Corpus Domini

L'evento fondamentale dell'incontro: l'Eucaristia


Contemplazione e silenzio sono solo condizione, strumento indispensabile che prepara e facilita l’incontro con Gesù. Non sono ancora esperienza d’incontro.
L’evento dell’incontro è la celebrazione eucaristica. Va ricordato con forza, anche per restituire alla Eucaristia la sua dimensione di evento del Crocifisso risorto nella comunità dei suoi discepoli, liberandola dalle sovrastrutture che l’hanno ridotta a semplice momento di compagnia e di progettazione.
La celebrazione eucaristica ci immerge nel tempo e ce ne restituisce la scansione autentica, l’unica che si fa davvero salvifica. Essa è la grande festa cristiana del presente tra pas­sato e futuro, tra memoria e profezia.
Il passato è rievocato come sorgente e ragione della festa nel presente. Non è il greve condizionamento che pesa sul presente; ma l'avvenimento che gli dà senso e lo riempie di ragioni.
Viene anche anticipato il futuro. La celebrazione eucaristica è scoperta gratuita ed entusiasta dei segni della novità anche tra le pieghe tristi del­la necessità del presente. Per questo, possiamo vestire nel pre­sente i panni fantasiosi del futuro, senza passare per uomini che fuggono quelle responsabilità cui chiama ogni presente. Essa è quindi una grande esperienza trasformatrice. Aiuta a spezzare le catene del presente, senza fuggirlo. E' un piccolo gesto di li­bertà, che sa giocare con il tempo della necessità e sa anticipa­re il nuovo sognato: il regno della convivialità, della libertà, della collaborazione, della speranza, della condivisione.
È importante ricordare che tutto questo non si realizza in un gioco d'intese, di realizzazioni o di compromessi. La sua radice è invece il mistero di Dio, reso presente nella pasqua del Crocefisso risorto.
Questa constatazione teologica giustifica e rilancia l’affermazione messa a titolo del paragrafo: la celebrazione eucaristica è l’evento dell’incontro personale, affidabile e autentico, con Gesù, nel grembo materno della comunità ecclesiale. Per questo, l’impegno di diventare annunciatori e testimoni del Risorto richiede la decisione di mettere l’Eucaristia al centro del processo.
In questo, ci sentiamo nella dolce compagnia dei due discepoli di Emmaus.
Come loro, ci misuriamo con nostalgie e scoraggiamenti. La voglia di tirare i remi in barca attraversa ogni nostra giornata e ci spinge a chiudere definitivamente con la responsabilità di evangelizzare. Mille altre cose ci riescono meglio e sembra sciocco affannarsi a voler bene alle persone che incontriamo percorrendo una strada deserta e sassosa.
Non basta approfondire e qualificare.
Grazie alle riflessioni dell’ospite che ha fatto strada con essi, i due discepoli incominciano a capire e a rileggere la loro avventura. E’ tutto chiaro… sul piano delle idee e delle motivazioni. Ma le gambe sono frenate e il cuore è ancora stanco. Ragionano in modo saggio: “D’accordo… conviene tornare a Gerusalemme. Domani, però, alle prime luci del giorno. Oggi è tardi. Non possiamo rifare il cammino di notte. E' troppo pericoloso. Domani”. Poi, ormai, ecco le prime case di Emmaus. Sono arrivati a destinazione: domani mattina si torna a Gerusalemme. E’ una sapienza povera ed egoista. L’amore ragiona in un altro modo.
Solo quando Gesù ha spezzato il pane con essi, nella celebrazione eucaristica, gli occhi si spalancano sul mistero dell’esistenza e l’entusiasmo ritorna, intenso come una volta. La speranza e la passione rientra prepotente nei loro cuori intorpiditi. La preghiera e la celebrazione si spalancano verso la vita. Adesso non è più tardi per tornare a Gerusalemme. Non ci sono più i pericoli del viaggio notturno. Partono, di corsa: l'esperienza vissuta va comunicata agli altri.
Ritornano a Gerusalemme, per gridare a tutti: Gesù è risorto, la sua avventura per la vita e la speranza di tutti... continua. Anzi: ricomincia.

(da “Annunciatori e testimoni di Gesù il Signore. Una meditazione per l’azione” di Riccardo Tonelli, paragrafo di un articolo di approfondimento teologico-pastorale dei sussidi educativo-pastorali per il 2009-2010 in ambito di MGS: assieme a un altro articolo di Cesare Bissoli e ai sussidi per fanciulli, preadolescenti, adolescenti, giovani e comunità educative, comparirà sul numero estivo 6 di NPG)