Educazione alla libertà e programmazione didattica

Inserito in NPG annata 1982.

 

Anna Bucci

(NPG 1982-09-29)

 

Analisi della situazione di partenza

Il motivo immediato e del resto fondamentale che ha portato alla scelta del tema della libertà è di tipo esistenziale. Per convincersene, un buon educatore non ha che da stare un po' in mezzo ai preadolescenti e captare dal loro linguaggio le espressioni più evidenti di tale richiesta; nei ragazzi di terza media esplode quasi con violenza questo bisogno e s'impone quindi la ricerca di risposte adeguate alle esigenze.
Nelle prime conversazioni scolastiche sulla libertà si evidenziano numerose sfaccettature dello stesso problema e le possibili dimensioni della persona da educare: la dimensione morale, quella religiosa, storica, espressivo-linguistica, ecc.
Le conversazioni incalzano sempre più e si decide di cercarne le soluzioni in un ampio lavoro organico ed interdisciplinare. In sede di Consiglio di classe si elabora una programmazione educativo-didattica che possa contribuire a portare chiarezza nei numerosi problemi posti:
- perché i nostri coetanei avvertono questo profondo bisogno di libertà e di indipendenza?
- quando si è veramente liberi e che cosa è libertà?
- quali sono le libertà fondamentali dell'uomo?
- come la scuola educa alla libertà?
- perché i popoli hanno diritto all'autodeterminazione?
- che rapporto esiste tra legge e libertà?
- che significato assume la libertà nelle espressioni poetiche e letterarie e nelle testimonianze della storia?
- da che cosa e per che cosa ci si deve liberare per essere autentici cristiani? Le sfaccettature della problematica sono tante e complesse; interpellano i docenti di quasi tutte le discipline e richiedono un lavoro di approfondimento e di coordinamento. t anche necessario procedere per gradi, cercando di risolvere gradualmente le difficoltà, evitando di incorrere in inutili ripetizioni e di ricadere in una interdisciplinarità «ad Arlecchino».
Per conservare la dimensione esistenziale al problema ed evitare di ridurlo ad un puro fatto letterario e/o scolastico, si è pensato di partire con un'indagine di tipo sociale tra i coetanei delle terze medie della città. In questo modo saranno anche più immediatamente coinvolti gli alunni, che avranno l'opportunità di porsi in confronto diretto coi coetanei...
In successive riunioni congiunte di alunni e docenti si è deciso di estendere il campo di confronto alla situazione attuale dei ragazzi della città (Bari), alle loro tensioni ideali, alle prospettive e agli orientamenti della loro vita. Si è esteso il campo di indagine, perché si è pensato che solo in questa prospettiva più allargata sarà possibile cogliere la portata reale della domanda di libertà dei preadolescenti.
Rispettando i canoni della ricerca sociale si è elaborata una ipotesi generale che suona nel modo seguente: «I preadolescenti di oggi vivono spesso una situazione di disorientamento, perché nella realtà sociale attuale non vengono loro offerti ideali né possibilità di scelte libere e responsabili. Il disorientamento viene superato solo se si dà importanza agli ideali e si compiono scelte animate da responsabilità».
Per dare significatività ai dati da raccogliere, si decide anche di puntare su un campione che sia altamente rappresentativo. Si sceglie perciò di avvicinare il 20% degli alunni di terza media della città, differenziando anche l'ubicazione dei plessi scolastici: la eterogeneità dei quartieri rende maggiormente rappresentativo il campione, se si consideri l'estrazione sociale dei suoi componenti.
Elaborato il questionario con la collaborazione degli alunni, si verifica la sua validità applicandolo ad un numero congruo di soggetti. Dopo aver preso contatto coi vari presidi si preparano opportunamente gli intervistatori/trici che si incaricheranno di rilevare le risposte.
Il lavoro sul campo offre a questi ragazzi l'opportunità di costatare l'accoglienza cordiale dei presidi, la collaborazione degli insegnanti da una parte e la serietà degli stessi coetanei nel rispondere alle domande proposte.
Un attento e preciso lavoro, anche se molto faticoso, di elaborazione manuale dei dati consente, dopo non molto tempo, di offrire alla riflessione comune il quadro completo delle risposte racchiuse in ben quaranta tabelle a doppia entrata.
L'analisi dei dati aiuta a cogliere la differente situazione dei coetanei sul problema della libertà e consente una efficace verifica ed un proficuo confronto, che risultano molto utili alla comprensione del problema ed alle sue molteplici dimensioni.
Liberato il campo da visioni infantili o esasperate, aperta una prospettiva più vasta di riflessione, si è pronti ad affrontare criticamente lo studio interdisciplinare sulla libertà.

L'individuazione degli obiettivi

Il campo di analisi ci appare subito molto vasto nelle sue implicanze e, d'altro canto, la conquista della libertà è un impegno di tutta la vita. t necessario perciò preordinare con una certa chiarezza le aree di sviluppo della esperienza didattica, fissando alcuni obiettivi precisi, descrivibili e verificabili, sia nel campo del sapere come in quello del saper fare (= comportamenti). Abbiamo individuati una serie di obiettivi (didattici e comportamentali) che descriviamo brevemente nei seguenti punti:
- scoprire i motivi per cui i ragazzi di questa età avvertono profondo il bisogno della libertà; senza l'analisi di queste motivazioni non è agevole costruire successivamente gli ulteriori progetti di conquista della libertà verso la propria maturità personale;
- portare alla scoperta che la libertà è un impegno di tutta la vita e che non si esaurisce in qualche piccola conquista negli ardori della preadolescenza ed adolescenza; per non confondere i valori va, perciò, approfondita la differenza tra indipendenza, autonomia e libertà per non perdere l'equilibrio nelle aree complesse di questa esigenza umana;
- la libertà personale ha un limite nella libertà degli altri; questa precisazione deve portare a scoprire che una libertà assoluta non esiste e che noi dobbiamo fare i conti con i condizionamenti personali e sociali verso la libertà interiore dello spirito;
- scoprire, perciò, che libertà comporta un continuo lavoro di liberazione dai condizionamenti personali e ambientali; per un impegno serio nella vita. Questo comporta l'accettazione di rinunce, di sacrifici; il raggiungimento di ogni ideale richiede sforzo...
- scoprire che ogni popolo ha diritto alle libertà fondamentali sancite dai diritti dell'uomo; primo fra tutti il diritto all'autodeterminazione.
In pratica l'impianto didattico deve portare il ragazzo a scoprire che cosa è veramente libertà; da che cosa è necessario liberarsi, per che cosa è necessario essere liberi. Con queste motivazioni personalizzate sarà possibile assumere atteggiamenti esistenziali che fanno vivere da persone libere nella vita di ogni giorno.

Selezione dei contenuti e sequenze di apprendimento interdisciplinari

La nuova scuola media, che si propone come scuola della programmazione (e non dei rigidi programmi), ci offre la possibilità di operare delle scelte di contenuto organizzandolo attorno a sequenze di apprendimento, lungo il corso dell'anno scolastico, a partire da gennaio; il primo trimestre è servito per l'impostazione della ricerca e l'analisi dei risultati con le rispettive riflessioni personali.
Dal ciclostilato preparato a conclusione della ricerca (un dossier di 150 pagine dal titolo In cammino verso la libertà) stralciamo le scelte di campo e le riflessioni operate dalla classe che, in piccoli gruppi con compiti divisi) ha letto, studiato, approfondito, ricercato e sunteggiato le riflessioni fatte.

Il significato della parola «libertà» attraverso la poesia

«A noi pare che la poesia, meglio di qualsiasi altro linguaggio, offra la possibilità di un contatto profondamente vero con la realtà umana. Essa ci dà una viva testimonianza del diverso modo con cui ciascun uomo prende coscienza del proprio ruolo di «persona libera» nel mondo, a seconda dell'ambiente e del tempo in cui vive. Ci sembra infatti che i poeti siano i personaggi più rappresentativi di un popolo in quanto essi esprimono soggettivamente non solo il loro modo di sentire e di essere, ma anche quello di tutta la società in cui sono inseriti. Ed è proprio per questo che ci siamo chiesto: che significato ha assunto l'aspirazione alla libertà nella poesia e quindi nella vita dei poeti da noi esaminati?
Abbiamo formulato una ipotesi: la libertà è un valore tanto grande per l'uomo che ogni poeta, scrittore o artista la esprime in modo sempre nuovo e personale. Per verificare questa ipotesi abbiamo scelto alcune poesie significative scritte da poeti di nazionalità diversa, ma tutti inseriti in un preciso contesto storico, il Novecento.
Abbiamo cercato di interpretare non solo quale connotazione assume per ciascuno di essi la parola libertà, ma anche il posto che essa occupa nella loro vita e nella loro più intima e profonda realizzazione. I poeti e le poesie prese in considerazione sono: Paul Eluard (Oltre i confini, Libertà), Eugenio Montale (Spesso il male di vivere ho incontrato, Meriggiare pallido e assorto, Mediterraneo), Alexandros Panagulis (Continua a soffrire), Rabindronath Tagore (Dove la mente non soffre timori, Ho paura di essere libero, Le vergogne dell'uomo), Salvatore Quasimodo (Lamento per il Sud), Giuseppe Ungaretti (Fratelli). Queste poesie scelte sintetizzano mirabilmente le diverse aspirazioni alla libertà intesa nei suoi molteplici aspetti e significati, fino a raggiungere quello più alto della libertà dello spirito».

Il significato della libertà in alcune opere di narrativa

«Abbiamo analizzato le seguenti opere: La casa in collina di Cesare Pavese, Viva la libertà di Angela Latini, Viaggio intorno all'uomo di Sergio Zavoli, Il Gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach.
Sono testi che ci hanno condotto a scoprire una autentica esperienza di incontro con testimoni di libertà, nel nostro tempo, realizzata attraverso le piccole semplici cose di tutti i giorni oppure la fede incrollabile o la realizzazione di grandi opere».

Come la scuola ci aiuta ad essere liberi

«Abbiamo formulato questa ipotesi: la scuola insegna ad essere liberi quando mette gli alunni nella condizione di fare scelte personali, organizzare il proprio lavoro, rispettare le leggi della vita comune, sentirsi liberi da condizionamenti.
Oltre alla lettura di alcuni recenti documenti sulle finalità e sui programmi della nuova scuola media, abbiamo voluto anche interpellare, con un questionario, gli stessi studenti poiché essi sono i primi protagonisti della scuola e nell'apprendimento è impegnata tutta la loro persona. Siamo arrivati a concludere... che, finché la scuola non si deciderà a fare una programmazione che tenga conto delle esigenze dei singoli alunni, della richiesta culturale dell'ambiente e degli obiettivi propri dell'educazione attraverso tutti quei mezzi pratici che la società odierna
mette a disposizione, non avremo mai una scuola aderente ai tempi in cui viviamo, ma una splendida istituzione isolata dalla società in evoluzione e quindi incapace di educare alla libertà, cioè alla autodisciplina, all'organizzazione del proprio lavoro, alle scelte personali, in una parola alla maturità».

Il significato della libertà nella storia

Sono molti i risvolti del problema che vengono analizzati dagli allievi in alcuni documenti storici, a partire dalla storia greca e romana; poi passo passo hanno accostato alcune fonti del medioevo, dell'umanesimo e del rinascimento, del risorgimento italiano, del novecento. Sembrano puntuali e concrete le angolazioni vitali della libertà lette direttamente alle fonti...

Educazione civica e libertà

A partire dalla convinzione che le leggi aiutano l'uomo a prendere coscienza dei propri diritti e doveri, se hanno come obiettivo la realizzazione dell'individuo nella società; operando una lettura di alcuni documenti di ogni epoca - importante l'approfondimento della costituzione italiana - si è arrivati a questa conclusione: «ci è sembrato di intravedere attraverso il farsi delle costituzioni democratiche, un'attenzione sempre più vigile per la dignità della persona umana che spesso si presenta fragile e vacillante e perciò bisognosa della protezione della legge. Certo sarebbe anche bella una società di persone che sapessero autogovernarsi ed in cui i responsabili avessero solo il compito di verificare e confrontare l'operato e le richieste dei cittadini. Forse è un bel sogno realizzabile solo quando non ci saranno più differenze di persone...».

Educazione religiosa ed educazione alla libertà

Alla luce di alcuni brani dell'Esodo e del Vangelo (soprattutto il discorso della montagna) - cfr. la presentazione didattica nel testo Un mondo nuovo (SEI) che è in adozione nella classe - si è messo in risalto che aspirare ad essere liberi significa per i ragazzi:
- impegnarsi nella costruzione del proprio progetto di vita,
- superare i condizionamenti personali ed aprirsi alla solidarietà universale nella comprensione e nella pratica del «comandamento della carità»;
- collaborare a costruire una società in cui il nostro vivere non sia un peso, ma una missione ed un impegno.

Il metodo della ricerca ed i sussidi scelti

In verità lavoriamo con una classe che è allenata - fin dalla prima media - al gusto della lettura della realtà attraverso la risoluzione di situazioni problematiche, di lavoro sul campo, di tabulazione di dati, di verifiche, di codificazione e di relazione dei risultati ottenuti; insomma hanno imparato a documentarsi, a discutere sui dati concreti ed oggettivi, ad esprimere giudizi personali; a cercare le cause ed individuare gli effetti dei vari fenomeni...
Abbiamo perciò seguito, anche per i significati della libertà nelle diverse discipline esaminate, il metodo della ricerca, che -se ben applicato nella didattica - porta alla personalizzazione dei valori scoperti. Brevemente ne illustro i passaggi.
- Si tratta innanzitutto di problematizzare la realtà o un aspetto di essa; di mettersi in atteggiamento di scoperta personale di fronte ad essa, di operare delle scelte chiarendosi le sue sfaccettature, i risvolti cioè del problema di cui si vuole trovare la soluzione.
- Chiariti così i termini della ricerca, si passa a proporre possibili ipotesi di soluzioni. Didatticamente è importante affrontare nel modo giusto la realtà, ma è più importante «pensare» a come risolvere... Questo punto affina l'intuito, stimola l'impegno, orienta alla prassi.
- La verifica dell'ipotesi è lo stimolo lungo tutto il corso della ricerca: tiene desto l'orientamento, impone delle sterzate, fa selezionare materiali di studio, aiuta a concentrare l'attenzione sulle cose più importanti con indubbi vantaggi di tempo e di concretezza, sviluppa le facoltà analitiche e sintetiche.
- La codificazione degli elementi ritenuti utili alla soluzione del problema posto è il punto successivo del metodo. È un lavoro meticoloso perché selettivo, sintetico e richiede molta attenzione.
- La relazione finale: è la sintesi della ricerca che i membri di un gruppo apprestano come documento ultimo della ricerca in relazione alla verifica delle ipotesi fatta; serve inoltre per essere presentata a tutta la classe perché anche gli altri gruppi si rendano conto dei risultati raggiunti. Tutto il lavoro svolto dai gruppi durante il corso dell'anno e verificato attraverso le relazioni sintetiche comunicate in assemblea periodicamente, ha potenziato le capacità espressivo-creative, logico-critiche ed operativo-comportamentali degli allievi.
Tra i sussidi didattici abbiamo fatto largo uso di diapositive, di cartellonismo; abbiamo curato una drammatizzazione finale dell'anno sul tema della libertà con un libero adattamento del testo classico del Gabbiano Jonathan; abbiamo costruito con la classe un libero processo ai genitori sul problema dei rapporti in ordine alla esigenza di autonomia e di libertà personale.
Il sussidio ciclostilato conclusivo di tutta la riflessione, messo su con la collaborazione e la partecipazione dei singoli gruppi di ogni allievo, è la testimonianza corale di questa riflessione benefica.

La verifica finale

La ricerca sulla libertà ha portato a conclusioni soddisfacenti? Alcuni frutti di maturazione si sono potuti chiaramente vedere anche nei rapporti vicendevoli; comunque affido la parola ad alcune voci, raccogliendo testimonianze dall'ultima parte del fascicolo ciclostilato.
«Siamo giunti al termine di una lunga e faticosa ricerca che ci ha tenuto alla corda per un anno intero, a ricercare e a sperimentare in noi e negli altri il valore profondo della libertà...
Un susseguirsi di scoperte sempre più belle ed entusiasmanti ci ha fatto riflettere, ragionare seriamente e criticamente sulla nostra condizione, su come dobbiamo vivere il nostro progetto, la nostra più intima realizzazione.
In questo meraviglioso cammino di crescita ci avete aiutato voi, ragazze e ragazzi di terza media che, rispondendo alle nostre domande, ci avete dato la possibilità di conoscere, in maniera più chiara, quali siano i vostri problemi, le vostre incertezze; di confrontarli con i nostri e di ricercare insieme le soluzioni più giuste e più realizzanti».
«È bello parlare di libertà, riempirsi la bocca con una parola così roboante; ma, amici miei, a cosa vale tutto ciò se essa non diviene il programma di tutta la nostra vita? Abbiamo scoperto che la libertà è una conquista di sempre: pochi sono talmente liberi che riconoscono la libertà degli altri e abbandonano il proprio io per aprirsi a chi è loro vicino».
Tutti sono d'accordo nell'affermare che la libertà è un bisogno fondamentale dell'uomo. Tuttavia le parole non bastano e tanto meno gli slogans; ma occorre, oggi più che mai, un impegno concreto che si trasformi in operante realtà. Le idee infatti rimangono astratte fino a quando uno non le vive, non le sente parte di sé; e l'astratto può essere un affascinante momentaneo spettacolo che però non diventa linfa alimentatrice. Le idee, sia pure giuste e dette nel miglior modo possibile, non educano se non sono colte nella esperienza di una vita.
«Abbiamo sperimentato a nostre spese che la libertà è essere responsabili, collaborare, scegliere, accettare l'opinione altrui; è soprattutto rinunciare non solo al nostro egoismo ma anche a giuste e meritate vacanze per condurre avanti il lavoro lasciato indietro o malfatto; è talvolta pazientare ed attendere perché si arrivi tutti insieme ad un certo traguardo; è lasciarsi aiutare e consigliare nel momento del bisogno».