Il catechismo dei ragazzi «Vi ho chiamato amici»

Inserito in NPG annata 1982.

 

Scelte di fondo e articolazione dell'itinerario catechistico

Giovanni Costi

(NPG 1982-08-74)

 

PREMESSA

Il Catechismo dei Ragazzi (= CdR) chiude la serie dei cinque catechismi, progettati dalla CEI agli inizi degli anni '70 con la pubblicazione del Documento Base «Il Rinnovamento della Catechesi» (cfr. RdC nn. 134-139).
Gli anni '70 passeranno alla storia della pastorale catechistica italiana come gli anni dei catechismi.
Scaglionati nel tempo, le comunità cristiane in Italia hanno infatti ricevuto: il Catechismo dei Bambini (1973), il Catechismo dei Fanciulli, I-II-III momento (1974-75-76), il Catechismo dei Giovani (1979), Il Catechismo degli Adulti (1981).
La vastità e la complessità del rinnovamento messo in atto con la pubblicazione dei nuovi catechismi, oltre ad obbedire a precise istanze di ordine contenutistico che si ispirano al Concilio Vaticano II, sono una risposta al principio metodologico che vuole la catechesi fedele all'uomo e alla sua storia. Una catechesi che si rispetti non può assumere le tonalità di un insegnamento incolore o correre sulla linea di un discorso medio; ma si innesta sul terreno tipico e originale dei soggetti a cui è proposta.
La pluralità dei catechismi consacra il principio che in ogni arco di età i cristiani devono potersi accostare a tutto il messaggio rivelato, secondo forme e prospettive appropriate.

PROPOSTA GLOBALE DEL CdR

Il Catechismo dei Ragazzi presenta un progetto di educazione alla fede, vario e articolato, per il periodo che va dagli 11/12 anni ai 16/17 anni circa, collegandosi in questo modo sia con il Catechismo dei Fanciulli, III momento «Sarete miei testimoni», sia con quello dei Giovani «Non di solo pane».
Il CdR esce in due volumi, data l'ampiezza dell'itinerario catechistico che esso deve ricoprire attraverso le tappe della prima preadolescenza, fino alla pienezza della adolescenza.

Il primo volume: «Vi ho chiamato amici»

Il primo volume «Vi ho chiamato amici» si rivolge ai ragazzi di 11/14 anni circa; il secondo volume «Io ho scelto voi» si indirizza agli adolescenti in età tra i 14/17 anni circa.
Pur presentandosi in due volumi distinti, il CdR risulta strettamente unitario nell'iter catechistico e nella dinamica dei contenuti.
Il primo volume, che si apre col titolo «Vi ho chiamato amici», fa perno sull'esperienza portante della vita dei ragazzi: l'amicizia. L'intera proposta educativa del Catechismo è fondamentalmente racchiusa nella parola di Gesù, tratta dal Vangelo di Giovanni, al capitolo 15.
C'è ancora oggi per tutti gli uomini, anche per i ragazzi e la loro concreta esperienza di vita, un vangelo di amore e di amicizia, offerto da Gesù gratuitamente, dinanzi al quale dovrebbe sgorgare una risposta generosa di fedeltà. Gesù è presentato ai ragazzi con tutta l'intensità del suo fascino di capo e di amico, in un atteggiamento di incontro stabile con Lui, guida e modello ammirevole e imitabile. Evidentemente il discorso del Catechismo non indulge a suggestioni romantiche; ma contempla pur sempre una tonalità e una pedagogia catechistica in cui alla forza emotivo-affettiva del ragazzo sia riconosciuto un ruolo preciso (cfr Catechesi Tradendae, n. 38).
Uno dei pregi del CdR consiste proprio nella ricerca continua di consonanza tra il messaggio catechistico e il mondo interiore del preadolescente.
Soprattutto per il mondo dei ragazzi, ogni forma di catechesi non può prescindere da un'attenta adeguazione al vissuto personale e alle risonanze individuali e sociali, sempre in sintonia con le attese, i problemi e la speranza dei preadolescenti, sotto pena di una insignificante inutilità dell'intero messaggio catechistico.
L'itinerario del primo volume del CdR si sviluppa in due tappe principali: la prima conduce i ragazzi a una rinnovata scoperta di Gesù il Cristo, nella sua vicenda storica e nella sua presenza salvifica, oggi, nella Chiesa, soprattutto attraverso i segni e l'azione dello Spirito Santo (capp. I-II-III).
La seconda tappa approfondisce il progetto della vita cristiana rivelata da Dio in Cristo e invita il ragazzo/a ad assumere responsabilmente nelle proprie mani la conduzione della propria crescita in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini. È questo il cammino esigente della sequela cristiana (capp. IV-V-VI).

Il secondo volume: «Io ho scelto voi»

Il titolo «Io ho scelto voi» esprime il nucleo fondamentale dell'itinerario catechistico del secondo volume del CdR.
Gesù di Nazaret, che si è manifestato come l'amico più grande perché ha consegnato la sua stessa vita per gli uomini suoi amici, rivela ora ai ragazzi-adolescenti la grazia di una scelta particolare per il Regno di Dio. La meta globale del secon-
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do volume si qualifica infatti come scelta vocazionale, promuovendo negli adolescenti il senso dell'apostolato e del servizio cristiano, avviandoli ai compiti missionari della comunità cristiana.
Al momento presente le comunità cristiane in Italia hanno in mano soltanto il primo volume del CdR; il secondo volume è in fase avanzata di elaborazione e se ne prevede l'edizione nel corso dell'anno.
Ci interessiamo quindi nel presente scritto al progetto educativo del CdR I volume «Vi ho chiamato amici». Anche a partire da un libro possiamo studiare, ripensare, progettare una pastorale catechistica per i preadolescenti.

SCELTE DI FONDO DEL CdR

Catechesi e comunità catechizzante

Pur essendo il ragazzo/a il protagonista del Catechismo, il testo è proposto unitariamente a tutta la comunità cristiana, nella quale ogni preadolescente, in modo vitale, deve poter maturare la propria professione di fede.
Per questo il CdR sviluppa un itinerario catechistico che coordina l'annuncio ai ragazzi con l'esperienza viva di fede, professata, celebrata e vissuta, in modo concreto e originale, in ogni Chiesa particolare.
Lo scopo è quello di accompagnare la crescita umano-religiosa dei ragazzi attraverso un'esperienza di cammino catecumenale, dove, insieme, catechisti e comunità cristiana, svolgono un ruolo di padrinato.

La struttura formale del CdR

Fondamentalmente il Catechismo nella sua struttura formale risulta finalizzato a tre obiettivi qualificanti:
- mete di conoscenza;
- mete di iniziazione ecclesiale;
- mete di integrazione tra fede e vita.

Mete di conoscenza

La catechesi è anzitutto al servizio dell'annuncio del mistero di Dio, rivelatosi pienamente in Gesù, come salvezza totale dell'uomo e della storia.
La prima caratteristica del CdR è la sua profonda impostazione cristocentrica: il Catechismo «Vi ho chiamato amici» annuncia essenzialmente il progetto di Dio nel Cristo, Parola fatta carne, e vuole promuovere nei ragazzi una professione di fede motivata, cosciente e gioiosa nel Dio di Gesù. In Gesù il Cristo, ad ogni ragazzo deve essere resa possibile un'alta esperienza della paternità di Dio. La parola di Gesù, che la catechesi annuncia, deve poter irrompere, nella vita e nelle situazioni concrete dei preadolescenti, carica di senso e di salvezza. L'istanza cristocentrica costituisce la chiave di volta di tutti i capitoli del CdR. Soprattutto in questa prospettiva si possono ripercorrere gli interi capitoli II e V che sviluppano la conoscenza e l'imitazione di Cristo.
Si potrà così apprezzare nel CdR, tra l'altro, la profonda unità progettuale anche in ordine ai contenuti della catechesi: tutto si ricapitola in Gesù, Signore e Cristo, perché non c'è altro nome, in cielo o sulla terra, in cui si possa ottenere salvezza (cfr. cap. II, pp. 30-34).
L'intento del Catechismo è anzitutto quello di fondare nei ragazzi/e una autentica mentalità cristiana della fede, educata al pensiero di Cristo, resa capace di vedere la storia come Lui, di giudicare la vita come Lui, di scegliere e amare come Lui, di sperare come insegna Lui, di vivere in Lui la comunione con il Padre e lo Spirito Santo (cfr. RdC n. 38).

Mete di iniziazione ecclesiale

Compito della catechesi non è soltanto quello di far capire, quanto piuttosto quello di far vivere nella esperienza della comunità cristiana i momenti di una storia della salvezza che in Cristo ci raggiunge, oggi.
Questa istanza di una catechesi dai tratti comunitari e ecclesiali è soprattutto richiesta durante l'età preadolescenziale, quando si avvera una graduale interruzione della pratica religiosa e, di fatto, si prendono le distanze dalla comunità ecclesiale. Le cause dovranno forse ricercarsi anche nelle inadeguate o carenti esperienze di vita ecclesiale offerte ai ragazzi.
Il CdR ha anche come obiettivo quello di favorire il passaggio da un tipo di appartenenza alla Chiesa - prevalentemente relazionato durante la fanciullezza sulla testimonianza dei genitori e educatori - ad una appartenenza critica, motivata, significata, aperta a quei continui processi di revisione e integrazione, che sono propri della preadolescenza.
I ragazzi debbono riscoprire la Chiesa.
Non si può dare per scontato che le esperienze ecclesiali, la pratica dei sacramenti, i riferimenti morali, maturati e vissuti nella fanciullezza, siano ancora capaci di strutturare, quasi per moto d'inerzia, senza ulteriori acquisizioni personali e approfondimenti, la personalità cristiana del preadolescente.
Egli deve poter capire e accettare gioiosamente che la Chiesa è per lui una grande agenzia di socializzazione, momento vitale di interpretazione di ogni esperienza e progetto, terreno solido di confronto e dialogo, che permette a ciascuno la scoperta del proprio ruolo e della propria vocazione nella vita. La Chiesa dovrebbe apparire ai ragazzi come la più accogliente delle istituzioni per un'integrazione sociale della persona.
Perché un ragazzo, in modo responsabile e cosciente, possa dire «Credo la Chiesa», deve venire a contatto con esperienze vive della Chiesa di Cristo che parlino al suo entusiasmo, al suo desiderio di crescita, alla sua speranza di futuro.
Il CdR vuole mostrare che la Chiesa non accoglie i ragazzi con atteggiamenti maternamente protettivi e vincolanti; esalta piuttosto il senso di protagonismo, di responsabilità e creatività dei ragazzi, soggetti vivi e costruttori della Chiesa anche con la loro storia (cfr. cap. III, p. 61; cap. VI, p. 149).
Centro ispiratore che fonda tutta la catechesi sulla Chiesa nel CdR resta costantemente Gesù nella offerta suprema di se stesso a Pasqua e nel dono efficace del suo Spirito nella Pentecoste. Subordinatamente la catechesi del CdR sulla Chiesa fa riferimento alle esperienze della fede pasquale che si rivelano nelle numerose testimonianze di santità, nella Chiesa, nel corso dei secoli cristiani (cfr. cap. III; Testimoni di Risurrezione, pp. 77-87).
Le tematiche fondamentali sulle ecclesiologia sono trattate nei capp. III e VI. Viene anzitutto presentato il mistero e la vita della Chiesa conquistata dal sangue pasquale di Cristo e da lui continuamente convocata e riunita in alleanza nella forza dello Spirito Santo (cfr. cap. III, «Farò nuove tutte le cose»).
Il cap. VI «Voi siete il mio popolo» evidenzia in modo speciale la ricchezza dei ministeri nella vita della Chiesa e la sua missione di salvezza nel mondo. In conformità alla loro accresciuta responsabilità morale e sociale, il CdR è attento a favorire il riconoscimento e l'accoglienza del ruolo che essi hanno diritto di svolgere all'interno della comunità cristiana. La Chiesa deve riconoscere ai ragazzi la possibilità di discussione e di intervento nelle scelte pastorali che li interessano e li coinvolgono. In particolare, i preadolescenti debbono sperimentare i valori della vita ecclesiale, in gruppi di amici e di coetanei insieme con gli educatori adulti, in uno spirito di profonda amicizia e simpatia.

Mete di integrazione tra fede e vita

Nella stagione della preadolescenza l'annuncio catechistico è obbligato ad assumere una spiccata dimensione antropologica. Il messaggio cristiano deve sapientemente ricercare i punti di inserimento vitale con le nuove esperienze di percezione, progettazione e relazione, tipiche della preadolescenza.
Tali attenzioni pedagogiche e metodologiche favoriscono una consonanza tra la catechesi e il mondo dei ragazzi, perché la parola di salvezza sia veramente apertura ai problemi della vita, risposta alle domande, allargamento ai valori e soddisfazione alle aspirazioni umane (cfr. cap. I, «Il mistero della vita», pp. 12-16). La professione di fede in Gesù il Cristo si sviluppa e matura se riesce a configurarsi in sintonia e in fedeltà al vissuto del preadolescente.
Negli obiettivi dell'itinerario catechistico del CdR rientra anche quello di una sana e positiva coeducazione tra i ragazzi e le ragazze.
Il Catechismo si rivolge unitariamente al preadolescente e alla preadolescente e vuole favorire una pastorale che ponga ragazzi e ragazze nelle migliori condizioni per un incontro positivo e rasserenante, dove essi possano ascoltarsi, conoscersi, imparando gli uni dagli altri a superare le tensioni derivanti dalla mutua presenza, e prepararsi così, in modo solidale, ai grandi compiti della vita.
Data la particolare configurazione psicologica dell'uno e dell'altra, al di là dei suggerimenti del testo catechistico, sarà compito del catechista-educatore mettere in atto una sapiente mediazione pedagogica, perché ciascuno si senta accolto è valorizzato (cfr. cap. IV, «Protagonisti e responsabili» - Uomo e donna, immagine di Dio, pp. 98-105).
Spesso uno dei rischi nell'educazione cristiana dei preadolescenti è quello di presentare una catechesi che parla soltanto al «maschile». Si può auspicare che il nuovo Catechismo, come progetto unitario di educazione alla vita e alla fede per tutti i preadolescenti, solleciti una catechesi più attenta anche ai sentimenti «femminili» della fede cristiana: la tenerezza, la gioia dell'essere insieme, dell'ascolto e del dono reciproco.
Nel primo volume del CdR sono soprattutto i capitoli I e IV che si preoccupano di presentare le linee di integrazione tra fede e il vissuto concreto dei ragazzi.

ARTICOLAZIONE DEL PROGETTO DEL CdR

È importante che il lettore del Catechismo riesca a cogliere non solo la quantità degli elementi del testo, ma anche l'unitarietà profonda che li lega fino a formare un unico itinerario di fede.
Questa preoccupazione di trovare un ordine e una linearità dei contenuti catechistici interessa soprattutto gli educatori che, insieme ai ragazzi, dovranno pilotare l'uso del testo.
Si è già affermato che il rapporto di amicizia e di alleanza con Gesù Signore e Cristo - richiamato dal titolo stesso «Vi ho chiamato amici» - costituisce il progetto fondamentale di tutto il Catechismo.
La struttura del CdR è abbastanza semplice e con una sua logica lineare.
I sei grandi temi in cui si suddivide la proposta del Catechismo, possono raggrupparsi per affinità in due terne: le prime tre hanno un movimento più discendente e sottolineano «ciò che Dio ha fatto per noi», la seconda terna si muove di preferenza sul versante della risposta all'azione di Dio, mettendo in evidenza «ciò che noi dobbiamo fare per Lui».
Secondo la pedagogia della Rivelazione, la priorità spetta sempre a Dio che chiama e si manifesta in una storia, mentre la risposta conseguente è la presa di coscienza degli uomini davanti a Dio.
Il ragazzo è quindi invitato anzitutto ad ascoltare, a conoscere, a rendersi conto, poi a pronunciarsi e a rispondere.
Il CdR apre i suoi temi catechistici con un'indagine sul vissuto umano al fine di favorire la ricerca e la discussione. Non intende soffocare gli interrogativi e le critiche del ragazzo: li accoglie, li interpreta, li approfondisce in modo da preparare con efficacia l'annuncio dell'intervento salvifico di Dio. La sequenza di atteggiamenti suggeriti dall'impostazione del Catechismo potrebbe essere così sintetizzata: osservare-interrogarsi-ascoltare-riconoscere-rispondere.
Dietro alla spinta degli interrogativi, comincia la ricerca, l'ascolto e l'invito a rispondere a Dio che si rivela.
Il discorso catechistico dei capitoli viene ripartito in diverse tappe progressive denominate sezioni: esse compongono il capitolo, svolgendo aspetti diversi dell'unico tema centrale.
Ognuna di queste sezioni, a sua volta, si articola in piccoli nuclei, le enucleazioni, destinati a costituire i temi degli incontri catechistici.
La struttura di ogni capitolo è abbastanza elementare: posto il tema di fondo, diventa logico il suo successivo ramificarsi e dettagliarsi in vari centri di interesse. Le sintesi celebrative, poste a fine sezione e a fine capitolo, danno garanzia di un ritorno tematico all'unità del tema catechistico e aiutano il ragazzo ad esprimere i propri sentimenti dinanzi a Dio.
Nel CdR le pagine per la comunità sono molto ridotte. Poste all'inizio dei capitoli, esse situano il tema nel contesto della vita del preadolescente e collocano l'argomento nel quadro generale della fede cristiana, offrendo anche spunti metodologici e pedagogici. Queste pagine richiamano ancora una volta che la catechesi è sempre opera di un'intera comunità catechizzante che si impegna con l'annuncio e con la vita.
Dato originale di «Vi ho chiamato amici» è la striscia di fondo pagina. Essa si presenta nel testo come uno spazio orizzontale che ospita domande, provocazioni esperienziali, richiami biblici, dati liturgici, formulazioni della fede, fotografie, disegni... Oltre a costituire un completamento della proposta educativa, se ne può ipotizzare un proficuo uso didattico. In questa medesima prospettiva vanno letti i numerosi documenti, di natura diversa (brani biblici, salmi, notizie storiche, dati socio-culturali, richiami esperienziali...), destinati a circostanziare meglio elementi trattati nel discorso dei capitoli.
Secondo lo stile giornalistico, il discorso del CdR corre su due colonne per pagina; ma è arricchito nel suo svolgersi da altri elementi complementari, utili per un uso didattico.

LO SVILUPPO DELL'ITINERARIO CATECHISTICO DEL CdR

Lo sviluppo dell'itinerario catechistico del Catechismo «Vi ho chiamato amici» può essere schematicamente così rappresentato:

1. Alla scoperta del mistero di Cristo e dell'uomo
È il tema dei primi 3 capitoli:
cap. I C'è speranza nel mondo
cap. II Venite e vedrete
cap. III Farò nuove tutte le cose.

2. Per crescere verso una piena maturità umana e cristiana
È il tema dei capp. IV - V - VI:
cap. IV Protagonisti e responsabili
cap. V Non più servi ma amici
cap. VI Voi siete il mio popolo.
I capp. I e IV approfondiscono la relazione creaturale e filiale dell'uomo verso Dio Padre.
I capp. II e V sviluppano la conoscenza e la sequela di Cristo.
I capp. III e VI introducono al mistero dello Spirito Santo e della Chiesa. Dal punto di vista biblico, il catechismo sviluppa un'accostamento metodico alla storia della salvezza con particolare riferimento ai Vangeli di Marco, di Luca, di Giovanni e agli Atti degli Apostoli.

CONCLUSIONE

Ogni Catechismo è libro di fede di tutta la comunità cristiana e mira al raggiungimento di due finalità complementari: l'arricchimento umano e la appropriazione personale dei contenuti della fede. Questi due obiettivi si intersecano e si sostengono reciprocamente, formando una sintesi originale nell'unica proposta di un itinerario di fede. Il CdR ha lo scopo di accompagnare la crescita umano-religiosa dei preadolescenti attraverso la proposta di un cammino catecumenale. La preadolescenza richiede un ripensamento di tutte le acquisizioni di fede in vista di una appropriazione più personale e responsabile. È proprio in riferimento a questa fase di evoluzione psicologica che il CdR propone nuovi linguaggi catechistici appropriati.
Il problema del linguaggio è uno dei nodi più difficili da sciogliere nell'ambito della catechesi ai ragazzi. Il CdR si situa tra il linguaggio critico e il linguaggio propositivo. Lo stesso stile di linguaggio provocatorio e narrativo lo si ritrova nel linguaggio delle immagini, presenti nel testo.
È la prima volta nella storia della pastorale catechistica italiana che si ha a disposizione un sussidio catechistico, esplicitamente pensato e scritto per i preadolescenti. Il fatto costituisce un appello per tutte le comunità cristiane ad impegnare responsabilmente parte delle proprie energie missionarie anche per il mondo dei ragazzi.