Per essere felici bisogna imparare l’umiltà di Cristo

Inserito in Tempo liturgico.

 

Per essere felici

bisogna imparare

l’umiltà di Cristo

Discorso 68

S. Agostino

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Qualcuno dirà: "E che c’è, se desidero avere dei beni? Oh se io li avessi! Dammi, Dio, beni da possedere. Ecco, il mio vicino possiede ciò che io non possiedo, viene salutato ma non saluta, lo saluto di nuovo ma non saluta. Concedimi delle sostanze, o Dio". Se quel tale ti dispiace, perché vuoi essere come lui? Egli dice: "Io gli rendo il saluto, egli invece non me lo rende", ma desidera essere ciò che condanna. "Ma io - dice l’altro - quando sarò ricco, non solo renderò il saluto ma sarò anche il primo a salutare". Tu ti abbassi, spinto dalla cupidigia d’avere delle sostanze, ma ti conosce meglio chi ti ha creato: provvede meglio a te Colui che, anche se glielo chiedi, non ti concede ciò che non ti giova. Senza dubbio anche se tu avrai sostanze, poiché credi che le possederai giustamente, ne farai buon uso, le amministrerai col timor di Dio: anche se tu avrai delle ricchezze, tu avrai paura delle fatiche e della povertà. Desideri essere felice? Va’ da Colui che proclama: Io vi farò riposare. Soltanto è necessario che tu impari ciò che dice: Imparate da me che sono mite ed umile di cuore. Tu guardi il tuo vicino ricco, proprietario, orgoglioso: osservandolo ed emulandolo tu sarai superbo; sarai umile solo se darai ascolto a Colui che per te è diventato umile. Impara da Cristo ciò che non impari dall’uomo: in lui risiede la regola dell’umiltà. Chi si avvicina a lui prima viene formato mediante l’umiltà perché sia onorato nell’esaltazione. Qual era il suo aspetto? Egli, pur essendo Dio per natura, non stimò una usurpazione il suo essere uguale a Dio, ma annichilò se stesso prendendo la natura di servo divenendo simile agli uomini e per la sua condizione fu riconosciuto quale uomo; umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte su una croce 31. La Scrittura fa affermazioni tanto solenni ma non avrebbe determinato la misura dell’umiltà, se non avesse aggiunto: e alla morte su una croce. Questo genere di morte comportava tra i giudei un grande oltraggio. Cristo si sottopose al supplizio che conteneva un gran disonore, per dare il premio a coloro che non si sarebbero vergognati della stessa umiliazione. Fin dove è arrivato per amputare il tuo orgoglio? Fino al disonore della croce! (n. 11).