Introduzione a: Il volontariato giovanile tra lotta contro la povertà e lotta per l'identità personale

Inserito in NPG annata 1985.

 

(NPG 1985-04-3)

Abbiamo dedicato il dossier di febbraio ad uno sguardo d'insieme sul volontariato oggi. Era una premessa necessaria per collocare la riflessione sul volontariato giovanile a cui dedichiamo il presente dossier.
Nell'introduzione al primo dossier abbiamo parlato del volontariato giovanile come volontariato anomalo in funzione prevalentemente educativa. Il volontariato è anzitutto un movimento di cittadini e credenti adulti. I giovani volontari vivono una situazione anomala perché compiono un servizio sociale che richiede qualità e competenze che essi ancora non posseggono del tutto, anche perché stanno dedicando le loro energie alla costruzione faticosa della loro identità personale.
Proprio per questo parliamo di volontariato educativo, cioè di una esperienza concreta che, mentre è di aiuto gratuito alla lotta contro la povertà e l'emarginazione, è anzitutto luogo di maturazione dell'identità umana e cristiana dei giovani.
A quali condizioni, visto da questa angolatura, il volontariato è un luogo educativo per i giovani? O, se si vuole, a quali condizioni educative è possibile un volontariato giovanile? E ancora, quale «itinerario» per abilitare i giovani e i gruppi al volontariato? A questi interrogativi rispondiamo nel presente dossier.
Ricordiamo ai lettori che al volontariato giovanile è stato dedicato un intero numero di «Tuttogiovani notizie» (NPG. luglio-agosto 1984).