proposte nel PEPS;
° cura la realizzazione di un piano organico di formazione educativo-pastorale per i confratelli, i collaboratori laici e i giovani animatori;
° mantiene un assiduo rapporto con i membri della FS che lavorano nell’Ispettoria, con la Chiesa locale e con il Dicastero.

L’équipe ispettoriale di Pastorale Giovanile
L’équipe ispettoriale di Pastorale Giovanile collabora direttamente con il Delegato nella realizzazione delle sue funzioni, cioè, nella riflessione, progettazione, coordinamento, valutazione della PG nell’Ispettoria, secondo gli orientamenti dell’Ispettore e del suo Consiglio, e il PEPS ispettoriale.
La sua finalità principale è assicurare l’integrità dell’azione pastorale (presenza integrata delle quattro dimensioni) e la convergenza dei diversi interventi. Per questo è importante che nell'équipe ci siano persone competenti nelle quattro dimensioni del progetto, in modo che insieme possano garantire il loro sviluppo armonico e unitario nei diversi programmi e processi pastorali animati nell'Ispettoria e comunità.
Nell’équipe è importante che partecipino anche gli incaricati Ispettoriali per le Missioni e per la Comunicazione Sociale.
- Funzioni:
° collabora col Delegato nelle sue funzioni;
° promuove la presenza e l’interrelazione delle dimensioni del PEPS nelle diverse opere e settori dell’Ispettoria.
° orienta le comunità verso una visione interdisciplinare dei problemi e un’azione congiunta per risolverli;
Questo richiede nei membri dell'équipe:
preparazione specifica teorica e pratica dei suoi membri;
tempo di riflessione e confronto;
capacità di contatto e di coordinamento, con realismo e capacità di motivare;
un programma concreto di lavoro (per esempio per un anno) basato sul PEPS, secondo le linee prioritarie segnate dall’Ispettore e dal suo Consiglio.

2.3.3 Gli incaricati Ispettoriali di opere e settori e le loro équipe.
Per l’accompagnamento e l'animazione degli ambienti e settori della PG nell'Ispettoria (Oratori-Centri Giovanili, Scuole-CP, Parrocchie, emarginazione, volontariato, MGS, ecc.), l’Ispettore nomina un Incaricato aiutato normalmente da un'équipe.
Funzione degli Incaricati di un settore:
° aiutare le CEP di queste opere e settori a concretizzare gli orientamenti ispettoriali della PG, secondo il PEPS e il piano di lavoro del Delegato e della sua équipe;
° studiare e riflettere sulla finalità educativo-pastorale, la realtà, la problematica, la proiezione di queste opere;
° animare, orientare, assistere ognuna di queste opere, nel raggiungimento della loro finalità specifica.
È importante che i diversi incaricati delle opere o settori pastorali dell’Ispettoria si coordinino sistematicamente tra di loro sotto l’animazione del Delegato ispettoriale e la sua équipe per:
° promuovere una condivisione di informazione e di proposte;
° coordinare le diverse attività secondo il PEPS e la programmazione Ispettoriale;
° mantenere l’unità organica della PG in tutta l’Ispettoria.

3. L’ANIMAZIONE E COORDINAMENTO INTERISPETTORIALE

Al servizio della progettazione e animazione pastorale di un gruppo di Ispettorie sorgono organismi di interrelazione e coordinamento: équipe interispettoriali di PG, Delegazioni nazionali o regionali di PG, centri nazionali di PG… Questi organismi o équipe sono promossi e orientati dagli Ispettori interessati di un gruppo di Ispettorie o una Regione, contando sulla collaborazione del Dicastero per la PG.
Le realtà sono diverse, ma comunque si devono considerare questi criteri:
- importanza di un coordinamento a questo livello per rispondere a una problematica e situazione giovanile sempre più globale e complessa, per sviluppare una mentalità più aperta e universale nelle Ispettorie, per promuovere la solidarietà e l’interscambio di doni nell’ambito della PG, per facilitare di più la circolazione di esperienze e modelli pastorali, ecc...;
- essendo un servizio di supporto, animazione e coordinamento sussidiario, non deve assumere compiti che gli altri soggetti di progettazione possono e debbono assumere;
- la priorità dell’educazione alla fede che vale per i programmi e interventi educativi, vale anche per l’organizzazione di strutture di animazione ( Cf. CG23, 245);
- tutti gli organismi di coordinamento si devono strutturare in maniera convergente, integrata e organica, evitando un coordinamento a compartimenti stagni, il settorialismo o una burocratizzazione centralizzata.
Il coordinamento dei Delegati Ispettoriali di Pastorale Giovanile delle diverse Ispettorie di una regione o gruppo di Ispettorie (Delegazione Nazionale o Regionale o équipe interispettoriali di Pastorale Giovanile), che s'incontrano sistematicamente per:
- riflettere insieme sulla realtà giovanile e le sfide che presenta nell’ambito delle Ispettorie, in vista dell’elaborazione di criteri ed orientamenti d’insieme per l’animazione pastorale nella Nazione o zona;
- coordinare una collaborazione mutua tra le Ispettorie in aspetti comuni, come la formazione degli educatori ed animatori, ecc..;
- promuovere la condivisione di esperienze, sussidi, iniziative e proposte;
- orientare una forma di presenza e azione convergente ed unitaria nella Chiesa e nel territorio nazionale o della Regione.
Accanto alla Delegazione Nazionale o regionale o all'équipe interispettoriali di Pastorale Giovanile possono crearsi i Centri Nazionali o Regionali di PG, cioè organismi di riflessione e di animazione creati da una conferenza ispettoriale o gruppo di Ispettorie, al servizio della PG della Regione o Nazione per:
- promuovere e sviluppare studi e ricerche sui problemi attuali della PG;
- raccogliere e confrontare le esperienze salesiane ed ecclesiali più significative sulla PG;
- proporre e divulgare queste riflessioni ed esperienze,
- mettersi al servizio delle Ispettorie e delle Chiese locali per animare l’azione di progettazione e programmazione, soprattutto nella formazione degli operatori di PG.

4. L’ANIMAZIONE E COORDINAMENTO A LIVELLO MONDIALE

I servizi, le attività, le iniziative e le opere che si prefiggono l’educazione ed evangelizzazione dei giovani troveranno un riferimento unificante nel Dicastero per la Pastorale Giovanile, formato dal Consigliere Generale per la Pastorale Giovanile e dalla sua équipe.
La sua funzione secondo le Costituzioni (136) è animare e orientare l’azione educativa ed assistere le Ispettorie.
In concreto:
° offre stimoli per aiutare a camminare, motiva, fa presente la globalità, cura la sensibilità culturale e la profondità spirituale, promuove l’orientamento educativo negli obiettivi e contenuti e l’accompagnamento metodologico, promuove la riflessione sui criteri e le urgenze, e l’interscambio di esperienze;
° cerca anche di stimolare l’inserimento della Pastorale Giovanile Salesiana nella Chiesa assumendone le sue indicazioni e indirizzi ed offrendo il nostro contributo specifico;
° in seno al Consiglio generale, apporta l’ottica pastorale e giovanile assumendo e concretizzando le linee della programmazione generale del Rettor Maggiore e del suo Consiglio; mantiene relazioni di reciprocità e di complementarità con gli altri settori soprattutto con la Formazione, le Missioni e la Famiglia Salesiana;
° collabora con i Regionali per unificare e organizzare gli interventi nelle diverse Ispettorie secondo la loro situazione e bisogni.
I destinatari prioritari della sua funzione animatrice sono:
. gli Ispettori e il loro Consiglio;
. i Delegati Ispettoriali per la Pastorale Giovanile, le loro équipe e gli incaricati di settori;
. le altre istanze di animazione a livello regionale.

5. L’ANIMAZIONE E COORDINAMENTO LOCALE

L’animazione pastorale delle opere e attività attraverso le quali si realizza la missione salesiana in un luogo determinato è responsabilità innanzi tutto della comunità salesiana locale, soprattutto del Direttore e del Consiglio locale.
Come parte del nucleo animatore della CEP, curerà che in ogni attività e opera si realizzi l’integrità e l’unità della Pastorale Salesiana.
Nell’animazione pastorale dell’opera la comunità salesiana convoca i laici e coinvolge corresponsabilmente soprattutto il Consiglio della CEP e/o dell’opera che è “l’organismo centrale che anima e coordina tutta l’opera salesiana, attraverso la riflessione, il dialogo, la programmazione e la revisione dell’azione educativo-pastorale” (Cf. CG24, 161 e 171).
Per portare avanti questa animazione pastorale esiste in ogni CEP un coordinatore della Pastorale Giovanile con una équipe. Questo coordinatore con équipe programma, organizza, coordina e stimola l’azione pastorale dell’opera, secondo gli obiettivi proposti nel PEPS locale e gli orientamenti e criteri del Consiglio della CEP o dell’opera, in stretto contatto con il Direttore. Questo ruolo esige capacità di contatto e coordinamento, esperienza e tempo per dedicarsi.
In concreto, sviluppa queste funzioni:
- collaborare con il consiglio della CEP a far presente nel processo di elaborazione, realizzazione e verifica del PEPS locale, gli elementi fondamentali della Pastorale Giovanile Salesiana;
- coordinare lo sviluppo del PEPS locale attraverso programmazioni concrete secondo i diversi settori dell'azione pastorale dell’opera, dei quali è responsabile;
- curare il coordinamento e l’integrazione delle diverse attività educativo-pastorali, assicurando la loro complementarità e il loro orientamento verso l’educazione alla fede,
- promuovere le iniziative di formazione degli agenti di pastorale secondo gli orientamenti della programmazione ispettoriale;
- assicurare la relazione e la collaborazione della CEP con la pastorale della Chiesa locale e con altre istituzioni educative del territorio.