(NPG 1982-09-3)


«I preadolescenti di oggi vivono spesso una situazione di disorientamento, perché nella realtà sociale attuale non vengono offerti ideali né possibilità di scelte libere e responsabili. Il disorientamento viene superato solo se si dà importanza agli ideali e se si compiono scelte animate da responsabilità».
Questa è la ipotesi elaborata dagli allievi e insegnanti di una scuola media di Bari che hanno voluto trattare, per un intero anno scolastico, con un approccio interdisciplinare ed in particolare muovendo da una ricerca condotta dagli stessi allievi coadiuvati dagli insegnanti e da un esperto, il tema della maturazione nella libertà.
Abbiamo voluto dedicare l'intero dossier a questa esperienza di Bari non solo per i risultati della piccola ricerca, che evidentemente esigerebbero altre conferme per poter essere generalizzate, ma anche come esempio di un originale lavoro educativo da parte di una équipe scolastica, in cui hanno avuto un ruolo attivo gli insegnanti e gli allievi, gli esperti di ricerca sociologica e di programmazione educativa, gli psicologi ed i pedagogisti, la scuola e le altre istituzioni
sul territorio.
Il lavoro svolto a Bari è un esempio di visione organica dei problemi dei ragazzi, di capacità di coinvolgimento di tutte le forze interessate ai processi educativi nella scuola, di programmazione della attività didattica, di circolarità tra ricerca sul campo e riflessione teorica a livello di analisi e di prospettive educative.
Le «prospettive» offerte nella seconda parte del dossier, sviluppano il tema della libertà come dato psicologico e soprattutto come obiettivo educativo da raggiungere attraverso una conversione di atteggiamenti degli educatori e genitori, attraverso alcuni interventi concreti da perseguire, e soprattutto attraverso la valorizzazione della vita in gruppo come luogo decisivo in cui la ricerca di autonomia viene a consolidarsi e ad esprimersi in un positivo incontro con la libertà degli altri e con il bisogno di liberazione presente nella società.
Il dossier si rivela utile per équipe di educatori e animatori che, a livello scolastico o di vita di gruppo in genere, volessero affrontare questo aspetto cruciale dell'educazione dei preadolescenti.

FATTI

In occasione dell'Anno internazionale del fanciullo (1981) il CENSIS ha condotto alcune ricerche sugli atteggiamenti degli adulti nei confronti delle nuovissime generazioni.
I risultati più importanti, per quel che riguarda il dossier, possono essere riassunti così..
- Sopraffazione dello sviluppo originale e della crescita globale del ragazzo: l'intervento educativo, ispirato da situazioni e frustrazioni che sono proprie della vita dell'adulto, tende a rendere il ragazzo materialmente uguale all'adulto, poiché è visto come suo naturale prolungamento e depositario di progetti non realizzati.
- Impoverimento progressivo dei rapporti umani, soprattutto a causa della diminuzione di condivisione di momenti di vita del ragazzo: l'adulto diventa sempre più incapace di atti gratuiti e sostituisce questi con l'offerta di cose e di servizi che tendono piuttosto a rendere passivo il ragazzo e a far crescere in lui bisogni strettamente individuali.
- Autoritarismo più o meno occultato, o permissivismo tendente a non correre il rischio della impopolarità, senza riconoscere e lasciare spazi adeguati di libera espressione.
I nodi problematici che emergono dalle ricerche del CENSIS sono molto stimolanti per aprire il tema dell'educazione dei preadolescenti alla libertà.
Sullo stesso tema, scelto come punto di riferimento, per un lavoro interdisciplinare di un intero anno scolastico, ha condotto una ricerca una classe di terza media di Bari. Guidati da un sociologo gli allievi hanno inchiestato, attraverso un questionario, 405 alunni di venti classi di terza media di tutta la città.
Il dossier parte dalla presentazione dei dati di questa ricerca, che si è interessata di tre aspetti:
- gli «ideali» ritenuti dai ragazzi come i più importanti nella loro scelta di vita;
- l'incontro/scontro dei ragazzi con gli adulti sui progetti per il loro futuro;
- il rapporto tra ricerca di autonomia personale e consapevolezza di essere «a servizio» di un vasto progetto di umanizzazione.

PROSPETTIVE

L'indagine sociologica ha messo in risalto alcune esigenze fondamentali di autonomia e di libertà spesso disattese dagli educatori, con grave ritardo nel raggiungimento della maturità personale. Al bisogno di protagonismo gli adulti rispondono spesso in modo contraddittorio, spingendo a volte il freno del controllo ed altre l'acceleratore del lasciar fare.
Come riflettere in termini educativi su questo fatto che coinvolge la vita di famiglia e la scuola, la relazione personale educatore-educando e il rapporto tra il gruppo e l'animatore?
Proponiamo tre piste di riflessione: una prima, psicologica, centrata sulla analisi dei dinamismi profondi che regolano la crescita dell'autonomia; una seconda, pedagogica, che sollecita gli adulti a ripensare la loro pratica di educazione alla libertà; una terza, sempre pedagogica, che riflette sul gruppo dei preadolescenti come luogo decisivo per un salto di qualità verso la libertà.
Laura Amerio, dopo aver definito cosa si intende per «volontà» e «libertà», descrive prima l'evolversi durante la crescita della libertà, che viene così ad avere contenuti sempre nuovi, e si sofferma poi sui dinamismi profondi biologici, intellettuali, affettivi che ne guidano lo sviluppo. Giuseppe Morante ripensa, alla luce della ricerca, la figura dell'adulto come educatore della coscienza del ragazzo. All'adulto è richiesto anzitutto un rinnovato impegno per consolidare due atteggiamenti: la comprensione e la confidenza verso il mondo dei ragazzi. Senza questi atteggiamenti gli interventi educativi sono senza senso.
In secondo luogo una volta individuato il clima in cui collocare gli interventi, l'autore indica agli adulti alcune piste di intervento. Il processo di desatellizzazione rispetto alla famiglia e di risatellizzazione rispetto ai coetanei, fa del gruppo il luogo ideale in cui abilitare progressivamente alla libertà. Su questo tema riflette il Centro Catechistico Meridionale (Bari) che motiva in concreto perché il gruppo sia decisivo nella maturazione dell'autonomia e poi traccia un itinerario di vita di gruppo come cammino verso la libertà.

PER L'AZIONE

L'esperienza di Bari che stiamo presentando in questo dossier conclude con la descrizione del cammino di un intero anno scolastico percorso dalla terza media che ha organizzato la ricerca.
L'articolo, preparato dalla insegnante di lettere, trova la sua originalità, oltre che negli stimoli operativi concreti utili per altri classi e per gruppi di ragazzi in genere, nel fatto che si sofferma sul passaggio delicato dalla individuazione degli obiettivi alla programmazione educativa.
Dopo la ricerca sul campo e dopo la riflessione teorica sull'educazione alla libertà, occorreva individuare strategie e interventi coerenti con i nodi emersi e con gli obiettivi educativi enucleati nella riflessione seguente. In questo sforzo, di programmazione e di esecuzione del piano di lavoro,è stata coinvolta tutta la comunità educativa: educatori e allievi, tutte le discipline, ognuna secondo il suo contributo specifico, l'ambiente ed il territorio attraverso la ricerca condotta dalla scolaresca guidata dagli insegnanti e da un sociologo.
Queste pagine vengono a costituire così una traccia preziosa per quanti sentissero l'urgenza di organizzare una unità didattica con i loro ragazzi su tema della libertà.