Esperienza di Dio nella meditazione della parola

Inserito in NPG annata 1981.

 

Luigi Zanettin

(NPG 1981-09-6)

Luigi Zanettin, gesuita, è animatore della Villa Sacro Cuore di Triuggio (Mi).


Queste pagine non sono la descrizione di uno dei nostri momenti di preghiera a Triuggio (1), e neanche l'analisi critica di essi, ma la descrizione del nostro metodo di educazione alla preghiera, all'incontro con il Signore, e quindi hanno la pretesa di presentarsi come un itinerario di maturazione spirituale che impegna tutta la vita e si ispira al Vangelo in tutta la sua integrità.
Abbiamo verificato che è un itinerario particolarmente valido ed efficace con tutte le persone con cui lo abbiamo sperimentato, preti, suore, laici adulti, e soprattutto giovani, e nelle svariate forme di ritiri, esercizi spirituali, incontri occasionali o programmati.
La maggior risposta l'abbiamo avuta dai giovani, segno probabilmente della presa forte e attuale che il Vangelo esercita ancor oggi, ricca di fascino e capace di suscitare impegno per una vita piena.

La situazione di partenza

Anche senza fare un'analisi approfondita del fenomeno della secolarizzazione, resta come dato riconosciuto a livello teorico e vissuto a livello pratico il clima secolare del tempo che viviamo, un clima che ben poco si addice all'incontro col Signore, e anzi lo rende più difficile e problematico. Crediamo pertanto che sia utile per i nostri incontri generare e creare un «contesto religioso», un'atmosfera particolare creata attraverso canti, silenzi, momenti di riflessione e tempi di preghiera davanti all'eucaristia. Senza una certa disponibilità spirituale la Parola di Dio non attecchisce. Però il Vangelo non lo tiriamo addosso a nessuno: ad esso ci si accosta lentamente, lo si dà a piccole dosi.
Anche l'ambiente ha la sua importanza, è lo spazio esteriore ed interiore dove avviene un incontro. In questo contesto vengono particolarmente curate le dimensioni personali e interpersonali: non solo l'intelligenza, che è richiesta ma a cui viene tolto il monopolio; non solo la volontà e l'impegno che vengono sì sollecitati, ma al di fuori di ogni volontarismo; ma vengono interessate tutte le facoltà: l'affettività, l'intuito, i sensi interiori, la fiducia, la speranza, il lasciarsi fare dal Signore. È la scelta della spiritualità cristocentrica postconciliare, che rivaluta la nostra umanità, ritrovata come luogo autentico - nella sua umanità - di esperienza ed incontro di Dio. Il volto del cristianesimo diventa più umano e simpatico, senza attenuare il suo carattere di radicalità.
Contribuiscono a creare un clima «celebrativo» il canto, elementi vari a carattere paraliturgico, l'atmosfera di amicizia e di silenzio...
Per i nostri incontri crediamo molto anche, e lo favoriamo come condizione essenziale, al contatto personale con il Nuovo Testamento, o almeno col Vangelo, ma anche con i Salmi e i Profeti. Avere in mano il testo, consultarlo, cercare i passi è un'esperienza che a volte ha del divertente: molti prendono in mano la Bibbia per la prima volta, e restano sorpresi e meravigliati a trovare il testo, a leggerlo, a capirlo senza troppa difficoltà.
Per questo chiediamo a tutti i partecipanti di avere il Vangelo, oppure lo diamo noi. A volte litografiamo persino qualche parte dell'Antico Testamento; si vede subito la differenza rispetto al solo ascoltare, sia pure con grande attenzione.

La meditazione di un vangelo come itinerario incontro a Cristo

In una parola, l'obiettivo a lunga scadenza è quello di incontrare Gesù Cristo rivivendo l'esperienza degli apostoli. Crediamo che sia il nucleo del cristianesimo: affezionarsi a Gesù in modo tale da accettarlo come Signore della propria vita, come maestro e salvatore. Scoprire quali sono stati i suoi valori supremi, per cosa ha vissuto e si è sacrificato, ciò che ha animato la sua vita, che cosa ha voluto portare e lasciare nel mondo.
Per scoprire la figura di Gesù in tutta la sua ricchezza e profondità, e per affezionarsi a Lui, crediamo che il mezzo più adatto sia il rivivere l'esperienza degli apostoli: il vivere con lui.
Così si potrà scoprire cosa fa, come lo fa, chi frequenta, il suo modo di comportarsi con le persone, cosa dice. Così si potrà risalire dai fatti ai moventi, cioè dalle parole ed azioni ai sentimenti e agli atteggiamenti da cui nascono parole ed azioni: in una parola, arrivare al cuore del vangelo. Così come l'esperienza degli apostoli è stata l'esperienza di un «incontro forte» che ha illuminato e chiarito ogni momento della vita.
In tal modo siamo arrivati all'idea della lettura meditata del Vangelo, convinti che i vangeli seguono un loro itinerario spirituale per portare all'incontro-esperienza di Gesù.
Lo ha dimostrato la «storia della redazione» dei vangeli: essi sono appunto dei manuali di evangelizzazione e di catechesi per coloro che avevano accolto il kerigma: al loro interno hanno una struttura, una dinamica spirituale con tappe, svolte, nuovi passi richiesti. Questo modo di procedere crediamo valga anche per oggi, e i risultati ci danno ragione.
Un obiettivo più immediato e praticabile, a questo punto, ci è sembrato far pregare sui Vangeli. L'esperienza ci dice che ha fatto scoprire l'insufficienza di una lettura teologica dei vangeli, e anche di una lettura di tipo moralistico. I vangeli più che dibattuti o discussi devono essere soprattutto meditati, pregati, cantati, oltre che capiti nella loro dinamica interna spirituale. Abbiamo così sperimentato una serie di cammini spirituali, tutti sulla matrice di «Bibbia e Preghiera» o della Lectio Divina.
Presentiamo ora velocemente le nostre proposte.

Le giornate di deserto mensili

Sono giornate fra loro concatenate, da ottobre a maggio, in cui viene proposto e vissuto a tappe un «progetto», un itinerario di fede e di preghiera.
Ogni giornata è vissuta in un'atmosfera che è bene espressa da Osea 2: «Ti condurrò nel deserto e parlerò al tuo cuore», oppure anche dalla Lettera sulla contemplazione di Mons. Martini, arcivescovo di Milano.
Una specie di orario in genere è abbozzato così. Alle 9 vi è in cappella l'esposizione del SS.mo. Un Padre propone di tanto in tanto una preghiera, invita a leggere dei salmi. I singoli riprendono per la loro preghiera dei versetti. Il tutto in armonia con il tema della giornata, e in funzione di preparare quanti stanno arrivando ad entrare nel clima della giornata di deserto. Tutto intorno, nell'ingresso, nei corridoi, nelle sale, cartelli con frasi bibliche, poster con foto simboliche, invitano al raccoglimento e alla riflessione.
Alle 9,30 ci si ritrova tutti in un salone (circa duecento persone): si comincia con canti accompagnati dalle chitarre, con preghiere e meditazione di salmi; poi il Padre incaricato guida la riflessione sul modo di meditare il brano di vangelo presentato: nel suo significato, come buona novella per l'uomo di oggi, per la sua vita.
Se il brano è lungo viene intercalato da canti o preghiere o momenti di silenzio. Lo stesso testo evangelico a volte viene proclamato, a volte letto a cori alterni, a volte viene declamato come il «passio», con due o tre lettori (abbiamo letto così, per es., il brano di Nicodemo, la Samaritana, il cieco nato...).
Infine si invitano i presenti alla preghiera personale (nel giardino, nelle varie cappelle della casa); ciascuno con la sua Bibbia in mano, è invitato a leggere e rileggere il testo, a fermarsi dove trova risonanza interiore, a meditarvi sopra.
Alle 12, per una mezz'ora, ci si ritrova insieme a pregare il testo meditato, si suggerisce ogni volta una forma diversa di trasformazione del testo in preghiera, cominciando dalle forme più semplici e meno personali, fino a quelle più spontanee e creative.
Si comincia a usare il testo biblico come fosse un salmo; viene poi ripreso nelle frasi e parole che hanno avuto più risonanza; col tempo si suggerisce di trasformarle in preghiera di lode, di domanda, in atti di fede e di amore. Qui si suggeriscono anche forme orientaleggianti di meditazione e di preghiera.
Durante il pranzo c'è musica; dopo vengono proiettate diapositive o filmine sulle varie esperienze di preghiera di altri popoli.
Alle 15 ci si ritrova ancora per pregare insieme sul testo o su testi paralleli dei profeti, o per una comunicazione delle risonanze. Alle 16,30 si conclude con una Messa molto festosa e partecipata.
Una simile impostazione l'abbiamo data anche all'incontro mensile dei coniugi, almeno per la mattinata, anche se con un taglio attento ai problemi della coppia e della famiglia. Ma abbiamo sostenuto l'idea che prima di discutere e offrire una morale coniugale e familiare, occorre offrire la possibilità di un incontro ed esperienza di fede e di preghiera, in cui ricevano spirito e forza per vivere con gioia e coraggio gli impegni di vita familiare. Molti hanno riconosciuto che la loro vita in parte è cambiata proprio in seguito a questa esperienza.

«Gli esercizi nella vita corrente»

Si tratta di una settimana di incontri serali, tipo «Bibbia e Preghiera», dalle 20,30 alle 22, nelle parrocchie (e alcuni anche in casa), dal lunedì al venerdì sera, con la giornata di chiusura alla domenica seguente.
Per venire incontro alla gente, abbiamo trasportato gli esercizi classici di due giorni e mezzo alla sera, suddivisi lungo la settimana. Dapprima vi è qualche incontro previo col parroco e un gruppetto animatore, con cui facciamo delle esperienze di assaggio e dimostrative. Poi si comincia al lunedì sera, spiegando l'esperienza nel suo obiettivo e nel suo metodo, ed iniziandola subito la sera stessa.
In una prima mezz'ora si inizia con canti, preghiere, poi si propone il testo da meditare con un tema ben preciso, come primo passo di un cammino. Si spiegano i diversi modi di lettura del brano, come poi lo si possa personalmente meditare e pregare nella mezz'ora successiva. Poi ciascuno con la Bibbia in mano, in una sala o cappellina, in silenzio, viene invitato a rileggerlo e a pregare. Intanto i padri stanno a disposizione per i colloqui o le confessioni. Infine ci si ritrova tutti insieme per rileggere il testo, rilevare in forme di preghiera le frasi che hanno avuto particolare risonanza; si collegano ai brani letti salmi, canti, brani dei profeti, altre forme di preghiera.
Gli esercizi nella vita corrente hanno anche una forma più lunga, in genere annuale (o anche pluriennale) in cui gli incontri, da ottobre a maggio, sono settimanali (noi li facciamo per esempio tutti i martedì sera, dalle 20,30 alle 22).
La serata è divisa come per i corsi brevi di una settimana; e l'insieme delle serate per tutto l'anno segue il libro biblico scelto per l'anno liturgico (con una dinamica o itinerario spirituale di tipo ignaziano), dosando anno per anno le tre esigenze tipiche di questa spiritualità (non è difficile, perché l'itinerario biblico, ecclesiale e spirituale ignaziano sono simili e si richiamano a vicenda, sono tutti itinerari cristiani). È chiaro però che al primo anno si dà una
impronta maggiormente di iniziazione, che diviene sempre più di contemplazione e di testimonianza. Ogni anno sono presenti tutti e tre i fattori, ma vengono diversamente dosati.
All'inizio si dice che l'unione a Cristo, l'adesione alla sua forma di vita e ai suoi valori di fondo, comporta la rinuncia a tutto ciò che gli si oppone. Poi si mostrerà come essa comporti un condividere con Gesù ideali, amori, odi, gusti, impegni. E questo in una duplice dimensione: personalistica (Gesù e il suo vangelo sono fonte della nostra identità personale, ci danno un modo nuovo di vedere la realtà, Dio, noi, gli altri, la vita, la storia; sono fonte di una mentalità, di un certo modo di vedere e spendere la vita), e poi in una dimensione più sociale (un certo modo di essere presenti nella società e di coltivare valori che ci permettono una testimonianza qualificata e una azione messianica).

Osservazioni conclusive

Le esperienze proposte lasciano un segno nella vita. Dapprima lasciano l'impressione di un qualcosa di bello, poi questo sentimento si riflette nel comportamento personale, fino al desiderio di moltiplicare questi momenti e di farli diventare quotidiani e stabili. Si sente il problema della coerenza tra ciò che si sente dentro e la vita nei suoi rapporti con gli altri e con le cose; e infine si pone anche il problema degli sbocchi comunitari e degli impegni ecclesiali e sociali. Il tutto sembra maturare come i singoli passi di un itinerario studiato a misura delle persone, e strettamente collegato col Vangelo.
Crediamo che gran parte dell'efficacia, senza voler dimenticare il clima instaurato, la gradualità dei singoli momenti, l'adattamento alle persone, passi soprattutto attraverso il contatto diretto con la Parola di Dio, letta, meditata e pregata, e attraverso il contatto con Gesù in una preghiera personale, in un rapporto personale di fede con Gesù nell'Eucaristia, nel Vangelo, nella vita. Tanto grande è il fascino della persona di Gesù e della spiritualità cristiana, così liberante e capace di illuminare e di dare senso alla vita, che spira dal contatto diretto col Vangelo.
Questo rapporto personale col Signore cresce e si trasforma in atteggiamenti di ascolto, poi di lode e di domanda, poi di condivisione dei sentimenti. Il che significa: ricerca della volontà di Dio su di me, accettazione della sua volontà, auto-offerta, fiducia, impegno progressivo a vari livelli. Oltre alla riscoperta della forza sacramentale della Parola di Dio, si ha pure una riscoperta dell'Eucaristia, come pure della fraternità e dell'impegno, come punti privilegiati di incontro col Signore, anche nella vita di tutti i giorni.
Crediamo che l'incontro con la Parola di Dio direttamente nel Vangelo possa essere e sia di fatto un modello di incontro con Dio da attuare nella vita, e che paghi a sufficienza presso la gente.

Un modo di pregare la Parola di Dio: la Lectio divina

Quasi in appendice ecco una breve presentazione degli stimoli che noi offriamo ai partecipanti alle nostre giornate per pregare la Parola di Dio secondo il metodo delle Lectio divina.
Il cammino classico della Lectio è diviso in tre momenti. Li esponiamo velocemente.

Chiedete con fede e vi sarà dato
Il primo passo è «chiedere con fede»: è un tempo di raccoglimento personale in cui chiamare Dio in soccorso della nostra preghiera. Cosa chiedere se non la speranza, la carità, il coraggio di pregare, lo Spirito Santo come dono?
Il secondo passo è un gesto di fede: attraverso la parola «vi sarà dato». La meditazione e la preghiera della parola sono gesto sacramentale: lo Spirito Santo è presente ed attivo per farci vivere una profonda esperienza di Dio e per trasformare la nostra esistenza.

Cercate con la meditazione e troverete lo Spirito Santo
Il primo passo di questa nuova fase della Lectio è la meditazione. Essa prevede tre passaggi:
- la masticazione: rilettura lenta della parola di Dio: immaginarsi interiormente le immagini ed i simboli biblici;
- la gustazione: rivivere la scena del passo biblico, sentirne le parole, assaporare i diversi sentimenti ed atteggiamenti interiori;
- la ruminazione: ritornare sulle frasi e sui fatti che coinvolgono maggiormente per farli oggetto di preghiera.
Il secondo passo è costituito dalla esperienza dello Spirito, e cioè dalla contemplazione che si sviluppa a partire dagli atteggiamenti fondamentali della nostra vita di cristiani: la fede, la speranza, la carità.
Anche qui si possono distinguere tre passaggi:
- la digestione: la radiografia dell'animo e del cuore dei personaggi: dai fatti e dalle parole ai moventi interiori;
- l'assimilazione: abitudine alla pace che lentamente si assapora nella contemplazione;
- la comunicazione fraterna: lo scambio su ciò che si è vissuto, con le proprie scoperte, sentimenti, dubbi, aridità, alimenta una ulteriore forma di preghiera e purifica quanto uno ha pregato e contemplato.

Bussate con insistenza e vi sarà aperto
È il momento del colloquio personale:
- rileggendo il testo lentamente e soffermandosi sulle frasi ed espressioni più sentite;
- aggiungendo i fatti della vita personale (non in senso individualistico, ma in senso di esperienza personale dei fatti della vita); si può continuare con un salmo (i salmi sono preghiere «aperte» in grado di raccogliere la vita di chi li prega) che esprima i sentimenti provati in quel momento;
- riassumendo in una invocazione o in una frase il messaggio da applicare alla vita.
«E vi sarà aperto»: attraverso il colloquio si viene a creare una profonda comunione con Dio.
- si può ripetere l'invocazione del nome del Signore, o un versetto biblico, o una sola parola che riassume il messaggio che la parola di Dio ci ha trasmesso;
- si può lasciare affiorare con calma sentimenti ed espressioni di fede, speranza, carità, nella massima spontaneità;
- si può riprendere la parola di Dio rivolgendola direttamente al Signore in forma di preghiera di ringraziamento (Grazie, Signore, per...) o di supplica (Ti prego, o Signore, per...) o di abbandono e fiducia assoluta in Dio.