Ed ecco una donna cananea

Dal Discorso 77 di S. Agostino

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La donna cananea esempio d'umiltà

1. Questa donna cananea di cui il brano del Vangelo letto poc'anzi fa un grande elogio, ci offre un esempio d'umiltà e una condotta ispirata alla fede e ci mostra come innalzarci dall'umiltà fino al cielo. Essa però, com'è chiaro, non apparteneva al popolo d'Israele, al quale appartenevano i Patriarchi, i Profeti, i parenti di nostro Signore Gesù Cristo e la stessa Vergine Maria, madre di Cristo. Questa donna non era di questo popolo, ma era pagana. Il Signore infatti, come abbiamo sentito, s'era ritirato nella regione di Tiro e Sidone. La donna cananea era venuta di lì e con insistenza petulante implorava la grazia della guarigione per la figlia ch'era crudelmente straziata dal demonio 1. Tiro e Sidone erano città dei pagani e non del popolo d'Israele, anche se vicine a quel popolo. La cananea dunque, bramosa di ottenere la grazia, gridava e picchiava con forza alla porta, ma Cristo si mostrava indifferente verso di lei, non per rifiutarle la misericordia, ma per infiammarne il desiderio; e non solo perché fosse più ardente il suo desiderio, ma - come ho detto prima - fosse messa in risalto la sua umiltà. Gridava come se il Signore non la sentisse, mentre invece egli disponeva in silenzio ciò che aveva intenzione di fare. I discepoli pregarono per lei il Signore e dissero: Mandala a casa perché ci vien dietro e continua a gridare 2. Ma egli rispose: Io sono stato mandato solo alle pecore sperdute del popolo d'Israele 3.

In che senso Cristo fu inviato solo agli israeliti.

2. A questo punto sorge un problema a proposito di queste parole. In qual modo noi siamo venuti all'ovile di Cristo dai pagani, s'egli è stato mandato solo alle pecore sperdute del popolo d'Israele? Che significa il piano provvidenziale di questo mistero tanto profondo? Perché mai il Signore, pur sapendo lo scopo per cui era venuto, per formarsi senza dubbio la Chiesa tra tutti i popoli, disse d'essere stato inviato solo alle pecore sperdute del popolo d'Israele? Noi comprendiamo dunque ch'egli doveva mostrarsi presente col suo corpo tra quel popolo, nascere, compiere i miracoli e risorgere per proprio potere; comprendiamo che così era stato disposto, così era stato dichiarato fin dall'inizio, così era stato predetto, così era stato compiuto; poiché il Cristo doveva venire in mezzo al popolo dei giudei per essere visto, essere ucciso allo scopo di riconciliare in tal modo con Dio coloro ch'erano l'oggetto della sua prescienza. Quel popolo infatti non fu condannato ma passato al vaglio. In mezzo ad esso c'era una gran quantità di paglia, ma anche una certa quantità di buon grano nascosto; vi era ciò che doveva essere bruciato ma anche ciò di cui si sarebbe riempito il granaio. Da dove vennero gli Apostoli se non da quel popolo? Donde Pietro? Donde tutti gli altri fedeli?.

A proposito della cananea è messa in risalto l'umiltà.

7. 11. Vedete come è messa in risalto l'umiltà. Il Signore l'aveva chiamata cane; essa non lo negò ma disse di esserlo. E poiché riconobbe d'essere un cane, subito il Signore le disse: "O donna, grande è la tua fede. Accada come tu vuoi 36. Tu ti sei riconosciuta un cane, io perciò ti riconosco ormai come una persona umana. O donna, grande è la tua fede; hai chiesto, hai cercato, hai bussato alla porta; ora ricevi, trova, ti sia aperta la porta". Vedete, fratelli, come soprattutto l'umiltà è stata esaltata nei confronti di questa donna ch'era cananea, che cioè proveniva dal paganesimo ed era prefigurazione, cioè simbolo, della Chiesa. In realtà il popolo giudaico, per essere escluso dal Vangelo, s'era gonfiato di superbia per il fatto d'aver ricevuto la Legge, per il fatto che da esso erano discendenti i Patriarchi, erano usciti i Profeti, e Mosè, il servo di Dio, aveva compiuto nell'Egitto i grandi miracoli che abbiamo sentito ricordati nel salmo 37, aveva condotto il popolo attraverso il Mar Rosso mentre le acque si ritiravano, ricevette la Legge che diede allo stesso popolo. Il popolo giudaico aveva bene dei motivi per vantarsi ed esaltarsi, ma a causa della stessa superbia avvenne che non volle umiliarsi a Cristo, maestro d'umiltà, repressore dell'orgoglio, medico divino, il quale perciò, pur essendo Dio, si fece uomo affinché l'uomo si riconoscesse uomo. È una medicina molto efficace. Se questa medicina non cura la superbia, non so che cosa può curarla. È Dio e si fa uomo: mette da parte la divinità, cioè in qualche modo la depone, ossia nasconde la propria natura e appare la natura assunta. Si fa uomo pur essendo Dio, mentre invece l'uomo non si riconosce uomo, cioè non si riconosce mortale, fragile, peccatore, malato, in modo da ricercare il Medico almeno perché è malato; ma ciò ch'è più pericoloso, gli sembra d'esser sano.