(NPG 1979-01-82)

 

Pensiamo di fornire un sussidio utile per gli animatori, riportando alcune pagine del volume: «Un gruppo targato futuro», di U. De Vanna, LDC. Si possono trarre suggerimenti e proposte per organizzare meglio le riunioni e per rendere sempre più attivo e vivace l'incontro di gruppo.
È molto importante che la riunione non segua sempre uno schema fisso, ma sappia assumere forme nuove, suggerite dagli argomenti che si trattano e dalle esigenze dei giovani. Ricordiamo l'antico detto: ab assuetis non fit passio. Alcune riunioni d gruppo possono riprendere interesse e vivacità proprio da un tipo nuovo di riuione.
Presentiamo schematicamente alcuni di questi tipi.

LA CONFERENZA
Si tratta di una riunione in cui uno parla e gli altri ascoltano. .È augurabile che il conferenziere sia un buon parlatore, che l'argomento sia interessante e che la conferenza non duri troppo a lungo.
Al termine della relazione in genere si apre il «dibattito»: si rivolgono cioè domande al conferenziere per avere dei chiarimenti sul tema svolto o su qualcosa di attinente all'argomento.

IL PANEL
Questi tipo di riunione si ispira alla «tavola rotonda», ma consiste specialmente nel riunire alcune persone perché conversino alla presenza di tutto il gruppo su uno stesso tema di loro competenza. La difficoltà consiste nel trovare più persone disposte a conversare in questa forma, che comporta nello stesso tempo preparazione e capacità di farsi ascoltare.
Questo metodo, a differenza della conferenza, permette ai singoli di «immedesimarsi» nella opinione di uno degli esperti.

IL SIMPOSIO
È un incontro che si articola in una serie di brevi relazioni fatte una dopo l'altra da vari oratori, ai quali si affida un aspetto particolare dello stesso tema. Le persone sono da 3 a 5. Ogni relazione non deve superare i dieci minuti.

SCREENING PANEL
Lo Screening panel o gruppo di proiezione è un metodo molto efficace soprattutto per non improvvisare le riunioni. Un gruppetto di persone, che rappresenta l'intera assemblea, ha un incontro previo con chi deve parlare all'intero gruppo e comunica a nome di tutti le necessità e le aspettative del gruppo, prevede alcune reazioni, anticipa gli interrogativi.

IL FORUM
Il Forum o piccola assemblea consiste ín una discussione aperta tra tutti gli intervenuti all'assemblea, alla quale partecipano anche alcuni esperti. È prevista la presenza di un abile moderatore che organizza i vari interventi.
Il Forum è utile per favorire un dibattito aperto e concreto. Infatti il moderatore non si limiterà a far dare risposte agli esperti, ma stimolerà tutti a esprimere le proprie opinioni e le proprie conoscenze sul tema. Solo ogni tanto farà intervenire gli esperti per puntualizzare, completare ed eventualmente correggere opinioni inesatte.

IL SONDAGGIO E LA RICERCA
Il gruppo, un paio di settimane prima della riunione, si divide in piccoli gruppi di lavoro e accosta persone competenti, ricerca dati su un certo argomento consultando giornali ed enciclopedie, in modo da poter riferire nella riunione di gruppo la documentazione trovata. Il sondaggio permette di accostare persone valide al di fuori del proprio gruppo, la ricerca aggiunge il carattere di scientificità alla riunione. Ambedue danno spesso ottimi risultati, anche se sono un poco faticosi.

LA RAPPRESENTAZIONE
Alcuni membri del gruppo «recitano» davanti all'assemblea un fatto capitato o interpretano una situazione di vita. Da questa rappresentazione nasce un giudizio attento sugli atteggiamenti delle singole persone in azione, sul loro comportamento in quella situazione e in altre analoghe.
– Che cosa vogliono realmente i protagonisti di questo fatto? Quali stati d'animo sono qui presenti?
– Proviamo anche noi gli stessi sentimenti?
– Conosciamo altri fatti simili a questo?
– Chi ha influito sui protagonisti?
– Cosa fa Dio per queste persone?
– Cosa desidera Dio da queste persone?
– Come si comportò Gesù in simili situazioni? (cf il Vangelo).
– Quale progetto ha Dio per risolvere questa situazione?
– Cosa possiamo fare noi per risolvere questa situazione?
Al termine della ricerca, si conclude con questi altri due interrogativi:
– Ci pare ora che il nostro giudizio su questo fatto sia più completo, meno superficiale, di quello che avevamo dato all'inizio?
– In che cosa siamo colpevoli anche noi ogni volta che accadono episodi di questo tipo?
Naturalmente non tutte le domande andranno bene ogni volta. Ci vuole qualcuno che sappia adattare, dosare. Ma non bisogna avere fretta di giungere subito alla conclusione. Bisogna in sostanza avere la pazienza e il gusto di esaminare al rallentatore l'episodio che è stato scelto.

LA REVISIONE DI VITA
È un metodo che può partire dalla «rappresentazione» (vedi sopra) o dal racconto particolareggiato di un fatto realmente capitato a uno dei componenti del gruppo, o anche da un fatto noto a tutti. Consiste nell'esaminare con la massima attenzione questo episodio, attraverso domande che tendono a mettere in luce tutte le forze in gioco, in modo da rimanerne coinvolti.
La revisione di vita ha una tecnica piuttosto complessa e va usata soprattutto se è presente qualcuno che sia in grado di condurre bene la riunione.
Per semplicità ci si può limitare alle cose essenziali, servendosi delle seguenti domande:
– Quale fatto della nostra vita vogliamo prendere in considerazione?

L'INTERVISTA
Si invita una persona della quale è interessante conoscere un parere su un dato argomento (operaio, insegnante, parroco, casalinga, suora, sindacalista...) e le si rivolgono delle domande. L'intervista può essere fatta in vari modi:
1) tutti possono fare domande e l'intervistato risponde di volta in volta o raccoglie alcune domande per dare risposte più ampie. In questo caso è bene che il gruppo faccia una riunione previa, in modo che si possa tracciare uno schema di conversazione e tutti siano già un po' preparati allo svolgimento del tema;
2) si dà incarico a un gruppo perché prepari una traccia di conversazione e compili una serie di domande da rivolgere all'intervistato. In questo caso il gruppetto prende il nome di gruppo di reazione, e sarà lui solo a fare domande;
3) un solo componente del gruppo fa domande all'invitato, tutti gli altri ascoltano. Tale maniera di condurre l'interivsta può sembrare limitativa, in realtà è quella che offre maggior interesse «spettacolare», in quànto i partecipanti rivolgono l'interesse non solo all'intervistato, ma anche all'intervistatore.

IL COLLETTIVO
Il collettivo o la riunione organizzativa, è una riunione di lavoro, durante la quale si ascolta dai rappresentanti dei vari sottogruppi o dai responsabili dei vari settori quali sono le attività in programma e gli inconvenienti che si verificano. Al termine si prendono le dovute decisioni e si distribuiscono i compiti. Un segretario redige il verbale dell'incontro, che verrà letto all'inizio del collettivo successivo.

IL BRAINSTORMING
La parola inglese significa «scatenamento dei cervelli».
Questo metodo è particolarmente utile quando si deve trovare qualcosa di nuovo (il titolo di un giornale, il tema di un racconto, di una scenetta, di un recital).
Il brainstorming si basa su quattro regole:
1) ognuno ha la massima libertà di esprimere la propria opinione e di fare delle proposte concrete;
2) è proibito esprimere giudizi negativi su quanto viene proposto dagli altri;
3) è importante che le idee proposte siano tante, in modo che ci sia grande possibilità di scelta;
4) al termine si confrontano e si migliorano le idee emerse, cercando di arrivare a un risultato soddisfacente.

METODO PHILLIPS 6x6
Questo metodo è molto utile quando in una riunione o assemblea si è troppo numerosi ed è importante permettere a tutti di prendere la parola. Si invitano i partecipanti a dividersi (pur rimanendo nella stessa sala) in gruppi di 6 persone. Essi discutono insieme per 6 minuti e raccolgono le domande più interessanti, che un rappresentante porta poi al tavolo dei conferenzieri.

LA BUZZ-SESSION
È un metodo del tutto simile al Phillips 66, ma è più elastico. Ci si divide in gruppi di numero variabile e per un periodo di tempo stabilito con maggior libertà.

ALCUNI ACCORGIMENTI UTILI
Ci sono alcuni momenti nei quali la riunione solita diventa pesante, insopportabile. Bisogna essere attenti a questi periodi, che possono determinare crisi profonde nel gruppo, con assenze e abbandoni di alcuni dei componenti. È il momento di «inventare» tecniche nuove, piccoli accorgimenti che sono in grado di portare una vitalità nuova alla riunione.

TECNICA DEL LIBRO
Qualche giorno prima della riunione si distribuisce a tutti i partecipanti un libro, indicando il capitolo che dovrà essere letto prima della riunione. Ciò creerà nei partecipanti attesa e darà a tutti la sensazione di fare le cose sul serio.
All'inizio della riunione si farà un primo giro d'interventi per far esprimere l'impressione di fondo ricavata dalla lettura, poi la discussione proseguirà con interventi liberi.

TECNICA DELL'ESPERIENZA
Una variante della tecnica precedente. Al posto di affidare un capitolo da leggere, si invitano i partecipanti a fare una esperienza personale nuova (un quarto d'ora di preghiera, una conversazione con papà, con l'insegnante...). Durante la riunione si invitano i partecipanti a esprimere ciò che hanno provato.

TECNICA DEL DIALOGO
I partecipanti si dispongono su due file, di fronte. Si parte da un fatto verosimile, nel quale i protagonisti siano per esempio i genitori e i figli (oppure l'insegnante e gli allievi).
Esempio: Giovanni è rincasato con un'ora di ritardo e papà gliele ha suonate; oppure: Carla ha un amico, o un'amica, e papà e mamma non vogliono.
Per cinque minuti intervengono i rappresentanti dei genitori, per altri cinque i rappresentanti dei figli e così di seguito.
La riunione riesce meglio se i genitori al posto di essere rappresentati vi partecipano di persona!
Una variante efficace, specie per gruppi scolastici, si ottiene facendo scrivere gli interventi, per poi farli leggere alternativamente.

TECNICA DELL'UNANIMITÀ
Si dividono i partecipanti in gruppi di quattro e si affidano loro alcune domande alle quali dovranno dare una risposta collettiva. Dovranno però dare soltanto quelle risposte sulle quali siano tutti e quattro sinceramente d'accordo (non basta la maggioranza, è richiesta l'unanimità). Al termine del lavoro di gruppo si rimettono in discussione le risposte date dai vari gruppi per ricercare ancora una volta l'unanimità tra tutti (o, a questo punto, almeno una maggioranza ottenuta per voto democratico).

TECNICA DEL COMITATO
Si deve organizzare una riunione, una gita in bici o in pulmann, un recital... Si invitano tre partecipanti a stendere e a presentare in gruppo un piano di organizzazione e gli altri a fare delle critiche, osservazioni, difficoltà. tÈ bene evitare il... disfattismo, ma saranno proprio le critiche che miglioreranno l'organizzazione e renderanno critici e attenti i partecipanti.

LA DISPOSIZIONE
Quello che facciamo parla per noi. Il nostro essere democratici e l'uguaglianza che vogliamo realizzare all'interno del gruppo la manifestiamo molto più con le cose che facciamo che con quelle che diciamo. Anche la disposizione dei banchi è sottomessa a questa regola ed è una delle cose che possono maggiormente influire sull'andamento di una riunione. La giusta disposizione dei banchi crea sin dall'inizio l'atteggiamento interiore favorevole, il sentimento di partecipazione e di coinvolgimento o lo stato d'animo passivo.

TIPO SCOLASTICO
Si tratta di una cattiva disposizione: i partecipanti non vedono in volto gli altri, si sottolinea troppo l'autorità di chi dirige e si favorisce la passività degli altri.
Questa disposizione è tuttavia utile per effettuare riunioni informative o per fare delle elezioni. È utile anche per vedere diapositive, pellicole.

1979-1 0001a

IN CERCHIO
Si tratta di una disposizione ottima, che favorisce il coinvolgimento di tutti e facilita le disposizioni a impegnarsi.

1979-1 0001b

 

ORDINE SPARSO
Ognuno si siede dove vuole, purché si sia vicini. È una disposizione buona per gli incontri informali, per conversazioni non troppo impegnative, per cantare in gruppo.

1979-1 0002a

IL GRANDE TAVOLO
Si accostano tutti i banchi in modo da formare un grande tavolo sul quale si avrà grande spazio a disposizione per sistemare materiale (giornali, libri, pennarelli, fogli...). È la disposizione più utile per lavorare in gruppo.

1979-1 0002b

DI FRONTE
È una disposizione che favorisce riunioni specializzate, per realizzare discussioni in cui si vogliano sottolineare interessi opposti, due tipi di schieramento nel gruppo.

1979-1 0002c