L'annuncio 

si fa in uscita

Domenica di Pentecoste - Anno B

papa Francesco

a cura di Gianfranco Venturi 

Pentecost Stained glass

Atti 2,1-2 Il battesimo della chiesa [1]

La Pentecoste…
La festa della Pentecoste ci fa rivivere gli inizi della Chiesa. Il libro degli Atti degli Apostoli narra che, cinquanta giorni dopo la Pasqua, nella casa dove si trovavano i discepoli di Gesù, «venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso …e tutti furono colmati di Spirito Santo» (2,1-2). Da questa effusione i discepoli vengono completamente trasformati: alla paura subentra il coraggio, la chiusura cede il posto all’annuncio e ogni dubbio viene scacciato dalla fede piena d’amore. È il “battesimo” della Chiesa, che iniziava così il suo cammino nella storia, guidata dalla forza dello Spirito Santo.

… cambia il cuore e la vita degli Apostoli
Quell’evento, che cambia il cuore e la vita degli Apostoli e degli altri discepoli, si ripercuote subito al di fuori del Cenacolo. Infatti, quella porta tenuta chiusa per cinquanta giorni finalmente viene spalancata e la prima Comunità cristiana, non più ripiegata su sé stessa, inizia a parlare alle folle di diversa provenienza delle grandi cose che Dio ha fatto (cfr v. 11), cioè della Risurrezione di Gesù, che era stato crocifisso. E ognuno dei presenti sente parlare i discepoli nella propria lingua. Il dono dello Spirito ristabilisce l’armonia delle lingue che era andata perduta a Babele e prefigura la dimensione universale della missione degli Apostoli. La Chiesa non nasce isolata, nasce universale, una, cattolica, con una identità precisa ma aperta a tutti, non chiusa, un’identità che abbraccia il mondo intero, senza escludere nessuno. A nessuno la madre Chiesa chiude la porta in faccia, a nessuno! Neppure al più peccatore, a nessuno! E questo per la forza, per la grazia dello Spirito Santo. La madre Chiesa apre, spalanca le sue porte a tutti perché è madre.

 

…. dà inizio alla stagione della testimonianza e della fraternità…
Lo Spirito Santo effuso a Pentecoste nel cuore dei discepoli è l’inizio di una nuova stagione: la stagione della testimonianza e della fraternità. È una stagione che viene dall’alto, viene da Dio, come le fiamme di fuoco che si posarono sul capo di ogni discepolo. Era la fiamma dell’amore che brucia ogni asprezza; era la lingua del Vangelo che varca i confini posti dagli uomini e tocca i cuori della moltitudine, senza distinzione di lingua, razza o nazionalità.

… che continua anche oggi
Come quel giorno di Pentecoste, lo Spirito Santo è effuso continuamente anche oggi sulla Chiesa e su ciascuno di noi perché usciamo dalle nostre mediocrità e dalle nostre chiusure e comunichiamo al mondo intero l’amore misericordioso del Signore. Comunicare l’amore misericordioso del Signore: questa è la nostra missione! Anche a noi sono dati in dono la “lingua” del Vangelo e il “fuoco” dello Spirito Santo, perché mentre annunciamo Gesù risorto, vivo e presente in mezzo a noi, scaldiamo il nostro cuore e anche il cuore dei popoli avvicinandoli a Lui, via, verità e vita.

… affidati sempre presente con i discepoli
Ci affidiamo alla materna intercessione di Maria Santissima, che era presente come Madre in mezzo ai discepoli nel Cenacolo: è la madre della Chiesa, la madre di Gesù diventata madre della Chiesa. Ci affidiamo a Lei affinché lo Spirito Santo scenda in abbondanza sulla Chiesa del nostro tempo, riempia i cuori di tutti i fedeli e accenda in essi il fuoco del suo amore.

Gv 16,12-15 Lo Spirito apre la strada [2]

L’incapacità di comprendere
Al momento di passare da questo mondo al Padre, cioè in un clima di addio, Gesù esprime tutte queste raccomandazioni che amiamo tanto gustare e ripetere e che, in qualche modo, trasferiamo in questo periodo post-pasquale, compreso tra Pasqua e la Pentecoste.
E nel brano di oggi Gesù comincia con una considerazione: «Ho molte cose da dirvi, ma adesso non potete comprendere».
I discepoli avevano trascorso con Gesù i giorni successivi alla Pasqua, ma non comprendevano ancora. Nel momento stesso dell’Ascensione gli chiedono se intenda stabilire il suo Regno qui e il Signore rimprovera la loro incredulità. Qualcosa impedisce la comprensione. Il Signore però dice: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo». Lo Spirito insegnerà tutto ciò che, per quanto Gesù lo dica ora, i discepoli non possono capire.

Lo Spirito apre la strada verso il mistero…
E questa espressione colpisce: «Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità». Lo Spirito ci introduce dunque alla verità, ci apre la strada. Aprire la strada è una peculiarità dello Spirito, e la prima strada che ci apre è quella verso il mistero. Lo spirito di Gesù ci introduce nel mistero e ci conduce verso la sapienza della conoscenza che distrugge qualunque pretesa gnostica nella Chiesa.
Lo Spirito ci accompagna verso il mistero affinché il suo popolo, la sua Chiesa, sia una Chiesa che adora, che prega di fronte al mistero di Dio. Ci apre la strada verso il mistero di Dio.

… verso la dispersione evangelizzatrice
D’altra parte, lo stesso Spirito in qualche modo determinerà la dispersione di questo piccolo gruppo. O attraverso la feroce persecuzione a Gerusalemme, oppure tramite ispirazioni: Filippo che percorre la strada da Gerusalemme a Gaza perché di là passerà un funzionario della regina d’Etiopia a cui dovrà essere annunciato il Vangelo e amministrato il battesimo, o Pietro che si reca da Cornelio, Paolo che va in Macedonia, ancora Paolo trova i semi del Verbo nel tempio di Atene, o lo stesso Paolo ha il coraggio di affrontare Pietro che cade nella tentazione del rispetto umano.
Lo stesso Spirito che ispira tutto questo in questa Chiesa che si estende, sollecita ancora di più: «manda Sila e Timoteo», «non andare in Bitinia»; proietta cioè verso le periferie, non solo le periferie geografiche, non solo le periferie del mondo conosciuto della cultura, ma le periferie esistenziali. Lo Spirito che ci guida ci conduce anche lungo la strada verso ogni periferia umana: quella del non conoscere Dio da parte di molte persone, quella dell’ingiustizia, del dolore, della solitudine, della mancanza di senso della vita, tante periferie esistenziali che dobbiamo evangelizzare, ma è lo Spirito che ci deve portare là. Dunque questo stesso Spirito da un lato ci introduce nel mistero di Dio affinché la sua Chiesa adori e preghi e d’altra parte ci disperde verso ogni periferia esistenziale, perché la sua Chiesa sia evangelizzatrice.

È il creatore della diversità della Chiesa…
Questo Spirito è il creatore della diversità della Chiesa e semina carismi: a uno dà un dono, a uno un altro, e rende la comunità il più possibile varia e, mentre semina la diversità, realizza l’unità nell’armonia, perché Egli è l’armonia. Gesù ci promette questo, ci affida questo, questo Spirito. Uno spirito che ci libera dall’atteggiamento di sufficienza per la nostra conoscenza che ci porta alla gnosi. Uno spirito che, spingendoci all’evangelizzazione, ci libera dalla tentazione di chiuderci in una Chiesa autoreferenziale, come la donna curva del Vangelo che non fa altro che guardare se stessa, e di là il popolo di Dio.

… e porta vivere tra due trascendenze
E la nostra vita di discepoli e di battezzati si muove in questa tensione tra queste due trascendenze, il mistero di Dio e le periferie umane. Così camminiamo nella Chiesa; tutti, tutti siamo discepoli per il battesimo. Da questo popolo di Dio, il Signore prende alcuni, li separa ma non li esclude, affinché siano pastori, distinti ma non esclusi, inseriti nel popolo, e lo spirito promuove questo dialogo così bello tra il popolo e il suo pastore. Oggi siamo qui, tutti noi battezzati; alcuni separati, ma non esclusi da questo stesso popolo per essere pastori, insieme con Maria, la madre del Signore, chiedendo di ricevere forza dallo Spirito. Non vogliamo infatti essere una Chiesa autoreferenziale, ma missionaria, non vogliamo essere una Chiesa gnostica, ma che adora e prega. Noi popolo e pastori che costituiscono questo santo popolo fedele di Dio che ha l’infallibilità nella fede, insieme con il Papa, noi popolo e pastori parliamo in base a ciò che lo Spirito ci ispira, e preghiamo insieme e costruiamo la Chiesa insieme, o meglio siamo strumenti dello Spirito che la costruisce.
Chiedo al Signore Gesù che, vedendoci qui riuniti insieme con Maria, la madre del Signore, ci mandi questo Spirito che ci apra la strada verso il mistero e verso la dispersione evangelizzatrice e che promuova in noi questo bel dialogo tra il popolo e il suo pastore.

16,12-13 È necessario attendere lo Spirito (EG 225)

Questo criterio [il tempo è superiore allo spazio] è molto appropriato anche per l’evangelizzazione, che richiede di tener presente l’orizzonte, di adottare i processi possibili e la strada lunga. Il Signore stesso nella sua vita terrena fece intendere molte volte ai suoi discepoli che vi erano cose che non potevano ancora comprendere e che era necessario attendere lo Spirito Santo (cfr Gv 16,12-13). La parabola del grano e della zizzania (cfr Mt 13,24-30) descrive un aspetto importante dell’evangelizzazione, che consiste nel mostrare come il nemico può occupare lo spazio del Regno e causare danno con la zizzania, ma è vinto dalla bontà del grano che si manifesta con il tempo.

16,12 La speranza che dona lo Spirito [3]

Gli apostoli non capivano…
Povero Gesù! Voleva insegnare ai discepoli, che però avevano un limite, non capivano! Fino al giorno stesso dell’Ascensione gli domandano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Non capivano. Capivano un po’ così... Come i discepoli di Emmaus, ricordate? Erano in cammino, avevano lasciato il trambusto del mattino della Risurrezione e Gesù dice: Questi sono duri di comprendonio! Non capiscono! Ho spiegato loro le Scritture, ma non hanno ancora capito. E il giorno in cui Gesù ascende al cielo, il Vangelo dice che li rimprovera per la loro incredulità. Vedono, toccano e non capiscono.

… allora Gesù promette lo Spirito
Gesù dice: «Per quanto io vi parli, ora non potete comprendere. Ho molte cose da dirvi, ma non riuscite ancora a capire». E Gesù esprime questa bella promessa: «Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità». Questa è la prima tra le tante opere che lo Spirito compie in noi: ci conduce all’interno del mistero di Dio. Ci introduce nel mistero di Dio. Nessuno di noi può neppure pronunciare il nome di Gesù con fede, se non ci guida lo Spirito Santo. Lo Spirito Santo ci conduce al mistero di Dio, all’amore di Dio. Ci fa sentire nel nostro intimo che siamo salvati. Qualunque cosa accada, siamo salvati. E questa è una grazia dello Spirito. Nella speranza, siamo salvati.

… e ci fa sentire che nella speranza siamo salvati
Abbiamo appena sentito che la speranza non delude. Ovviamente, dobbiamo però continuare a camminare in mezzo a mille problemi quotidiani: problemi familiari, problemi di lavoro, problemi qui, problemi là... Dobbiamo continuare a camminare, e questo è l’aspetto più pericoloso, in mezzo alle seduzioni del diavolo, che ci dice sempre: «Scegli la via più comoda». Invece di percorrere la strada, ci presenta la scorciatoia, il percorso. Ci seduce, vuole portarci via la speranza, quella che non delude. Se permettete, sapete che cosa fa il demonio? Ci accarezza la schiena. Ci dice: «No, per di qua. Non farci caso, vieni qui, vali molto, vieni qui, raccogli un po’ di denaro...». E il denaro, naturalmente, porta la vanità, e la vanità porta l’orgoglio. E poi, per quella via, lui là è il re. Ci accarezza la schiena perché non nutriamo la speranza.

La speranza che dona lo Spirito
E qual è la speranza che ci dona lo Spirito, questo Spirito che ci introduce nel mistero di Dio? Vedete, quando una persona si trova in mezzo a un fiume in una canoa, vuole avvicinarsi alla riva ed è molto vicino, getta l’ancora, e l’ancora affonda nel fango della riva, ma è ben fissata, e tirando la corda la canoa si avvicina. La speranza è così! È l’ancora che abbiamo già. Nella speranza siamo salvati! Il problema è che non lasciamo andare la corda... La corda che ci lega là, a questo mistero di Dio. Nella speranza siamo salvati! Nella speranza troveremo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Nella speranza godremo le cose di Dio...

… è l’ancora da portare oggi nella città, nelle case …
Ora però dobbiamo portare in città, nelle nostre case, nel nostro quartiere, al lavoro, a tutti la certezza di questa salvezza. Con la nostra vita e con le parole, dobbiamo dire a coloro che sono vicini a noi che sono salvati: «Non disperare, sei salvato! Credi nel Signore Gesù! Credi che è venuto a salvarti! Lasciati guidare dallo Spirito nel mistero di Dio!».
Oggi vi chiedo questo: mossi dallo Spirito Santo, guidate tutti coloro che sono vicino a voi nel mistero di Dio. Fateli entrare nel mistero di Dio. Non voi, lo Spirito Santo. Ma voi, fratelli, siate il tramite dello Spirito Santo, affinché questa società, tutti coloro i quali hanno ricevuto il santo battesimo, chi ha il sigillo dello Spirito, l’unzione dello Spirito, riconosca che la strada porta al mistero di Dio. Litigando non otteniamo nulla. Operiamo secondo lo stile dello Spirito Santo.

…con dolcezza
E in che modo lo Spirito Santo ci introduce nel mistero di Dio? A spintoni? No, con dolcezza, con mansuetudine. L’unzione dello Spirito Santo è carità, dolcezza, mitezza, amore. Oggi vi chiedo questo: con dolcezza, mitezza, amore, conduciamo i nostri fratelli, affinché lo Spirito Santo li faccia entrare nel mistero di Dio.
Questa città ora ha bisogno di questo. Il nostro Paese oggi ha bisogno di questo, ne ha bisogno il mondo di fronte a tante proposte che oggi vanno di moda: «Tutto va bene», «Fa’ quello che vuoi...».
Lo Spirito Santo, sempre con la sua mitezza, con la sua unzione, ci introduce nello Spirito di Dio. E noi, sentendo nel nostro intimo il mistero della salvezza, afferriamo la corda dell’ancora che è la speranza e nella quale siamo salvati.
Seminate speranza nella città. Vi chiedo questo, seminate speranza nella città. Siate canali, strumenti, affinché lo Spirito Santo introduca ogni uomo, ogni donna, ogni bambino, ogni bambina nel mistero di Dio. La nostra città ne ha bisogno. Ne hanno bisogno i nostri quartieri. Ne hanno bisogno le nostre famiglie. Ne hanno bisogno i nostri ambienti di lavoro. Tutti ne abbiamo bisogno. Bene, questo è il compito per casa, il compito per quest’unno.

… sempre, con coraggio
Avrete il coraggio di svolgerli? Ricordate la corda: afferrate la corda della speranza. Ricordate la mitezza e la bontà, l’unzione dello Spirito Santo... Non insultate nessuno. Nel mondo di oggi insultare è di moda. Non insultate nessuno. Rendete bene per male. Non dimenticate la mitezza e, poi, la corda, e lasciate spazio affinché lo Spirito Santo introduca ognuno di noi, e tutti coloro che sono vicini, nel mistero di Dio. E, naturalmente, una volta che ci introduce, ci stimola a uscire. Ci spinge a proclamare la sua Parola. Lo Spirito Santo scenda oggi su di noi come una nuova Pentecoste e ci dia la fede per aggrapparci alla corda, l’amore della mitezza e la bontà e la speranza per aprire strade affinché Egli possa agire e introdurre tutto il santo popolo fedele di Dio nel mistero di Dio.

NOTE
[1] Angelus, 24 maggio 2015.
[2] «Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità», Omelia, Celebrazione eucaristica ad Aparecida, 16 maggio 2007, in J.M. BERGOGLIO - PAPA FRANCESCO, Nei tuoi occhi è la mia parola. Omelie e discorsi di Buenos Aires. 1999-2013. Introduzione e cura di Antonio Spadaro S.I., Rizzoli, Milano 2016, 548-550.
[3] Nella speranza, siamo salvati, Omelia, Messa con i membri del Rinnovamento nello Spirito Santo, 2 giugno 2007, in J.M.BERGOGLIO -PAPA FRANCESCO, Nei tuoi occhi è la mia parola. Omelie e discorsi di Buenos Aires. 1999-2013. Introduzione e cura di Antonio Spadaro S.I., Rizzoli, Milano 2016, 551-553.