Introduzione a: Per una promozione umana del preadolescente

Inserito in NPG annata 1979.


(NPG 1979-08-15)


Non è possibile neppure introdurre in poche pagine un argomento così vasto quale quello della promozione umana del preadolescente.
Le pagine che seguono perciò sono solo un insieme di spunti e di riflessioni.
Nei FATTI presentiamo l'esperienza di crescita della Comunità del Lagaccio di Genova. Un'idea affiorerà costantemente: per poter costruire occorre costruirsi. Con gli stessi giovani abbiamo voluto poi incontrarci perché ci parlassero di questa loro esperienza: difficoltà, soluzioni trovate, proposte.
Ne sono scaturite riflessioni che possono stimolarci, e interrogativi che ci propongono una continua ricerca.
Le PROSPETTIVE vorrebbero indicarci delle risposte in alcuni campi che riteniamo fondamentali per la formazione umana del preadolescente: l'inserimento sociale, l'educazione affettiva, l'educazione morale e religiosa, l'orientamento scolastico e professionale.
Le relazioni sono il frutto di quattro incontri con genitori ed educatori su attuali problemi educativi, organizzati del «Centro di Promozione Umana» di Torino. Le relazioni mancano forse un poco di organicità, se viste nell'insieme del tema trattato, ma crediamo che ciò sia in buona parte compensato dall'aver riportato con maggior fedeltà quanto i relatori hanno esposto.
Si è tentato poi di unificare quanto è stato esposto nel presentare il pensiero e l'opera di un educatore ancora attuale: Don Bosco. Attento ai segni dei tempi, egli con la
parola e con l'esempio suggerisce ancora agli educatori di oggi quei principi che sanno educare i giovani perché li sanno conquistare.
Infine l'esperienza di un educatore di oggi che si ispira a Don Bosco e dedica tutta la sua vita per i preadolescenti, custodendo ed accrescendo in loro «quel tesoro di umanità, arricchito dall'ineffabile mistero della figliolanza divina» (Redemptor hominis).

FATTI

Presentiamo l'itinerario di una esperienza di giovani impegnati.
Il loro entusiasmo, possiamo dire, è riuscito a monopolizzare l'interesse del loro quartiere, il Lagaccio, collocato al centro di Genova.
Appartengono alla Comunità Parrocchiale Lagaccio (Via Lagaccio 32 - Genova). Essi si sono impegnati a realizzare prima di tutto se stessi per poter essere preparati ad inserirsi come lievito nel mondo dei preadolescenti.
La loro iniziativa, coordinata dal parroco e viceparroco, si può dire che è inesauribile. Attualmente sono già riusciti ad entrare nella scuola del quartiere ove continuano la loro animazione partecipando a consigli di classe, organizzando cineforum ed altre iniziative di promozione umana. Naturalmente però nessuna esperienza, per quanto positiva è priva di ombre. Per questo a questi stessi giovani abbiamo rivolto delle domande sulle dfficoltà che il loro lavoro comporta, sulle soluzioni che sono riusciti a trovare e sui problemi ancora non risolti. Queste domande e risposte sono qui riportate come intervista, e servono a completare il quadro di lavoro che sta svolgendo questa comunità, e contemporaneamente ci suggeriscono un valido stimolo per un ripensamento su alcuni aspetti di promozione umana del preadolescente.

PROSPETTIVE

II preadolescente è in relazione con la realtà oggettiva fatta di cose, di persone e di situazioni. Perciò la prima cerchia di compiti dell'educazione è fornita, da un lato, dall'immissione dell'uomo in divenire nel mondo reale che lo circonda e quindi nella società, e, dall'altro, dall'esplicazione delle virtualità in lui sopite nei riguardi della realtà oggettiva: la famiglia, la scuola, la città. Alcuni spunti di risposta a queste istanze li troviamo nella relazione di Bruno Bertani sull'inserimento sociale del preadolescente.
Una piena maturazione umana avviene solo nello sviluppo delle componenti essenziali della personalità del preadolescente. In primo luogo è importante perciò che maturi in lui una affettività capace di allontanarsi sempre più dal suo aspetto «captativo» per donarsi in una sempre più profonda «oblatività». È questo ciò che ci presenta lo studio di Cecilia Papi.
L'uomo è anche un essere morale e religioso e come tale realizza la sua elevazione educativa mediante la libera sottomissione della propria persona alla volontà di Dio. Egli si sente chiamato a servire Iddio per amore e aspira alla comunione con Lui. Lo sviluppo educativo di questa vocazione religiosa avviene nell'azione reciproca fra natura e Grazia. I valori naturali devono essere permeati dalla potenza della Grazia, ma anche la Grazia deve trovare la natura disposta a schiudersi. L'istruzione culturale e la moralità non potrebbero rimanere al livello della dignità umana se nell'educazione non ci si preoccupasse di alimentare il desiderio e l'aspirazione al soprannaturale.
In tal modo i compiti religiosi dell'educazione avvolgono quelli morali-spirituali e questi, a loro volta, i compiti culturali naturali. Per questo non è possibile una piena maturazione umana del preadolescente senza una educazione morale e religiosa. La relazione di Paolo Ripa ha l'intento di stimolarci in questa prospettiva.
Infine una sensibilizzazione pratica ci è fornita da un quadro schematico di Armando Santinato che ci presenta l'urgenza di un orientamento scolastico professionale del preadolescente, perché i ragazzi siano aiutati e comprendano il valore e l'importanza del lavoro, perché vengano a conoscenza delle attività lavorative nel loro complesso, perché si rendano conto della necessità di una seria preparazione e si avviino alla vita del domani con spirito di responsabilità e sacrificio.

PER L'AZIONE

Vediamo succintamente come questi orientamenti educativi sono stati proposti e attuati da Don Bosco, uno dei più grandi educatori dei giovani, che anche oggi, attraverso la famiglia salesiana, continua a raccogliere centinaia di migliaia di giovani in oratori, collegi e convitti sparsi in ogni parte del mondo, per orientarli attraverso lo studio, il lavoro e la vita di gruppo verso una crescita umana e cristiana,
Ai suoi principi educativi, approfonditi e integrati dagli apporti delle nuove scienze umane, si ispirano ancora oggi innumerevoli educatori.
Tratteggiare anche solo alcuni aspetti dell'opera educativa di Don Bosco, avrebbe richiesto un lavoro lungo e paziente di ricerca sulla sua vita, sulla storia ed evoluzione della sua opera.
Non essendo possibile intraprendere una tale ricerca ci siamo limitati a coordinare i risultati dello studio di specialisti in questa materia.
In particolare per il primo punto: «Don Bosco e l'inserimento sociale del preadolescente» ci siamo serviti di Bosco T.: Don Bosco. Una biografia nuova, Torino, LDC, 1978, e Bargellini P.: Il santo del lavoro, Torino, LDC, 1976.
Per quanto riguarda l'educazione affettiva del preadolescente, cf Cian L.: Il «sistema preventivo» di Don Bosco e i lineamenti caratteristici del suo stile, Torino, LDC, 1978.

Per l'educazione morale e religiosa, cf lo studio di Bosco T.: Il sistema preventivo nella vita di Don Bosco, in «Note di Pastorale Giovanile», 1979/2.
Per l'orientamento scolastico e professionale, cf Braido P.: Il sistema educativo di Don Bosco, Torino, SEI, 1961.
Gli esempi di Don Bosco e le riflessioni successive, sono tratte dai due volumetti: Educhiamo come Don Bosco di C. De Ambrogio.