Dio ci cerca per una missione

Inserito in NPG annata 1977.


(NPG 1977-05-83)

 

La chiusura dell'anno scolastico per i ragazzi e le ragazze di terza media è un momento importante. Non solo perché sono cresciuti e si sentono più maturi, ma perché la terza media conclude un ciclo di studi per aprire ad una situazione scolastica ed umana molto diversa. Se si potessero rivedere tra un anno, essi potrebbero verificare quanto il tempo trascorso avrà modificato la loro personalità. Questo incontro di preghiera è destinato per il momento del saluto. Un saluto diverso. Alla presenza di Dio li invitiamo a riflettere sul loro futuro per programmare una vita che porti il timbro della gioia e della riuscita non solo per sé, ma anche per quanti incontreranno sul loro cammino.

INTRODUZIONE

Tra qualche settimana finirà l'anno scolastico. Per molti di noi di terza media questi giorni saranno probabilmente gli ultimi che trascorreranno insieme. Tre anni di amicizia, di vita comune, gomito a gomito, non si cancellano facilmente: il ricordo di tanti momenti di studio e di gioia rimarranno impressi a lungo nella nostra mente. Vogliamo riflettere alla presenza di Dio al momento particolare che stiamo vivendo. Iniziamo con un canto.
Canto d'inizio: Abramo.

1. FATTI CHE CI PROVOCANO

Parecchi di noi hanno già deciso quali studi affronteranno il prossimo anno. Alcuni sono già persino iscritti alla nuova scuola. È importante che pensiamo anche al nostro orientamento di fondo, al tipo di vita che scegliamo per noi, in modo che gli ideali che abbiamo condiviso in questi tre anni ci accompagnino ancora. I fatti che ora ascolteremo e che ci provocheranno sono tratti dal giornale. In quella cronaca quotidiana si specchia la vita degli uomini nostri fratelli.
Centomila bambini sfruttati a Napoli
Un'altra tragedia della povertà all'ombra del Vesuvio. Patrizia Boriello, Angela Reccia, Maria Rosaria Granatello sono state uccise nel rogo del laboratorio-trappola di partaloni a Casavatore. Niente misure di sicurezza, né un estintore; il proprietario aveva sbarrato le uscite, tranne una, con pesanti sbarre dí ferro, perché aveva paura dei ladri. Erano tre operaie-bambine. Patrizia, 14 anni, orfana, tredici fratelli, si piegava alle fatiche più dure per «campare». Sono morte per poche migliaia di lire. Sullo sfondo, il lavoro nero, una piaga che dilaga nella Napoli più popolosa e disperata. Bambini di 10-12 anni, che lavorano dal mattino alla sera nei «bassi» per quattrocento-ottocento lire al giorno. Hanno il viso scavato, le mani color rosso fuoco, bruciate dalle vernici e dai collanti che servono per fabbricare scarpe e borse di poco prezzo. (breve pausa)
Quindicenne drogata in riva al Po
Gianna Taddei, una bella ragazzina di 15 anni, scappata di casa da più giorni, è stata ritrovata ieri da due vigili urbani. In tasca aveva un tubetto di metedrina, lo stesso eccitante usato da Rinaldo Bertagnolio, il giovane che si è schiantato in moto domenica scorsa mentre era in preda ad una crisi violentissima. Gianna non ha saputo precisare chi gli ha fornito la metedrina. Il tubetto era quasi pieno, mancavano solo alcune pastiglie. È stata trovata ieri pomeriggio sotto il ponte di Sassi. Aveva in mano un tagliacarte dalla lama tagliente, le sue intenzioni erano chiare. «Voglio morire, lasciatemi in pace al mio destino», ha detto ai due vigili urbani. (breve pausa)

2. ATTO PENITENZIALE

Il nostro atteggiamento di fronte a questi fatti è anzitutto quello della richiesta di perdono. Perché siamo spesso indifferenti e pigri, sempre pronti a lamentarci perché non abbiamo tempo, incapaci spesso di sacrificarci per noi, per gli altri, per il nostro futuro. Perché anche noi non siamo molto diversi da molti ragazzi che non sanno che farsene della loro vita.
Il nostro canto è preghiera e richiesta di perdono.
Canto: Passa la luce.

3. DECIDERE DI VIVERE PER GLI ALTRI

I fatti che abbiamo conosciuto ora e la nostra richiesta di perdono devono diventare impegno di vita. Ogni giorno incontreremo episodi che ci provocheranno e ogni giorno saremo chiamati a prendere posizione. Si tratta di riuscire ad entrare in un atteggiamento di servizio e di amore. Ascoltiamo ancora un episodio e la parola di Cristo: sono fatti che ci aiutano nel nostro orientamento e che ci spingono a non aver paura.
Storia di Anna, la ragazzina di Gemona
Tre persone scendono lungo un vicolo di Gemona. Attorno un rovinio di case sventrate. I tre vengono giù in cordata, carichi di fagotti e di valigie. «Ci siete tutti?». «No, dice Franca Cormaci, la mia bambina è morta, sepolta sotto quel muro». Franca Cormaci è una donna di 40 anni senza una lacrima. «Andiamo in casa di un parente, vicino a Udine.
I miei due figli, Carlo e Marco, sono già là. Alla prima scossa siamo usciti tutti, il nonno, la nonna e i miei tre figli. State vicini! ho gridato. Ma Anna, che aveva tredici anni, è scappata via. «Vado da Piero», sono state le ultime parole che ho sentito. Piero, un ragazzino suo amico, abitava a pochi metri da noi. Anna, Pietro e la sorellina giocavano sempre assieme. Era buio, si sentivano boati, in un attimo c'è stato attorno un polverone. Anna entra in casa di Piero e la casa si sbriciola. «Anna non voleva mai stare lontana dal suo piccolo amico, lo aiutava a fare i compiti, lei era in terza media e lui in prima, faceva ancora errori di grammatica e Anna gli correggeva i temi, qualche volta gli diceva che era un asino, che doveva smettere di giocare a pallone e applicarsi di più». (breve pausa)
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17 )
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri». (breve pausa)
Canto di meditazione: Se il chicco di frumento.

4. SILENZIO PER DECIDERE

Facciamo una breve pausa per riflettere. Non lasciamoci distrarre o prendere dal disimpegno. Dobbiamo domandarci che cosa intendiamo fare della nostra vita.

5. INTERVENTI

(A questo punto ognuno sarà invitato a prendere la parola. Se la conversazione non si avvia, l'animatore potrà indicare ai ragazzi alcune piste di intervento. In particolare si scenda al pratico, obbligando i ragazzi a non accontentarsi di parole di solidarietà, ma a vedere concretamente come possono orientarsi per una vita di servizio).

6. PREGHIERA DEI FEDELI

(Introduzione ed intenzioni legate agli interventi ed alle letture, si conclude con il Padre nostro).

CONCLUSIONE

Concludiamo con una preghiera e un canto. Esprimiamo la nostra volontà di fare qualcosa per costruire una società migliore, la gioia di impegnarci per realizzare un mondo di fratellanza e di pace.
Facci capire, o Signore,
che saremo la generazione più felice
se capiremo che soltanto l'amore è capace di mettere il benessere a servizio di tutti.
Aiutaci a non vivere neppure un giorno nella comodità e nella prosperità,
senza che il dolore degli altri
sia giunto fino a noi.
Aiutaci a lasciare qualche finestra aperta qualche porta aperta,
quella di casa nostra,
per essere capaci di dividere la nostra gioia.
Canto finale: Evenu Shalom.