PENTECOSTE:

LA VENUTA DELLO

SPIRITO SANTO

 

fuoco Pentecoste

 

Domenica di Pentecoste è “il giorno della luce, giorno del fuoco dello Spirito, del “vento che si abbattè gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano Maria e gli Apostoli, riuniti nel Cenacolo (cf. At 2,2-3).

Nell’Ultima Cena, Gesù ci lascia, nel suo Testamento, la promessa del dono per eccellenza: lo Spirito Santo, il Paraclito, il Consolatore, lo Spirito di Verità, l’Avvocato che starà sempre con i discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore” (Gv 14,1). “Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome - dice Gesù -, Egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto” (Gv 14,26). “Egli - dice ancora Gesù - mi renderà testimonianza” (Gv 15,26) e “vi guiderà alla verità tutta intera” (Gv 16,13).

Questa promessa si adempie nel Cenacolo. Il Giorno della sua Risurrezione: Cristo comunica agli Apostoli lo Spirito: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi perdonerete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20,22). Si adempiono così le parole del Profeta, che annunciavano i tempi messianici: “vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo… il mio spirito” (Ez 36,26s).

Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli il giorno della Pentecoste. E’ la manifestazione definitiva di ciò che si era avverato il giorno di Pasqua: quello che era avvenuto “a porte chiuse”, avviene adesso davanti a tutti gli uomini. Dalla Pentecoste, comincia così “il tempo dello Spirito”, una nuova era nella storia dell’umanità.

Cosa significa la Pentecoste?

Per la fede ebraica, Pentecoste è la fesa dell’alleanza e commemora l’avvenimento salvifico del Sinai. Per la tradizione cristiana Pentecoste è il giorno della nascita del nuovo popolo di Dio, la Chiesa, perché - come diceva Ireneo - “dove sta lo Spirito del Signore, lì è la Chiesa, e dove sta la Chiesa, lì c’è lo Spirito e ogni grazia”. Nella Pentecoste cristiana è nato il nuovo Israele, e il Monte Sion diventerà “il nuovo Monte Sinai” e il luogo della rivelazione della Parola di Dio.

Con la Pentecoste, l’Alleanza del Sinai è universale: per tutti gli uomini. Pentecoste è il dono dell’universalità nell’unità. Gesù, infatti, aveva annunciato agli Apostoli nel momento della sua Ascensione in cielo: “voi sarebbe battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni” (At 1,5). La comunità cristiana è cosciente che, nel Cenacolo, il giorno della Pentecoste, si è avverata una nuova creazione per tutti: “e furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere di esprimersi” (At, 2,1-4).

L’universalità è, allo stesso tempo, unità, giacché “tutti noi che abbiamo ricevuto lo stesso ed unico Spirito, cioè lo Spirito Santo - dice San Cirillo di Alessandria -, ci siamo uniti tra di noi e con Dio”, allo stesso modo che tutti formiamo un solo Corpo in Cristo. E così, nel giorno della Pentecoste, i 120 riuniti con Maria e gli Apostoli sono i rappresentanti dell’unica Chiesa di Cristo che si diffonderà per tutto il mondo: “già da allora la Chiesa parlava tutte le lingue”.

Chi è lo Spirito Santo?

“Credo nello Spirito Santo”, proclamiamo nel Credo. E tuttavia lo Spirito Santo continua ad essere il grande sconosciuto nella vita e nella pietà dei credenti. Molti cristiani, infatti, potrebbero ripetere oggi le parole di quei discepoli di Efeso quando Paolo domandò loro: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?”. Ed essi risposero: “Non abbiamo nemmeno sentito dire che ci sia uno Spirito Santo” (At 19,1-2).

Lo Spirito Santo è totalmente presente nella vita di Cristo: dal concepimento nel seno della Vergine Maria fino alla Morte in Croce: “e consegnò lo Spirito”, e alla Risurrezione, opera dello Spirito. Per questo Cristo risorto infonde lo Spirito sugli Apostoli e nella Pentecoste lo Spirito scende su Maria e sugli Apostoli e sarà così sempre presente ed operante nella Chiesa. Lo Spirito riceve da Cristo e comunica Cristo agli uomini. Dice ancora Gesù: “Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Gv 16,15). Del “mio” significa “del Padre”, perciò esiste un’intima unione nella Trinità, come ci ha detto Gesù nel Vangelo.

Lo Spirito Santo è colui che ci sveglia nella fede e ci inizia nella vita nuova che consiste in questo: “che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3). Ora, “i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio” (1Cor 2,11), ed è per questo che “Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre” (Gal 4,6). E’ anche lo Spirito che ci fa conoscere il Verbo di Dio, giacché “nessuno può dire “Gesù è il Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1Cor 12,3), come abbiamo sentito nella seconda lettura. Così lo sintetizzava Sant’Ireneo: “senza lo Spirito non è possibile vedere il Figlio di Dio, e senza il Figlio, nessuno può avvicinarsi al Padre, perché la conoscenza del Padre è il Figlio e alla conoscenza del Figlio di Dio si arriva soltanto per mezzo dello Spirito Santo” (Demonstratio Apostolica, 7).

Perciò, credere nello Spirito Santo è professare che Egli è una delle persone della Santissima Trinità, consostanziale al Padre e al Figlio, e, come dice il Credo: lo Spirito “con il Padre e il Figlio riceve la stessa adorazione e gloria”.

Con la Pentecoste inizia la missione della Chiesa

Il tempo della Chiesa inizia con la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo. Nel giorno di Pentecoste, infatti - dice il Concilio -, “la Chiesa fu manifestata pubblicamente alla moltitudine, ebbe inizio attraverso la predicazione la diffusione del Vangelo in mezzo alle genti” (AG 4).

Qual è l’azione dello Spirito nella Chiesa? Prima di tutto lo Spirito è “vita per la Chiesa”, la fa rivivere. Dice Agostino: “ciò che è l’anima nel corpo dell’uomo, lo stesso è lo Spirito per il Corpo di Cristo che è la Chiesa”. Lo Spirito fa della Chiesa “il tempio del Dio vivo”. Lo Spirito è il “vivificatore”; e, come diciamo nel Credo “è Signore e da’ la vita”.

Lo Spirito è anche “la forza della Chiesa”. Senza lo Spirito non si comprende l’azione apostolica dei discepoli di Gesù. Per questo comprendiamo bene come il nostro Serafico Padre San Francesco diceva che “lo Spirito Santo è il vero Ministro Generale dell’Ordine” (2Cel 193) e considerava che il Capitolo, che si celebra nella Pentecoste, deve essere un ritorno al Cenacolo di Gerusalemme. E, finito il Capitolo, i frati erano inviati a predicare in tutto il mondo, come gli Apostoli.

Lo Spirito Santo “fa’ la Chiesa”, giacché Egli riunisce tutti gli uomini nella Chiesa (cf. LG 13). Lo diceva San Giovanni Crisostomo: “Se lo Spirito non fosse presente, non esisterebbe la Chiesa”. Per questo ad esempio, il Vaticano II si “è riunito nello Spirito Santo” (LG 1).

Lo Spirito Santo “santifica la Chiesa”, cioè la rende fedele al suo Signore, perché possa adempiere la sua missione. Lo Spirito è anche l’artefice della nostra santificazione, come abbiamo invocato oggi: “Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei fedeli ed accendi in essi il fuoco del tuo amore”.

Lo Spirito Santo guida la Chiesa nella storia. Con la Pentecoste comincia la storia della Chiesa guidata dalla Spirito. Lo si può vedere bene negli Atti degli Apostoli: lo Spirito è la guida invisibile, ma reale di tutta la storia. E’ grazie allo Spirito che gli Apostoli prenderanno sul serio il dovere della missione di testimoniare il Vangelo per le strade del mondo, incominciando da Gerusalemme. Lo Spirito fa che la Chiesa sia “missionaria”. E’ lo Spirito che dirige il cammino della Chiesa. Egli è - diceva Giovanni Paolo II - “il protagonista di tutta la missione della Chiesa”. Questa missione è indirizzata a Gerusalemme, alla Giudea, alla Samaria, a tutto il mondo, a tutte le genti, a tutte le nazioni, e a tutta la creazione.

Per tutto questo la Chiesa - dice il Concilio - è “il sacramento universale di salvezza” (LG 48). Tutti, grazie allo Spirito Santo, possono convertirsi a Cristo.

E’ quello che oggi chiediamo e desideriamo: Vieni, Spirito Santo!


p. Artemio Vìtores (Vicario Custodiale)