Il lievito dei credenti nella massa

Inserito in Tempo liturgico.

Il lievito dei credenti

nella massa

Domenica XVI A

San Girolamo

lievitomassa

"Il regno dei cieli è simile a un granello di senape che un uomo prende e semina nel suo campo" (Mt 13,31). Siccome Gesú aveva detto che i tre quarti della semente sarebbero andati perduti, che una sola parte si sarebbe salvata e che nella parte restante si sarebbero verificati tanti gravi danni, i suoi discepoli potevano bene chiedergli: Ma quali e quanti saranno i fedeli? Egli allora toglie il loro timore inducendoli alla fede mediante la parabola del granello di senape e mostrando loro che la predicazione della buona novella si diffonderà su tutta la terra.
Sceglie per questo scopo un`immagine che ben rappresenta tale verità. "E` vero che esso è il piú piccolo di tutti i semi; ma cresciuto che sia, è il piú grande di tutti i legumi e diviene albero, tanto che gli uccelli dell`aria vengono a fare il nido tra i suoi rami" (Mt 13,32). Cristo voleva presentare il segno, la prova della loro grandezza. Cosí - egli spiega - sarà anche della predicazione della buona novella. In realtà i discepoli erano i piú umili e deboli tra gli uomini, inferiori a tutti; ma, siccome in loro c`era una grande forza, la loro predicazione si è diffusa in tutto il mondo...
"Il regno dei cieli e simile a un po` di lievito, che una donna prende e impasta con tre staia di farina, hno a che non sia tutta fermentata" (Mt 13,33). Come il lievito diffonde la sua forza in tutta la pasta, cosí anche voi - vuol dire Gesú - dovete trasformare il mondo intero. Considerate la sapienza del Salvatore. Egli vuol far intendere questo: Come è impossibile che i fatti naturali non si realizzino, cosí quanto io ho preannunciato avverrà infallibilmente. Non venite a dirmi che non potrete far nulla essendo dodici soltanto tra un`immensa moltitudine di uomini. Proprio in questo la vostra forza risplenderà, quando cioè, essendo in mezzo al mondo, non fuggirete. Come il lievito fermenta la massa quando lo si accosta alla farina, e non semplicemente lo si accosta, ma ve lo si mescola, - Gesú non dice che la donna mette il lievito nella farina, ma ve lo nasconde dentro, impastandolo con essa, - cosí anche voi, quando sarete spinti dentro e vi troverete in mezzo alle folle che da ogni parte vi faranno guerra, allora le vincerete. E come il lievito si diffonde in tutta la pasta senza perdersi, ma anzi pian piano trasforma tutta la pasta nella sua sostanza, cosí lo stesso fatto accadrà della predicazione del Vangelo. Non abbiate quindi timore delle sciagure di cui vi ho parlato. Questi ostacoli saranno la vostra gloria, e li supererete tutti.
In questa parabola si parla di tre misure di farina per indicarne molta: sappiamo infatti che tale numero si usa per una notevole quantità. Non vi stupite se Gesú, parlando agli uomini del regno dei cieli, si avvale di paragoni come quello del granello di senape e del lievito. Si rivolge a persone rozze e ignoranti, che hanno bisogno di queste immagini. Essi sono cosí semplici, che, anche dopo aver udito tutte queste parabole, hanno ancora bisogno che egli le chiarisca ulteriormente.
Orbene, dove sono i figli dei gentili? Che essi riconoscano la potenza di Cristo, vedendo la realtà stessa dei fatti. Che lo riconoscano e lo adorino, per questa duplice ragione: egli ha predetto una cosa tanto incredibile, e poi l`ha realizzata. E` lui infatti che ha dato al lievito la sua forza. Egli ha mescolato alla moltitudine degli uomini coloro che credono in lui, in modo da comunicare agli altri la nostra fede. Nessuno dunque si lamenti per il piccolo numero degli apostoli, dato che grande è la forza e la potenza della predicazione evangelica e ciò che è stato una volta lievitato si cambia a sua volta in lievito per tutto il resto. Come una scintilla, quando cade sulla legna, l`incendia producendo via via un aumento di fiamma, che poi s`appicca agli altri ceppi, cosí è anche della predicazione. Tuttavia, Gesú qui non parla del fuoco, ma del lievito. Come mai? Perché nel primo caso tutta l`attività non è del fuoco, ma deriva anche dai legni cui il fuoco s`appicca e che incendia; nella pasta, invece, è il lievito da solo che compie tutta l`opera di trasformazione. Se dodici uomini hanno fermentato tutta la terra, pensate quale deve essere la nostra cattiveria e la nostra inerzia, se oggi, pur essendo noi cristiani moltissimi, non siamo capaci di convertire il resto dell`umanità, mentre dovremmo bastare e diventare lievito per mille mondi!
(Giovanni Crisostomo, In Matth. 46, 2)