Fare coppia a 18 anni: una proposta educativa

Inserito in NPG annata 1981.

 


(NPG 1981-06-56)

 

Che ci sia una intensa evoluzione nel modo di vivere la coppia tra i giovani non è novità per nessuno. Maggior importanza ai sentimenti, tendenza a porre la coppia al centro dell'esistenza, caduta di tono (lavoro, studio, altri rapporti) fino alla depressione quando la coppia si incrina...
Quale attenzione educativa rivolgere a queste tematiche nei gruppi giovanili? Non bastano gli schemi moralistici di chi fa finta che non esistano le coppie nel gruppo e nella comunità; né di chi nel nome dell'impegno chiede di mettere tra parentesi l'essere coppia. Non basta neppure il silenzio a cui molti educatori si stanno riducendo.
Su temi così cruciali abbiamo ricevuto un originale sussidio da un un gruppo giovanile di Genova. una vera «proposta» rivolta ad un tipo particolare di coppia: quella che non può più considerarsi una semplice coppia da cotta» ma è già un rapporto più ragionato e costruttivo, e allo stesso tempo non è ancora una coppia che si interroga ormai sul matrimonio, casa, figli e così via.
La proposta ci sembra originale, come dicevamo. Chi l'ha stesa ha avuto presente alcuni grossi fenomeni che stanno mutando l'ambiente sociale e le reazioni dei giovani in questo spazio.
Il sussidio propone un modello di coppia che vive di ideali raggiungibili. Per rifarci ad un'espressione del linguaggio odierno, è una coppia da vita quotidiana». Il grande sforzo che viene compiuto nel sussidio è di tradurre in pratica di vita» tutta una serie di intuizioni che sono nell'aria a proposito di coppia, comunità, servizio, ricerca di identità, desiderio, bisogni...
Lo stile è molto vivace. Non fa dei grossi ragionamenti, ma racconta» la storia di una coppia. Uno stile accessibile quindi a tutti legato alle piccole esperienze della vita di ogni giorno della coppia.

Un sussidio per un campo scuola

La miglior utilizzazione del sussidio sembra un campo scuola con un gruppo di giovani.
Le pagine del sussidio sono una autentica miniera di materiale per lavorare in gruppo. Il tono scherzoso e pacato invita a non lasciarsi prendere da una discussione seriosa», da una critica serrata che alla fine inchioda ognuno, senza possibilità di movimento o di cambio, alle sue idee. Tutt'altro che invitare a ribattere i chiodi storti il sussidio invita a non fare processi, a scoprire il positivo, a lasciare spazi in cui la coppia ci presenta come qualcosa da inventare. L'ottimismo che lo pervade è già una proposta.
D'altra parte è anche vero che non è facile sottrarsi agli interrogativi terra terra che il sussidio solleva. Ognuno, senza grossi apparati scenici, viene in qualche modo processato. Ma è un processo benevolo, carico di simpatia, che evoca la responsabilità, che cerca di trovare gli spazi reali in cui operare i cambi.

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