Dio ha bisogno

di operai [1]

Domenica XXV del tempo ordinario A

Papa Francesco

A cura di Gianfranco Venturi

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20,1-16 Uscire a tutte le ore [2]

C’è una seconda parola che mi fa riflettere. Quando Gesù racconta del padrone di una vigna che, avendo bisogno di operai, uscì di casa in diverse ore del giorno per chiamare lavoratori nella sua vigna (cf. Mt 20,1-16). Non è uscito una sola volta. Nella parabola Gesù dice che è uscito almeno cinque volte: all’alba, alle nove, a mezzogiorno, alle tre e alle cinque del pomeriggio - abbiamo ancora tempo che venga da noi! - C’era tanto bisogno nella vigna e questo signore ha passato quasi tutto il tempo per andare nelle strade e nelle piazze del paese a cercare operai. Pensate a quelli dell’ultima ora: nessuno li aveva chiamati; chissà come si potevano sentire, perché alla fine della giornata non avrebbero portato a casa niente per sfamare i loro figli. Ecco, quanti sono responsabili della pastorale possono trovare un bell’esempio in questa parabola. Uscire in diverse ore del giorno per andare ad incontrare quanti sono in ricerca del Signore. Raggiungere i più deboli e i più disagiati per dare loro il sostegno di sentirsi utili nella vigna del Signore, fosse anche per un’ora soltanto.

20,3 Gesù preoccupato delle folle disoccupate [3]

Allo stesso modo, nel suo Figlio Gesù, Dio è sceso fra gli uomini, si è incarnato e si è mostrato solidale con l’umanità, in ogni cosa, eccetto il peccato. Gesù si identificava con l’umanità: “il primogenito tra molti fratelli” (Rm 8,29). Egli non si accontentava di insegnare alle folle, ma si preoccupava di loro, specialmente quando le vedeva affamate (cf. Mc 6,34-44) o disoccupate (cf. Mt 20,3). Il suo sguardo non era rivolto soltanto agli uomini, ma anche ai pesci del mare, agli uccelli del cielo, alle piante e agli alberi, piccoli e grandi; abbracciava l’intero creato. Egli vede, certamente, ma non si limita a questo, perché tocca le persone, parla con loro, agisce in loro favore e fa del bene a chi è nel bisogno. Non solo, ma si lascia commuovere e piange (cf. Gv 11,33-44). E agisce per porre fine alla sofferenza, alla tristezza, alla miseria e alla morte.  

20,7 Nessuno ci ha presi a giornata [4]

La Chiesa ha bisogno di giovani capaci di dare una risposta a Dio che li chiama, per tornare ad avere famiglie cristiane stabili e feconde, per tornare ad avere consacrati e consacrate che scambino tutto per il tesoro del Regno di Dio, per tornare ad avere sacerdoti immolati con Cristo per i loro fratelli e le loro sorelle. Abbiamo tanti giovani disoccupati mentre il Regno dei Cieli scarseggia di operai e di servitori... Dio non può volere questo. Che cosa sta succedendo allora? “Perché nessuno ci ha presi a giornata” (Mt 20,7). Dobbiamo dare una dimensione vocazionale a un percorso catechetico globale che possa ricoprire le varie età dell’essere umano, di modo che tutte siano una risposta al buon Dio che chiama: ancora nel seno della madre, ha chiamato alla vita e il nostro essere si è affacciato alla vita; e una volta terminata la sua tappa terrena, dovrà rispondere con tutto il suo essere a questa chiamata: “Servo buono e fedele... prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,21).

20,1-16 La mancanza di lavoro (AL 25)

Si capisce come la disoccu­pazione e la precarietà lavorativa diventino soffe­renza, come si registra nel piccolo Libro di Rut e come ricorda Gesù nella parabola dei lavoratori che stanno seduti, in un ozio forzato, nella piazza del paese (cf. Mt 20,1-16), o come egli sperimen­ta nel fatto stesso di essere tante volte circonda­to da bisognosi e affamati. È ciò che la società sta vivendo tragicamente in molti paesi, e questa mancanza di lavoro colpisce in diversi modi la serenità delle famiglie.


NOTE

[1] Da J.M. Bergoglio – Papa Francesco, Matteo. Il vangelo del compimento. Lettura spirituale e pastorale, a cura di Gianfranco Venturi, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2016.
[2] Discorso ai partecipanti all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, 19 settembre 2014.
[3] Messaggio per la XLIX Giornata mondiale per la pace, 1 gennaio 2016.
[4] Discorso agli Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale del Portogallo, 7 settembre 2015.