Una scuola di preghiera per imparare «la grammatica di Dio»

Inserito in NPG annata 1981.

 

Centro di spiritualità «Mater divinae gratiae» di Brescia

(NPG 1981-03-40)

 

UN SERVIZIO AI GIOVANI PER UNA FEDE «PERSONALE»

I giovani delle nostre parrocchie sono spesso utilizzati nel servizio ai più piccoli, o agli anziani. Essi sono di volta in volta inseriti nei gruppi «in funzione di» catechisti, animatori, organizzatori delle più svariate attività. Spesso sono continuamente invitati a «dare», senza però che ricevano molto per la loro maturazione personale.
Alla nostra comunità, che da tempo si interrogava su quale fosse il servizio più specifico che potevamo offrire ai giovani dei gruppi cittadini e diocesani, è sembrato allora importante proporre un itinerario di crescita «personale» di fede. Da tre anni, ormai stiamo al quarto, abbiamo organizzato una «scuola di preghiera». Nel silenzio, nell'ascolto della parola di Dio e nella preghiera si offre ai giovani una possibilità di interiorizzazione seria della loro identità cristiana.
Questa esperienza iniziata con pochi giovani - sette - man mano è andata diffondendosi e si è giunti a non spedire più i depliants di proposta della scuola di preghiera. I giovani stessi hanno diffuso la notizia. Oggi la nostra agenda degli indirizzi è ricca di circa 200 nominativi. Gli assidui sono una quarantina; gli altri, pur restando in collegamento, partecipano a questo o quell'incontro in riferimento ai tempi liturgici, poiché spesso impediti da ragioni di lavoro (turni ospedalieri o di fabbrica).
Vi partecipano diversi gruppi parrocchiali, un numeroso gruppo di infermiere, e altre persone che pian piano sono venute a conoscenza della scuola attraverso la stampa diocesana, o da altri.
Sono ragazzi e ragazze, in media ventenni, lavoratori (in maggioranza), studenti dell'ultimo anno di scuola superiore o universitari.

Crediamo nella preghiera

La motivazione che ha determinato la scelta di offrire la scuola di preghiera è stata la preoccupazione di aiutare il giovane a crescere e a dare alla sua vita un orientamento chiaro. Non solo a livello di fede, ma anche di incarnazione in una vocazione.
E perché, ci si può chiedere, proprio la preghiera?
Crediamo nella preghiera.
Non perché da sola può dare la risposta ai problemi di vita.
Ci sembra il luogo nel quale Dio insegna personalmente il suo modo di parlare, di agire. Ci insegna la sua grammatica. La grammatica del vivere.
La Parola del Signore è lo strumento più importante che si dà in mano ai giovani. Solo in ascolto vero e profondo della Parola di Dio possiamo imparare a risolvere, i nostri problemi.
Non perché in essa troviamo la risposta a tutto, ma perché con essa dialoghiamo con Dio, ed Egli con noi. Per questo nella preghiera comunitaria spesso si usa il metodo «Condividere la Parola». Fa fare unità e dà una speranza nuova. La preghiera è espressione di fede e in essa avviene il rifluire di tutta la vita. Solo imparando a pregare ci sembra si impari a essere coerenti nella propria vita con la fede che si professa.
Una vera preghiera non «evade» mai, rimanda sempre agli altri.
Questa è la verifica che i giovani fanno sulla loro preghiera.
Alla preghiera si porta la vita, e alla vita si porta la preghiera. E vicendevolmente si cambiano e crescono: intanto è avvenuto qualcosa: si è avvertito il passaggio di Dio.
Anche per quanto riguarda la scelta di vita la preghiera è un luogo privilegiato. Il luogo della verità di sé davanti a Dio. L'ambiente nel quale si scopre, nella fede, il progetto di Dio su ciascuno.
E quando il giovane, in un cammino difficile, duro ma anche incoraggiante, ha scoperto dove il Signore lo vuole, solo nella preghiera sa dire il suo: Eccomi, manda me. Ed è nella preghiera che si acquista fiducia, speranza e forza per quanto attende nel futuro.

La nostra proposta

Volta per volta in mano ai «nuovi» si dà un ciclostilato con le indicazioni indispensabili perché possano capire la dinamica della scuola e quindi parteciparvi con serenità e disponibilità:
«La scuola di preghiera vuole essere un servizio ai giovani che sentono forte l'esigenza del silenzio e della preghiera per incontrare il Signore Gesù Cristo, e hanno il desiderio di mettersi alla sua "scuola per seguirlo ".
Cerca di privilegiare due valori fondamentali per un serio cammino di preghiera:
- arricchire i contenuti della tua fede;
- imparare a pregare pregando, personalmente, con gli altri e nella Liturgia che è la preghiera della Chiesa.
La struttura dell'orario cerca di favorire questi aspetti e di rispettare la persona nelle sue più vere esigenze.
Diamo una certa elasticità alla partecipazione, sapendo che alcuni sono ancora impegnati nel lavoro o in parrocchia e non possono proprio fare diversamente. Se è possibile però è opportuno partecipare a tutta l'esperienza e con continuità. L'incontro inizia alle 17 del sabato con un'ora di silenzio aiutato da alcuni testi biblici e da due domande inerenti al tema che si vuol approfondire.
Alle 18.45 preghiamo insieme i Primi Vespri della domenica.
Dopo la cena, verso le 20.15 il sacerdote indicherà alcuni punti di riflessione per nutrire la preghiera personale.
Terminiamo la giornata con una preghiera comunitaria, a volte con diapositive, altre con preghiere di devozione popolare (Rosario, adorazione eucaristica, Via Crucis).
La domenica, giorno del Signore, celebriamo le lodi mattutine alle 8, verso le 9 segue la seconda proposta di riflessione, quindi un tempo abbastanza lungo di preghiera personale per riflettere, interiorizzare e mettere davanti a Dio quanto ci ha toccato il cuore.
La preghiera personale trova espressione e partecipazione nella preghiera comunitaria delle 10.30.
Il Vangelo del giorno, oggetto della preghiera comunitaria, è il punto di confluenza di quanto il Signore ci dice durante l'esperienza e al tempo stesso preparazione alla Celebrazione Eucaristica, che deve sempre essere fonte e culmine della nostra vita cristiana.
L'Eucaristia delle 12 conclude l'incontro e manda ciascuno nel proprio ambiente di vita a testimoniare quanto ha sperimentato, vissuto e gioito, perché anche gli altri possano conoscere attraverso noi il volto di Gesù Signore nella storia e nei fratelli».

Le condizioni di base: silenzio e fraternità

Questa ricerca nella preghiera, questo dialogo con Dio è possibile se esiste una condizione nell'ambiente di preghiera: il silenzio, dentro e fuori di sé. Ed è il silenzio che caratterizza i momenti di preghiera personale. Un silenzio non vuoto, ma pieno del Signore e della preghiera dei fratelli. Ognuno sa anche la fatica di un serio cammino di preghiera, quindi è molto rispettoso di quanto l'altro accanto a lui sta vivendo e pone tutta la sua attenzione a non sciupare con banalità quanto sta avvenendo di sacro dentro e attorno a lui.
Più intenso e autentico è il silenzio, più forte e sincera è la fraternità che ne nasce. Una fraternità semplice che diventa amicizia forte con il desiderio che l'altro veramente cresca.
La fraternità è un elemento importantissimo perché nella comunità cresca il senso di festa, indispensabile perché ci si senta incoraggiati ad "andare e annunciare quanto si è visto e toccato ".
Un elemento marginale ma anche importante è l'ambiente che viene preparato con posters, scritte, canti, musica trasmessa all'altoparlante. Non sono necessarie molte cose, ma appropriate ad ogni incontro secondo il tema: esse aiutano il giovane a incontrare in sé la presenza del Signore.

Una équipe a servizio dei giovani

Gli animatori della scuola sono un sacerdote diocesano e quattro suore della nostra comunità.
Al sacerdote sono affidati l'approfondimento biblico-teologico e la direzione spirituale. Alle religiose l'animazione della preghiera liturgica, personale e comunitaria.
L'équipe si prepara quindici giorni prima dell'incontro.
Si definiscono gli obiettivi e la dinamica della preghiera relativa al cammino che si intende far fare.
Le suore mantengono i contatti personali attraverso la corrispondenza, il telefono e incontri personali per chi li richiede e li desidera. Questo permette di conoscere i giovani più a fondo e aiutare quindi il sacerdote a fare un annuncio più inerente alle persone, dato che provengono da vari ambienti: parrocchia, ospedale, fabbrica, impiego.
La varia dislocazione dei giovani non permette agli animatori un confronto immediato dell'integrazione tra fede e vita che il giovane riesce a realizzare. E un problema lasciato al gruppo parrocchiale o al singolo aiutato eventualmente da altri incontri personali.
In genere i giovani che partecipano hanno già fatto una scelta di fede abbastanza chiara, ma che è da far maturare, crescere e rafforzare.
Un aiuto molto valido è la direzione spirituale che i giovani hanno scoperto con entusiasmo e ricercano con fedeltà.
Il problema più frequente notato nei giovani è il timore di una scelta definitiva, una paura inconfessata del futuro.

I contenuti della nostra proposta di preghiera

In questi tre anni la scuola ha affrontato questi temi:
1. La preghiera personale attraverso il Vangelo
2. La preghiera liturgica
3. L'Eucaristia fonte e culmine della preghiera cristiana.
Quest'anno stiamo approfondendo la figura di Gesù.
Il terzo tema è stata una proposta che la comunità del Centro di Spiritualità ha fatto in tutte le giornate di spiritualità (gruppi di preadolescenti, adolescenti, giovani) dato che era il tema che la comunità stessa stava vivendo più in profondità. Il tema di quest'anno invece è scaturito da una richiesta dei giovani stessi fatta tramite un questionario consegnato alla fine degli incontri dello scorso anno.

GLI INCONTRI DI PREGHIERA SULL'EUCARISTIA

Diamo un semplice schema degli incontri fatti sull'Eucaristia in sette incontri mensili a partire dal mese di ottobre.
I sussidi per la preghiera sono stati diversi: diapositive, preghiere tradizionali, metodi di preghiera comunitaria. Ogni cosa al suo posto è stata utile per favorire il clima e il cammino personale.

Lo schema degli incontri

Tema: indicazioni dei contenuti svolti nell'incontro.
Domande: sono state poste nella prima ora di preghiera del sabato.
Testo: testo biblico sul quale i giovani hanno pregato il sabato pomeriggio; a questo testo si riferivano anche le domande.
Diapreghiera in genere è stata un'introduzione alla preghiera personale serale. Preghiera comunitaria: sempre la domenica mattina alle 10.30.
A volte si è sostituita la diapreghiera con altre celebrazioni. Vengono indicate man mano nelle schede degli incontri.

Primo incontro: Gesù agnello pasquale

Tema: Obiettivo principale di questo primo incontro è porre i giovani davanti alla realtà Eucaristia-Pasqua.
- Realtà di sacrificio per una liberazione.
- Realtà quindi di festa.
- Vivere l'Eucaristia vuol dire prendere coscienza del nostro essere salvati. Cristo è l'Agnello che ci salva.
- Andare a Messa vuol dire per noi accettare la salvezza di Cristo nella nostra vita.
- Vuol dire costruire la nostra personalità cristiana sull'esempio di Cristo.
Domande: Che cos'è l'Eucaristia per me?
Il giovane è costretto a porsi di fronte a questa realtà che vive settimanalmente e a chiedersi che senso ha per lui. È inevitabile un mettersi a nudo sul modo con cui egli vive la «sua» messa.
L'Eucaristia che cosa cambia nella mia vita?
Il giovane cerca le motivazioni vere per cui va a Messa, il suo modo di partecipazione, l'incidenza di questa realtà nella sua vita.
Testo: Deut 26,1-1l (credo biblico).
Questo testo vuole portare il giovane a mettersi in contatto, attraverso la Parola del Signore, con l'essenza dell'annuncio di questa giornata: «L'Eucaristia è una esperienza della salvezza che il Signore opera in noi». Ci poniamo in atteggiamento di speranza. Il Signore ci concederà di entrare nella terra promessa: vivere l'Eucaristia autenticamente.
Diapreghiera: La parafrasi del Salmo 136 (il grande hallel) intende aiutare i giovani a ribadire il concetto che è Cristo la nostra Pasqua, il nostro Liberatore, la nostra Eucaristia.
Trattandosi di un momento di preghiera - favorito dal clima di silenzio, dal luogo (cappella), dalle immagini che fissano l'idea, dalla musica che accompagna il testo - si propone un atto di fede nella persona di Cristo, nostra Pasqua. Parafrasi del Salmo 136 (vedi sussidio n. 1).
Eucaristia: La liturgia della Parola è del giorno. I canti sottolineano la presenza di Gesù in questo momento privilegiato della nostra vita.
Preghiera comunitaria: Proponiamo un metodo: condividere la Parola (vedi sussidio n. 2). Il testo biblico: Es 12,21-28.
Osservazioni sulla giornata: Essendo il primo incontro dell'anno, con la presenza anche di parecchi «nuovi», notiamo una certa fatica a condividere la propria esperienza. Intendiamo, in questi primi incontri, proporre di volta in volta alcuni metodi di preghiera comunitaria. Ci orienteremo poi verso quel metodo che risponderà di più alle esigenze e alla sensibilità del gruppo.

Secondo incontro: Gesù centro della Chiesa

Tema: Il nostro intento in questo incontro è rendere consapevoli i giovani che la Chiesa non nasce dalla decisione di alcune persone di «fare gruppo» intorno ad un ideale comune, ma l'origine della Chiesa è il Signore Gesù che la chiama e la convoca.
È Lui la forza vincolante che rende possibile l'incontro impossibile degli uomini. È Lui che fa comunione con l'uomo in modo nuovo e impensabile.
Gli uomini che siedono alla sua mensa, nel suo nome, cessano di essere massa e cominciano a diventare «comunità».
una comunità sempre itinerante, in formazione crescente.
Domande: L'Eucaristia domenicale «celebra» la mia vita?
Dall'Eucaristia ci sentiamo inviati?
Il giovane la volta scorsa si era chiesto quanto l'Eucaristia coinvolgesse la sua vita, ora è invitato a prendere coscienza di come la Messa debba essere punto di «arrivo» e di «partenza» di un cammino vitale; momento che rinnova le forze e invita al dono di sé.
Testi: At 2,42-48; Mt 28,1-8.
Comunità è stare insieme nel nome del Signore per avere la forza e la decisione di portare al mondo l'annuncio che Cristo è risorto ed è presente in mezzo agli uomini.
Diapreghiera: Su richiesta dei giovani usiamo ancora le diapositive per la preghiera serale che li introduca alla preghiera personale. Idea forza del testo: o l'Eucaristia trasforma la vita o la vita elimina l'Eucaristia.
Diapositiva: Cristo Pane di vita (AG 6 - LDC).
Preghiera comunitaria: Metodo: «verso la contemplazione» (sussidio n. 3). Testo: Gv 18,33b-37.
Eucaristia: La festa di Cristo Re che oggi la Chiesa celebra è particolarmente adatta al nostro incontro di preghiera.
L'omelia, cui partecipano anche i giovani con le loro riflessioni, mette in evidenza queste realtà:
- I chiamati dalla vocazione di Gesù vengono a Lui per essere inviati ai fratelli.
- Dio non dà mai qualcosa per un possesso personale, ma sempre per un dono.
- Il «venite» di Cristo scende sui discepoli come l'«andate». Sono due momenti dello stesso dono non separabili che ogni domenica Cristo ci ripete.

Terzo incontro: Gesù chiama

Tema: Il Natale ci offre l'occasione per riflettere sulla nostra posizione di fronte a Cristo centro della Chiesa. L'abbiamo accettata, o no?
- Scopriamo il Natale come il progetto tra:
- l'ostinazione dell'amore del Padre;
- l'ostinazione del rifiuto dell'uomo.
- Gesù è l'ostinazione dell'amore del Padre che si fa uomo; spesso la risposta dell'uomo a questo amore è l'ostinazione del peccato.
Domande: Quali sono le ostinazioni (positive e negative) della mia vita? Natale: «ostinazione» di Dio a mandare il Figlio. Come lo accolgo?
Si vuole sollecitare ciascuno a scoprire le «sue» ostinazioni interiori, quali sono i punti fermi della sua vita: quali da rimuovere e quali da intensificare?
Testo: Fil 2,5-11.
La Parola di Dio porta ciascuno a esaminare i propri sentimenti confrontandoli con quelli del cuore di Cristo e a porsi in atteggiamento di accoglienza del grande dono del Padre.
Preghiera serale: Vuol essere un aiuto, un favorire il clima per l'adorazione che, a turni, durerà tutta la notte.
In precedenza si danno alcune indicazioni sulla veglia notturna traendole dalla Bibbia: i grandi interventi di Dio avvengono nella notte: la notte dell'Esodo, la notte di Giacobbe, la chiamata di Samuele, la notte del Natale, dell'Ultima cena, della Risurrezione.
I dodici vengono scelti dopo una notte di preghiera.
La Chiesa primitiva sperimenta alcuni momenti di liberazione notturna (Atti 16), è un popolo che veglia in attesa del giorno: la venuta definitiva del Signore Gesù. Vegliare è attendere, è stare attenti al passaggio del Signore. Quando adoriamo in clima di attesa, sblocchiamo la nostra ostinazione per far vincere l'ostinazione dell'amore fedele di Dio.
In cappella: Ascolto dell'incisione del dramma «Interrogatorio a Maria» di Giovanni Testori.
La Chiesa con il presbiterio senza altare. A sinistra la sedia vuota. A destra il presepio. In centro il Crocifisso.
Il mistero dell'incarnazione, rivissuto da Maria, viene visualizzato attraverso le luci.
In relazione al dialogo le luci vengono rivolte ora alla sedia (la presenza di Maria) ora al presepio, ora al Crocifisso.
Preghiera comunitaria: Riproponiamo il metodo: «condividere la Parola». Testo: Lc 1,26-38: vangelo del giorno.
Eucaristia: IV domenica di Avvento: anno B.
Invitati dal sacerdote, durante la preghiera dei fedeli chiediamo al Signore la liberazione dalle nostre ostinazioni negative e un cuore capace di accogliere il dono di Gesù.

Quarto incontro: Signore, tu sei parola di vita eterna

Tema: Con questo incontro passiamo ad esaminare l'Eucaristia nelle sue varie parti.
Iniziamo dalla Liturgia della Parola sia perché dopo aver visto che Gesù chiama, viene spontaneo scoprire che Lui ci chiama ancora oggi, nell'Eucaristia, attraverso la sua Parola; sia perché i prossimi due incontri sono in tempo quaresimale, tempo più adatto per riflettere sulla liturgia penitenziale.
Obiettivo di questo incontro è renderci consapevoli della presenza di Cristo nella sua Parola, luogo privilegiato dell'incontro con Lui e di accoglienza concreta dell'avvenimento che Egli annuncia: il Regno di Dio.
Domande: Nell'Eucaristia Dio mi parla. Come lo ascolto?
Nell'Eucaristia la Parola di Dio agisce; di questo è necessario renderci consapevoli. Una revisione necessaria sul nostro ascolto della Liturgia della Parola. Nella mia vita accetto la Parola o... le parole?
La nostra mentalità è quella della Parola di Dio o delle parole degli uomini?
Testi: Le parabole del Regno e in particolare del seme che cresce da solo (Mc 4,26-30) aiutano a scoprire quali sono le disposizioni che Cristo chiede perché il suo annuncio possa cambiare la vita.
Diapreghiera: Canto: Se un uomo lo trova (sussidio n. 4).
Preghiera comunitaria: Proclamiamo insieme la Liturgia della Parola del giorno: Neemia 8,2-10; Salmo 18; 1 Cor 12,12-31a; Lc 1,1-4; 4,14-21.
Eucaristia: Sottolineiamo la Liturgia della Parola, mettendoci in ginocchio al Vangelo come ha suggerito la lettura del cap. 8 di Neemia. Prima della proclamazione, come nella liturgia orientale, il lettore dice: «State attenti, è Dio che parla!».

Quinto incontro: Riconciliazione: esperienza di penitenza

Tema: In questo incontro e nel prossimo, approfondiamo la Liturgia penitenziale della Messa nei suoi due aspetti di penitenza e di festa.
La Quaresima è un invito a un cammino di conversione.
In questo incontro di preghiera vogliamo offrire l'opportunità di programmare la propria Quaresima e di prepararsi alla celebrazione del Sacramento della Riconciliazione che vivremo la prossima volta.
Le riflessioni s'incentrano sui temi del peccato e della libertà.
Domande: Ricordi una esperienza nella quale ti sei sentito «lontano» da Dio e dai fratelli? Prova a scriverla.
Quaresima: tempo di riconciliazione; come intendi vivere questo cammino di conversione?
Queste due domande intendono porre i giovani di fronte alla realtà del peccato come esperienza di lontananza, di «non comunione», come esperienza che esige la conversione del cuore.
Testo: Lc 15,11-20.
È la classica parabola del Padre misericordioso che, meglio di ogni altro passo, esprime la realtà di lontananza cui il peccato porta.
Ciascuno è invitato a immedesimarsi nel figlio e a contemplare, per comprendere e amare, la misericordia infinita del Padre.
Riflettere sulla propria realtà di peccato non vuol essere un ripiegarsi, ma un aprirsi con fiducia all'amore. La parabola viene proposta fino al momento della e
decisione del ritorno. Il tema della festa sarà vissuto nell'incontro prossimo. Diapreghiera: Parafrasando la parabola, che preghiamo insieme con le diapositi,, ve, i giovani sono aiutati ad attualizzarla.
Preghiera comunitaria: Si è venuta delineando la fisionomia della nostra preghiera di gruppo che diventa condivisione sempre più partecipata e fraterna della preghiera del singolo aiutata da ritornelli, canti e riflessioni personali e pause di silenzio.
Il testo biblico proposto è Lc 4,1-13.
Eucaristia: Spontaneamente nasce dal gruppo l'esigenza di evidenziare l'atto penitenziale. Chi lo desidera ad alta voce chiede perdono al Padre e ai fratelli. Osservazioni: Sentiamo l'esigenza di mandare una traccia di esame di coscienza
(sussidio n. 5) a chi ha partecipato all'incontro, consigliando di prenderla in considerazione ogni sera.
Con tale sussidio riteniamo di dare un aiuto per l'impostazione di un serio cammino spirituale.

Sesto incontro: Riconciliazione, esperienza di festa

Tema: Offriamo ai giovani la possibilità di fare nel sacramento della Riconciliazione una autentica esperienza d'incontro con la misericordia del Padre.
- L'annuncio sottolinea il fatto che la riconciliazione è Pasqua: passaggio da morte a vita.
- La Pasqua è: sorgente di gioia, esplosione dell'amore, trionfo della vita sulla morte.
- Il nostro sforzo di riconciliazione opera questo passaggio.
- Mette nel nostro cuore gli stessi desideri che sono del Padre: volontà di amore, di pace, di gioia, di festa.
Questo incontro, che coincide con l'ultima domenica di Quaresima, vuole essere una verifica dell'impegno quaresimale in particolare e di tutto il cammino di fede iniziato con la scuola di preghiera di questo anno.
Domande: Nella preghiera personale offriamo la traccia dell'esame di coscienza valorizzata in questo intervallo. Al punto n. 3 dell'esame riproponiamo le domande che sono state oggetto di riflessione nei precedenti incontri e che segnano il nostro cammino.
Celebrazione serale: Iniziamo la celebrazione con il rinnovo delle promesse battesimali, seguite dalla professione di fede personale. Ciascuno dice: Io,... sono figlio di Dio nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Seguono le confessioni individuali.
Chi ha celebrato la Riconciliazione si porta in una cappella diversa per sottolineare il passaggio avvenuto.
Da riconciliati ci uniamo alla Passione di Gesù, meditando, con la Via Crucis, il suo cammino verso il Calvario. Ogni stazione è affidata ad un piccolo gruppo.
Eucaristia: Sottolineiamo l'offertorio per significare che al dono che Lui ci ha fatto è necessario corrispondere con il nostro dono. Alcuni gruppetti hanno portato alcuni simboli.
Preghiera comunitaria: Non si è fatta perché la preghiera serale ha occupato parte della notte.
La domenica ha avuto un tono di gioia e di festa soprattutto nell'Eucaristia.
Settimo incontro: Gesù è il «rendimento di grazie»
Tema: La risposta di Gesù alla chiamata del Padre è il rendimento di grazie.
- Anche noi come discepoli di Cristo, rendiamo grazie al Padre con la nostra vita che è la risposta ad una sua chiamata personale.
- Diamo quindi a questa giornata un taglio vocazionale, mettendo in particolare risalto la verginità consacrata come risposta totale e gioiosa ad un Amore esigente.
- L'annuncio sottolinea la necessità di non temporeggiare quando si è compresa la volontà di Dio su di noi.
Domande: Finora cosa ho capito del piano del Signore su di me: in quali momenti mi si è rivelato?
Cosa posso fare per mettermi in ascolto dei «segni» attraverso i quali il Signore mi parla e mi conduce?
Nell'Eucaristia posso celebrare con verità il mio «stare con il Signore» perché la mia vita non ha eliminato l'Eucaristia?
Queste provocazioni costringono ad una revisione seria e serena della propria vita. Dispongono a ringraziare per i doni di grazia ricevuti e a mettersi in ascolto. La terza domanda ripropone la revisione della propria coerenza tra fede e vita.
Testo: Gv 1,35-39: essere discepoli vuol dire stare insieme a Cristo, fare esperienza della sua vita: «Venite e vedete».
Celebrazione serale: Rosario meditato.
Poiché siamo all'ultima domenica di maggio, secondo il desiderio del gruppo, viviamo insieme questa tradizionale devozione cristiana. Questo ci dice quanto i giovani siano sensibili alla preghiera, ad ogni sua forma, purché ne comprendano il significato.
Il testo del Rosario è stato preparato in precedenza da sei o sette giovani.
Diapreghiera: Sostituiamo le lodi mattutine con l'ascolto di 4 esperienze delle suore animatrici dei gruppi composte sulla falsariga del Prefazio. Suggeriamo poi ai giovani di scrivere durante la preghiera personale il loro rendimento di grazie, ripensando ai «segni» con i quali il Signore manifesta il suo amore.
Preghiera comunitaria: Preghiamo insieme alcune esperienze di vocazioni nella Bibbia: 1 Sam 3,1-21; Ger 1,4-10; Is 6,1-8; Lc 1,26-38.
Eucaristia: Il prefazio è il momento della celebrazione in cui la Chiesa rende grazie al Padre per tutti i suoi benefici; quindi al momento del prefazio, chi lo vuole, rende grazie al Padre, leggendo la propria esperienza scritta durante la preghiera personale.
Osservazioni: Con l'argomento di questo incontro abbiamo voluto tener presente la realtà che molti tra questi giovani si pongono il problema della scelta di vita e sentono il desiderio di una proposta chiara, onesta ed entusiasta che valga la pena di essere vissuta.

SUSSIDI PREPARATI PER LA SCUOLA DI PREGHIERA

Sussidio n. 1: Diapreghiera: parafrasi del Salmo 136

S. Di quanti beni ci ha colmati il Signore
T. Di quanti beni ci ha colmati il Signore
S. Se Cristo ci avesse fatto uscire dall'Egitto
e non avesse fatto giustizia del Faraone
T. Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato
S. Se avesse fatto giustizia del Faraone
e non ci avesse liberato da tutti gli idoli
T. Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato
S. Se ci avesse liberato da tutti gli idoli
non ci avesse dato le loro ricchezze...
S. Se ci avesse dato le loro ricchezze
e non avesse aperto il mare per noi...
S. Se avesse aperto il mare per noi
e non avesse affondato i nostri oppressori...
S. Se avesse affondato i nostri oppressori
e non ci avesse dato un cammino nel deserto...
S. Se ci avesse dato un cammino nel desero
e non ci avesse nutrito con il pane della vita...
S. Se ci avesse nutrito con il Pane della vita
e non ci avesse dato il giorno del Signore...
S. Se ci avesse dato il giorno del Signore
e non avesse stretto con noi la nuova Alleanza...
S. Se avesse stretto con noi la nuova Alleanza
e non ci avesse fatto entrare nella Chiesa...
S. Se ci avesse fatto entrare nella Chiesa...
e non avesse costruito in noi il suo tempio...
S. Se avesse costruito in noi il suo Tempio
e non l'avesse riempito del Suo Spirito Santo...
T. Questo ci sarebbe bastato, ci sarebbe bastato. Cristo nostra Pasqua è risorto per noi. Alleluia!
(Diapositive di commento da Diapolinguaggio - EP).

Sussidio n. 2: Condividere la Parola

- Questo tipo di preghiera comporta tre «tempi» che possono prendere un dieci minuti circa ciascuno (o anche più se lo si desidera).
- Sarebbe utile che i partecipanti avessero già «pregato», in altro momento, il testo biblico.
- E bene che tutti abbiano sotto gli occhi il testo scelto (e possibilmente nella medesima traduzione).
Ascolto della Parola
- Qualcuno legge lentamente (è importante!) e a voce sufficientemente alta il testo. Quindi due o tre minuti di silenzio per accogliere la Parola del Signore. Se il testo presentasse delle particolari difficoltà, sarebbe questo il momento per dare qualche breve spiegazione.
- Il testo viene letto una seconda volta (sempre lentamente!) da un'altra persona. Quindi altri minuti di silenzio per «ascoltare» e ricevere ancora una volta questa Parola del Signore. Lasciare che la Parola risuoni al livello più profondo, quello del «cuore».
Condivisione
Sempre in un'atmosfera di silenzio e di ascolto, ognuno ripete ad alta voce -quando vuole - semplicemente e senza commenti, una frase, una espressione, una semplice parola del testo che lo ha colpito e che egli affida alla meditazione silenziosa degli altri. Ognuno ascolta e lascia che la Parola del Signore risuoni in lui.
- Non bisogna aver fretta! Il silenzio è preghiera.
- Questa parte della preghiera ha più il carattere di contemplazione che di riflessione intellettuale.
E un modo di condividere la Parola personale (perché ognuno manifesta il pensiero che più lo ha colpito) e insieme discreto (in quanto non si aggiungono riflessioni alla Parola del Signore).
- È anche possibile che qualcuno non si senta particolarmente toccato dal testo; la verità allora esige che taccia.
L'ascolto diventa preghiera
- La Parola che è stata così donata, direttamente o attraverso i fratelli, spinge a rendere grazie, ad adorare, a offrire, a intercedere, a chiedere luce, forza perdono... Si succedono così preghiere spontanee, ma sempre ispirate dal testo stesso: senza preoccupazione, però di un qualsiasi «ordine»: liberamente; qualche volta anche ripetendosi, intrecciandosi, completandosi... Preghiere corte, intervallate da silenzi che si vanno facendo sempre più prolungati e densi.
- Chi dirige dovrà «sentire» quando terminare la preghiera; potrà farlo raccogliendo con parole improvvisate le preghiere di ciascuno.

Sussidio n. 3: Verso la contemplazione

Introduzione
- Si entra nel silenzio profondo.
- Invocazione allo Spirito Santo. Si domanda una Parola di Dio per il gruppo: una Parola che, assimilata, verrà poi restituita nella lode. Come diceva Isaia (Is 55,10-11), la Parola di Dio susciterà una risposta che non sarà altro che il ritorno della Parola a Dio stesso: come il raggio di sole che colpisce lo specchio e torna al sole.
Primo tempo
- Uno dei presenti legge, lentamente e ad alta voce, un testo della Scrittura.
- Una quindicina di minuti per la interiorizzazione. Chi vuole, può rileggere, anche più volte, in silenzio, lentamente il testo scelto. Quindi chiuso il libro, ognuno cerca di accogliere nel cuore - più che nell'intelligenza - la Parola del Signore.
Il più delle volte lo Spirito Santo farà gustare uno o l'altro aspetto della Parola ricevuta.
Secondo tempo
- Quelli che lo desiderano (non si è mai obbligati!) dicono agli altri la frase o la Parola che ha trovato un'eco nel loro cuore, che ha suscitato una risonanza profonda; poi, insieme se ne sceglie una: preferibilmente quella che ha trovato eco nel maggior numero di partecipanti.
Terzo tempo
- Uno del gruppo dice a voce alta ma calma la frase prescelta. Un po' di silenzio perché possa «risuonare».
- Quindi nello spazio di un venti-trenta minuti la stessa frase o parola viene ripetuta ora dall'uno ora dall'altro dei presenti: sempre senza fretta, dopo un po' di intervallo. Verso la fine i silenzi andranno facendosi sempre più lunghi.
- La preghiera può concludersi con la rilettura, adagio e a mezza voce, del testo intero e una preghiera in comune o un canto adatto, come meglio sembrerà.
Eventualmente, potrebbe seguire uno scambio su quello che ciascuno ha vissuto durante il tempo di «manducazione» e «degustazione» della Parola.

Sussidio n. 4: Diapreghiera sulla canzone «Se un uomo lo trova- (di Rino Farrugio; LP: Da uomo a uomo EP)

Un giorno un mercante in cerca di perle
trovò una perla più bella di tutte
vendette il suo carico e tutti i suoi
beni e andò a comperare la perla trovata.
Il regno dei cieli è come la perla chiunque la trova beato sarà.
C'era un uomo che arava nel campo e tutto ad un tratto vi trova un tesoro con cura lo copre e va a vendere tutto
e compra il terreno con quanto ha nascosto.
Il regno dei cieli è come un tesoro se un uomo lo trova beato sarà.
La donna che impasta il pane di casa e nella farina nasconde il fermento vedrà lievitare la pasta che cresce sarà buono il pane felice la donna.
Il regno dei cieli è come un fermento il mondo matura beato sarà.
E c'era una donna che tanto cercava a luce di lume scopando la casa la sua moneta che aveva perduta e fece gran festa perché la trovò.
Il regno dei cieli darà tanta gioia e chi l'ha trovato beato sarà.
Con sottofondo musicale si propongono altre diapositive che aiutano la preghiera spontanea.
Si tratta di un momento in cui si traduce in preghiera comune quanto si è già pregato personalmente e quanto l'annuncio ha illuminato.
Musiche di Albinoni.
Le diapositive nella seconda parte vengono fatte passare lentamente; a ciascuna si possono fare interventi di preghiera personale.
La preghiera continua poi personalmente nella notte.

Sussidio n. 5: Esame di coscienza

Ogni sera il giovane è invitato a confrontare la propria giornata con questa traccia. I punti sono tratti dagli Esercizi Spirituali di S. Ignazio.
Ad ogni momento si danno tre minuti di tempo.
1. Ti ringrazio
Quali doni ho ricevuto dal Signore oggi?
- nella Parola
- nelle persone
- nel lavoro
- negli avvenimenti.
«Eterna è la tua misericordia!».
2. Ti prego
Donami luce perché sappia vedere con i tuoi occhi quali chiamate oggi mi hai rivolto e a quali io non ho risposto con fede e amore. «Vieni in me Spirito d'amore, di luce, di speranza!».
3. Mi revisiono
Riconoscersi peccatori significa proclamare che Dio è grande
- la preghiera e l'Eucaristia
- il mio rapporto con gli altri
- il mio impegno di questo periodo
- il lavoro
- l'impegno parrocchiale
«Ti ho manifestato il mio peccato, non ho nascosto il mio errore».
4. Ti chiedo perdono Salmo 51: «Pietà di me, o Dio»
5. Voglio seguirti meglio
Scegliere un brano che aiuta a credere nel perdono di Cristo e a seguirlo con più coerenza:
- Zaccheo (Lc 19,1-10)
- Adultera (Gv 8,1-11)
- Maddalena (Lc 7,36-50)
- Samaritana (Gv 4,1-42).
6. Ti benedico
Salmo 102: «Benedici il Signore, anima mia».