Ecco l’uomo

Inserito in Tempo liturgico.

 

Donatello_-_Crocifisso_Firenze_Santa_Croce

 

 

Quando l'Apostolo Filippo gli chiese: "Signore, mostraci il Padre", Gesù rispose: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto...? Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Giovanni, 14, 8-9).

 

Questa sera, mentre accompagniamo nel nostro cuore Gesù che cammina sotto la croce, non dimentichiamoci di queste sue parole. Anche quando porta la croce, anche quando muore sulla croce, Gesù è il Figlio che è una cosa sola con Dio Padre. Guardando il suo volto distrutto dalle percosse, dalla fatica, dalla sofferenza interiore, noi vediamo il volto del Padre. Anzi, proprio in questo momento la gloria di Dio, la sua luce troppo forte per ogni occhio umano, si fa maggiormente visibile sul volto di Gesù. Qui, in questo povero essere che Pilato ha mostrato ai Giudei, nella speranza di indurli a pietà, con le parole "Ecco l'uomo!" (Giovanni, 19, 5), si manifesta la vera grandezza di Dio, quella grandezza misteriosa che nessun uomo poteva immaginare.

 

Ma in Gesù crocifisso si rivela anche un'altra grandezza, la nostra grandezza, la grandezza che appartiene a ogni uomo per il fatto stesso di avere un volto e un cuore umano. Scrive Sant'Antonio di Padova: "Cristo, che è la tua vita, sta appeso davanti a te, perché tu guardi nella croce come in uno specchio (...) Se guarderai lui, potrai renderti conto di quanto grandi siano la tua dignità (...) e il tuo valore (...) In nessun altro luogo l'uomo può meglio rendersi conto di quanto egli valga, che guardandosi nello specchio della croce" (Sermones Dominicales et Festivi, iii, pp. 213-214). Sì, Gesù, il Figlio di Dio, è morto per te, per me, per ciascuno di noi, e così ci ha dato la prova concreta di quanto grandi e preziosi noi siamo agli occhi di Dio, gli unici occhi che superano tutte le apparenze e vedono fino in fondo la realtà delle cose.

(Benedetto XVI, Via Crucis 2 aprile 2010)