Introduzione a: Educare i giovani alle «cose»

Inserito in NPG annata 1984.

 

(NPG 1984-10-3)

 

Nel parlare di ciò che sono o pensano i giovani, spesso si fanno ricerche e indagini chiedendo loro cosa pensano su un problema, su un argomento.
Con questo dossier abbiamo scelto un'altra prospettiva: parlare dei giovani-oggi attraverso le «cose».
Se entriamo in una stanza e troviamo dei giocattoli o delle bambole, anche se non lo sapevamo prima possiamo dire che la frequenta un bambino o una bambina. Dal tipo di giocattoli siamo anche in grado di stabilire l'età.
Se vi troviamo dei fumetti o dei romanzi d'avventura, diciamo che lì c'è un ragazzo o un preadolescente, e così via.
Dal tipo di cose non solo induciamo età e sesso, ma anche cultura, interessi, sensibilità. È questo un segno che le «cose» possono parlare e rivelare atteggiamenti e intenzionalità.
Che parlare delle «cose» dei giovani sia non solo qualcosa di interessante e utile lo può rivelare anche l'intuizione di Mc Luhan che «il mezzo è messaggio». Le «cose» non solo rivelano l'interiorità dell'uomo, ma anche la plasmano e la trasformano. L'uomo che oggi usa la macchina o l'aereo o guarda la televisione è diverso dall'uomo medioevale che non disponeva di questi mezzi.
Di qui il problema pastorale ed educativo. Può un educatore/animatore non conoscere o rilevare l'importanza che le cose possono avere sullo spirito dell'uomo? Come deve egli rapportarsi educativamente a questa realtà nella quale l'uomo non può far a meno delle «cose», ma anche nella quale le «cose» lo possono condizionare? In altre parole: che cosa rivelano dei giovani l'uso di certe «cose»? quali problemi pongono? quali criteri educativi ed etici devono guidare un educatore nel suo rapporto con i giovani?
Il loro modo di vivere la musica ci pone però alcuni problemi.
Infine come terzo indicatore abbiamo scelto il personal computer. Questa nuova «cosa» forse è più tipica tra i ragazzi-adolescenti e tra gli adulti che devono far i conti con la massiccia computerizzazione e robotizzazione dell'industria. Tuttavia sembra essere una «cosa» importante per la novità e peso che può avere nella nuova cultura della società. Interessa i giovani perché i ragazzi-adolescenti presto saranno giovani e poi perché sembrano crescere l'interesse verso le nuove macchine anche per un futuro orientamento di tipo occupazionale.
Nell'esame delle cose che ci possono svelare qualcosa dei giovani abbiamo scelto tre indicatori tra i tanti che se ne potevano scegliere: la moda, la musica, il personal computer. Vediamo il perché. I giovani sono anzitutto molto attenti al modo di vestirsi. Per essi non è tanto un problema di convenienza sociale, quanto un modo di caratterizzare ed esprimere se stessi. Se si ama il mondo e la società non ci si veste da punk, se si vuole asserire la propria solidarietà con gli operai o i disoccupati non ci si veste con abiti «firmati». Se si vuole affermare l'uguaglianza non si cercano anelli e orecchini che ci possono differenziare. Anche la musica sembra essere un luogo dove trovare le caratteristiche dei giovani. Sono loro che per lo più frequentano le discoteche, sono loro che per lo più sono presenti nell'acquisto dell'ultima novità, sono ancora loro che sono aggiornatissimi sulle nuove correnti e sensibilità musicali.