Introduzione a: L'abbandono religioso nell'adolescenza: analisi di storie di vita

Inserito in NPG annata 1985.

 

(NPG 1985-10-3)

 

Il dossier è dedicato ad un fenomeno impegnativo e delicato della pastorale giovanile: l'abbandono religioso.
Assumiamo come ipotesi di partenza che l'adolescenza (14-17 anni) sia la fase cruciale dell'abbandono religioso, in base naturalmente alle esperienze vissute fino a quel momento.
Il meccanismo che ipotizziamo è che l'adolescente abbandona la religione in quanto questa non risulta più confacente alla «nuova» strutturazione della personalità alla quale sta ora lavorando. La religione nel suo insieme risulta incapace di offrirgli stimoli significativi al momento della costruzione della sua identità personale.
A partire da questa ipotesi sono state raccolte diverse storie di vita di giovani non credenti dai 19 ai 25 anni che raccontano come hanno vissuto l'abbandono religioso negli anni precedenti.
Così facendo si sono ottenuti dei materiali di prima mano, a due livelli. Anzitutto le storie di vita hanno permesso di esplorare come i giovani percepiscono e interpretano, a distanza di un paio di anni e quindi con un atteggiamento ormai decantato, la scelta di abbandono della fede e della chiesa.
Sono, in effetti, emersi dati interessanti sul perché un adolescente decide di «eliminare» dalla propria vita credenze, valori e atteggiamenti religiosi. -
Sono anche emersi alcuni meccanismi, dinamismi, problematiche, esigenze profonde al momento della scelta. Infine le interviste hanno offerto considerazioni utili per una valutazione soggettiva della educazione religiosa durante la fanciullezza e preadolescenza, ma anche della esperienza religiosa ed ecclesiale al momento dell'abbandono.
Il secondo livello si collega alle informazioni ottenute circa l'educazione religiosa ricevuta. Le storia di vita hanno offerto una sorta di originale cartina di tornasole per evidenziare alcuni nodi problematici nella evangelizzazione delle nuove generazioni. Certamente le riflessioni di chi abbandona la fede non sono le uniche da prendere in considerazione. Ma bisogna riconoscere che sono un preciso e sofferto punto di osservazione sull'intera pastorale giovanile. II dossier è organizzato in tre momenti: il racconto sintetico di tre storie di vita («fatti»), due articoli di approfondimento dei dati a livello psicologico e psico-sociale ( «prospettive» ), alcune veloci considerazioni educative («per l'azione»).
Evidenziamo subito i confini e i limiti del dossier.
L'aver scelto di ascoltare alcune storie di vita permette di avere immediatamente uno spaccato vivace del mondo giovanile. Ma proprio questa vivacità e freschezza evidenziano anche la «parzialità» dei risultati. Si tratta di giovani studenti, di un paese del centro Italia (Sezze Romano), soggetti ad un modello di educazione religiosa caratteristico.
I risultati della ricerca vanno quindi assunti con attenzione, evitando sia una frettolosa generalizzazione e applicazione ad altri contesti, sia una loro frettolosa svalutazione come se da essi non fosse possibile trarre dati e riflessioni di ordine più generale. Un secondo limite riguarda l'analisi delle storie di vita nelle pagine che seguono. Essa è svolta unicamente in chiave di psicologia e psicologia sociale. Sarebbero utili altre letture, da una parte in chiave sociologica e antropologico-culturale, e dall'altra in chiave educativa e pastorale. Pur con questi limiti, il dossier offre stimoli precisi per comprendere perché l'adolescenza è l'età dell'abbandono religioso, individuare le cause in gioco e le modalità di distanziamento dal mondo religioso, intuire le scelte e il nuovo stile di vita successivi all'abbandono, mettere infine il dito su alcune piaghe dell'educazione religiosa.
Il dossier rielabora una ricerca condotta da Vincenzo Lucarini sotto la guida del prof. Gerard Lutte, all'interno di un piano di ricerche tese ad individuare le problematiche dell'emarginazione giovanile oggi. Li ringraziamo per la loro disponibilità e collaborazione. Per inquadrare il punto di vista di questa e delle altre ricerche rimandiamo al volume di G. Lutte, «Sopprimere l'adolescenza? I giovani nella società post-industriale», Edizioni Gruppo Abele, Torino 1984.