Cresceva in età,

sapienza e grazia

 

Gesù cresceva

 

Apprendiamo, figli, ad essere sottomessi ai nostri genitori. Qui il piú grande si sottomette al piú piccolo. Infatti, vedendo che Giuseppe è piú anziano di lui, Gesú lo onora del rispetto che si deve a un padre, dando a tutti i figli un esempio di sottomissione al genitore, oppure, se sono orfani, a coloro che detengono l`autorità paterna.

Ma perché parlo dei genitori e dei figli? Se Gesú, il Figlio di Dio, è sottomesso a Giuseppe e a Maria, io non dovrei essere sottomesso al vescovo che Dio mi ha dato per padre? Non dovrei essere sottomesso al sacerdote preposto dalla scelta del Signore?

Penso che Giuseppe comprendeva che Gesú era a lui superiore, pur essendogli sottomesso; e, sapendo che il sottoposto era maggiore di lui, gli dava ordini con timore e moderazione. Rifletta ciascuno su tutto questo: spesso un uomo di poco valore è posto al di sopra di persone migliori di lui, e talvolta accade che l`inferiore vale di piú di colui che sembra comandarlo. Se chi detiene elevate dignità comprenderà tutto questo, non si gonfierà d`orgoglio a causa del suo rango piú alto, ma saprà che il suo inferiore può essere migliore di lui, nello stesso modo in cui Gesú era sottomesso a Giuseppe.

Continua poi: "Maria conservava tutte queste parole nel suo cuore" (Lc 2,51). Ella sospettava che ci fosse qualche cosa che andava al di là dell`uomo. Per questo «conservava nel suo cuore tutte le parole di lui», non come le parole di un fanciullo di dodici anni, ma come le parole di colui che era stato concepito di Spirito Santo, di colui che ella vedeva "progredire in sapienza e in grazia agli occhi di Dio e degli uomini" (Lc 2,52).

Gesú «progrediva in sapienza» e di anno in anno appariva sempre piú sapiente. Forse che non era sapiente, cosí che doveva progredire nella sapienza? o piuttosto, "poiché si era annientato, prendendo la forma del servo" (Fil 2,7), riprendeva ciò che aveva perduto e si arricchiva della pienezza della virtù che sembrava aver abbandonato prima assumendo un corpo umano?

«Progrediva» non soltanto «in sapienza», ma anche in età. C`è infatti anche un progresso nell`età. La Scrittura ci parla di due generi di età: l`età fisica che non è in nostro potere, ma dipende dalla legge della natura; e l`età spirituale che è veramente in nostro potere e nella quale, se lo vogliamo, possiamo crescere ogni giorno. Crescere e pervenire fino alla perfezione di essa: "Tanto da non essere piú dei piccoli fanciulli fluttuanti in balia di ogni vento di dottrina" (Ef 4,14); ma, cessando di essere fanciulli, cominciare a divenire uomini e poter dire: "Divenuto uomo, ho fatto scomparire le cose che appartenevano all`infanzia" (1Cor 13,11). Il progresso di questa età, che si risolve in una crescita spirituale, dipende da noi. Ma se non basta questa prima testimonianza, prendiamo da Paolo un altro esempio: "Fino a quando tutti noi perveniamo allo stato di uomo perfetto, alla misura dell`età e della pienezza del corpo di Cristo" (Ef 4,13). E` dunque in nostro potere «pervenire alla misura dell`età del corpo di Cristo», e, se ciò è in nostro potere, lavoriamo con tutte le nostre forze a spogliare e a distruggere quel che in noi appartiene all`infanzia, per raggiungere le successive età e potere anche noi ascoltar queste parole: "Tu andrai in pace dai tuoi padri, avendo vissuto una buona vecchiaia" (Gen 15,15), -vecchiaia certamente spirituale, che è veramente la buona vecchiaia, vecchiaia canuta (cf. Sap 4,8-9) e che raggiunge il suo fine in Gesú Cristo.

(Origene, In Luc., 20,