Incontro alla luce

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Corriamo tutti incontro a Cristo, noi che tanto sinceramente e profondamente adoriamo il suo mistero; mettiamoci in cammino verso di lui pieni di gioia... Portiamo con noi anche dei ceri accesi, come simbolo dello splendore divino di colui che viene. Grazie a lui tutta la creazione risplende, anzi, viene inondata da una luce eterna che disperde le tenebre del male. Ma i ceri accesi saranno soprattutto il simbolo dello splendore interiore con cui dobbiamo prepararci all`incontro con Cristo. Come infatti la madre di Dio, vergine purissima, portò tra le sue braccia la vera luce offrendola a coloro che si trovavano nelle tenebre, così anche noi, tenendo fra le mani quella luce visibile a tutti e illuminati dal suo splendore, affrettiamoci incontro a colui che è la vera luce. Sì, la luce è venuta nel mondo mentre esso era avvolto nelle tenebre, e lo ha rischiarato con il suo splendore; colui che sorge dall`alto ci ha visitati per illuminarci mentre sedevamo nelle tenebre (cf. Lc 1,78-79). Questo è il nostro mistero. Per questo camminiamo, corriamo verso Cristo, tenendo in mano dei ceri accesi: essi sono insieme simbolo della luce che è Cristo e anticipazione dello splendore di cui saremo nei stessi penetrati per opera sua.
Corriamo dunque insieme, corriamo tutti verso Dio: se cediamo alla pigrizia, egli ci potrebbe accusare o di essere ingrati o addirittura di disprezzarlo, che sarebbe peccato ancor più grave. Ascoltiamo le parole rivolte dal Signore stesso agli ebrei che, immersi nelle tenebre, fuggivano la luce: La luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato più la tenebra che la luce, perché le loro opere erano malvagie (Gv 3,19). La volontà di male infatti oscura l`anima e le impedisce di vedere la luce. Il Vangelo dice ancora: La luce risplende nella tenebra e la tenebra non l`ha compresa (Gv 1,5).
La luce che illumina ogni uomo che viene nel mondo è dunque venuta. Offriamoci tutti ad essa, fratelli, lasciamocene penetrare. Nessuno si escluda dal suo splendore, nessuno rimanga immerso nelle tenebre. Andiamo invece tutti insieme verso Cristo, lasciandoci investire dal suo splendore; riceviamo con il vecchio Simeone questa eterna luce vivente. Con lui esultiamo di gioia e cantiamo un inno di ringraziamento a Dio, Padre della luce, che ci ha mandato la luce vera per trarci fuori dalle tenebre e renderci luminosi. A lui appartiene la salvezza: egli l`ha preparata di fronte a tutti i popoli e l`ha manifestata per noi, suo popolo e nuovo Israele (cf. Lc 2,31-32}). Anche noi, in lui, abbiamo visto, e siamo stati immediatamente liberati dalle tenebre del nostro antico peccato, come Simeone, dopo aver visto Cristo, fu liberato dai vincoli della vita terrena.

Sofronio, Discorso sulla Purificazione, 6,7