Celebrazione della pasqua con i giovani

Inserito in NPG annata 1985.

 

(NPG 1985-01-39)

 

Sulla rivista abbiamo parlato più volte della «Pasqua dei giovani», cioè dei «campi pasquali» tra gruppi di una zona o diocesi. In particolare avevamo presentato un «modello» di esperienza abbastanza diffuso in Spagna (cf NPG dicembre '82, pp. 27-34).
A quel «modello» si riferisce anche il sussidio che ora presentiamo, preparato da una equipe di pastorale giovanile di Madrid. Consigliamo di leggere insieme l'esperienza ed il sussidio.
Mentre infatti l'esperienza rifletteva sul perché di una «Pasqua dei giovani», dava le indicazioni necessarie per organizzarla e la valutava in termini pastorali, il sussidio offre tutto il materiale per un'eventuale iniziativa simile. In particolare le piste di riflessione personale e di gruppo, le celebrazioni, le note organizzative.
Le pagine che seguono erano in effetti il libretto che avevano in mano i giovani al «campo». Ci siamo limitati a tradurlo, nella speranza che gli animatori lo riprendano e preparino... altri «libretti» litografati per i loro gruppi giovanili.
Prima di passare al sussidio vero e proprio, ci sembra utile riprendere quel che scrivevamo nella introduzione alla esperienza spagnola nel dicembre '82 rispondendo alla domanda: perché una «Pasqua dei giovani»?
Sentiamo sempre più l'esigenza di offrire ai giovani una fede che non si limiti a insieme di conoscenze, ma che sia esperienza diretta di comunità, contatto vivo nella celebrazione, ancoramento alle dimensioni costitutive della vita cristiana.
Tutti questi elementi si possono integrare in una proposta di celebrazione della Pasqua, che inviti i giovani a uscire dal proprio ambiente, a riflettere seriamente in gruppo sullo «stile cristiano» di vita come espressione del «credo la resurrezione», a reinventare le celebrazioni della tradizione e i loro grandi simboli.
Ci rendiamo conto che le difficoltà e le perplessità di alcuni non sono poche, e, soprattutto, che si richiede di ripensare in termini globali la presenza dei giovani nelle parrocchie e nei gruppi a Pasqua. Affermiamo però alcuni convincimenti. Il primo: la celebrazione della Pasqua deve essere una grossa occasione di esperienza cristiana dei giovani, prima che un momento in cui utilizzarli per organizzare la Pasqua.
Secondo: la maggior parte dei giovani di fatto non vive questa festa, e, di quelli che la celebrano, non pochi la vivono in modo superficiale e dissipato.
Terzo: la celebrazione della Pasqua giovanile, più che alibi pastorale, può diventare, con un minimo di attenzione educativa, il punto di partenza per un rinnovamento dell'intero cammino di fede.

1. Il giovedì: mangiare insieme la cena del Signore

IL SENSO DEL GIOVEDÌ SANTO

Il triduo pasquale è formato da:
- il Venerdì (giorno della morte);
- il Sabato (giorno della sepoltura);
- la Domenica (giorno della risurrezione).
Il Giovedì Santo è come l'introduzione. Oggi ricordiamo tre avvenimenti importanti per la nostra fede:
^ Il comandamento dell'amore
Dio è Amore, e l'amore si è manifestato in Gesù.
Egli ci ha amati tanto da dare la vita per noi.
Questo amore deve regnare nel mondo, creando la fraternità umana.
Questo avvenimento è significato nella «lavanda dei piedi», gesto simbolico che Gesù fece con i suoi, e che riflette l'attitudine all'amore e servizio verso gli altri.
^ La istituzione dell'eucaristia
In una notte come questa, Gesù sacrificò il suo corpo e il suo sangue per noi.
E come segno permanente della sua presenza ci lasciò l'eucaristia.
Oggi ricordiamo l'istituzione di questo regalo di Dio agli uomini.
^ La istituzione del sacerdozio
In una notte come questa, Gesù istituì il sacramento del sacerdozio.
Elesse un gruppo per manifestare al mondo la Buona Novella, per spezzare il Pane e darci il Perdono.
Il denominatore comune di questi tre avvenimenti è l'amore di Dio che si è manifestato agli uomini in Gesù di Nazareth, che «lava i piedi», istituisce un segno dell'incontro con Lui, attraverso il pane e il vino, e elegge «quelli» che devono continuare presiedendo alla eucaristia e impartendo il perdono.

ORARIO

Ore 12.00 Arrivo
Ore 13.30 Accoglienza
Presentazione dei gruppi
Scambio del «messaggio di pace»
Ore 14.30 Pranzo: condividiamo fin dall'inizio
Dopopranzo: divisione in gruppi
Ore 17.30 Distribuzione di cartelle con tutto il materiale per la preghiera, le riflessioni, l'organizzazione delle giornate.
Dettagli di organizzazione: gruppi, servizi agli altri, luoghi d'incontro...
Ore 18.00 Gruppi di lavoro
Ore 19.00 Verifica - Pausa
Ore 20.30 Cena del Signore (prima parte) Cena
Cena del Signore (seconda parte)
Ore 0,30 Riposo

Note organizzative per l'accoglienza

Schema
- Presentazione dei gruppi.
- Scambio del «messaggio di pace» (messaggio, mimo, canto, pergamena...).
- Cena insieme.
- Conversazione: ogni gruppo presenta ciò che ha preparato.
- Distribuzione delle cartelle: l'animatore/trice di ciascun gruppo di origine va a prendere in segreteria le cartelle dei membri del suo gruppo e le consegna.

Primo incontro dei gruppi di lavoro (tre modalità possibili):
^ Prima modalità
- Chi sono io?: nome, pregi, difetti, attitudini...
- Perché sono venuto alla Pasqua?
- Come stiamo vivendo i nostri gruppi formativi?
- Che cosa mi aspetto da questa Pasqua?
- Che cosa vorrei donare?
^ Seconda modalità
- Presentazione di ognuno.
- Una Pasqua in più? Motivazioni.
- Che cosa posso trarre dalla Pasqua, che cosa chiedo e che posso ottenere da essa?
- Pasqua: solo tre giorni?
- Breve comunicazione della esperienza della Pasqua precedente, della esperienza del gruppo, o della preparazione.
^ Terza modalità
- Presentazione di ognuno.
- In che misura hai adottato l'impegno di vivere come Gesù?
- Hai qualche esperienza, qualche fatto della tua vita nel quale puoi concludere: ho capito che stavo contribuendo a estendere la pace di Gesù nel mondo?
- Entro questa comunicazione, sono sorti aspetti della nostra vita che possiamo celebrare in questa Pasqua? Quali? Perché?
- Che segno concreto di pace porta il nostro gruppo di lavoro agli altri gruppi durante questa Pasqua?

Riflessione personale e di gruppo
(Nel «sussidio» si lascia uno spazio vuoto adeguato per scrivere le riflessioni).

CENA DEL SIGNORE (prima parte)

- All'inizio si ascolta una canzone riferita alla pace di Gesù.
- Presentazione del Giovedì Santo: montaggio con diapositive di «Gesù di Nazareth» di Zeffirelli, mettendo in evidenza la cena di Gesù e il servizio fraterno.
- Canto di «convocazione» alla celebrazione.

La parola di Dio

^ Introduzione
Celebrare la cena del Signore:
- fare presente tutta la vita del Salvatore, sacrificata per la salvezza di tutti;
- una chiamata e un impegno a vivere la pace, il dono, il sacrificio e l'amore per i fratelli.
A ciò ci convoca la Parola di Dio.
^ Lettura: 1 Cor 11, 23-27 111 Silenzio
^ Canto di meditazione
^ Riflessione per gruppi di provenienza
- Commento al testo 1 Cor 11, 23-27.
- Rivedere l'atteggiamento di ognuno che si oppone... alla pace di Gesù.
- Il condividere il sacrificio e la cena del Signore che sentimenti suscita oggi in noi?
- Eleggere un rappresentante del gruppo per la «lavanda dei piedi».
^ Riflessione scritta dal gruppo
(Nel sussidio si lascia uno spazio vuoto adeguato).

Lavanda dei piedi

Si riuniscono nuovamente tutti.
^ Introduzione
- Gesù fece un gesto insperato di servizio e disponibilità.
- Vi sono segni che sono indicatori della sua presenza «oggi» tra di noi: il fratello, la eucaristia, il sacerdozio.
Tutti questi gesti vengono celebrati e ricordati.
- La comunità cristiana deve vivere la disponibilità di servire, di restare uniti al fratello, di piegarsi al povero, di vivere con occhi aperti al dolore...
- L'atteggiamento del credente oggi è meditare sul mistero pasquale e assimilare le grandi manifestazioni di amore che Cristo, il Signore, ci ha dato in questo giorno.
- L'eucaristia come memoriale della sua morte e risurrezione.
- Il sacerdozio come sua presenza ministeriale nel mondo.
- Il comandamento dell'amore reciproco come risposta al suo grande amore.
^ Lettura (dialogata-sceneggiata): Giov 13, 1-17
^ Segno della lavanda
- Si presentano coloro che sono stati scelti come segno di tutto il gruppo.
- Ciascuno presenta brevemente la sintesi del lavoro di gruppo.
- Lavanda dei piedi.
- Canto.
^ Cena
Il sacerdote invita a condividere la cena per gruppi di lavoro, unendola al ricordo della Cena del Signore.
- Tenere pronta la sala da pranzo ornata a festa.

CENA DEL SIGNORE (seconda parte)

- Se possibile in luogo diverso.
- Ci si colloca per gruppi di lavoro.
- Canto.

La parola di Dio

^ Introduzione (collegare con quel che si è vissuto prima).
- Andiamo a trasformare in realtà ciò che in principio fu solamente un segno: Dio liberò Israele da una schiavitù temporale, ed essi proclamarono: «Dio ci ha liberati dall'Egitto. Egli è la nostra Pace».
- In Gesù si è realizzata la liberazione profonda dell'uomo, la liberazione dal peccato. Questa è la realizzazione vera e definitiva della sua Pace.
- Ascoltiamo le origini della Pasqua: la presenza di Dio che salva. Cristo è la Nuova Pasqua, l'agnello definitivo che toglie il peccato: questo lo celebreremo nell'Eucaristia.
^ Lettura: Es 12, 1-14. Segue canto.

Liturgia eucaristica

^ Presentazione delle offerte e preghiera eucaristica
- Che cosa presentiamo al Signore?
- Offerta di qualche simbolo che esprima il mio sacrificio, il mio servizio al fratello. Presentazione libera.
- Sacerdote: Orazione sopra le offerte.
- Preghiera eucaristica (accompagnata da ritornelli cantati).
^ Spezziamo il pane e il vino
- Invito del sacerdote al Padre nostro.
- Padre nostro (mani unite e levate verso l'alto).
- Gesto di pace.
Ognuno legge in silenzio la preghiera di S. Francesco: Fa' di me uno strumento della tua pace...
Esprimere idee, frasi (della orazione o simili che dicano la propria realtà) ad alta voce.
- Il sacerdote invita a darsi la pace.
(Nel «sussidio» si può riprodurre la «preghiera di S. Francesco»).
^ Frazione del pane e comunione
- Il sacerdote divide il pane in tanti pezzi quanti sono i gruppi di lavoro.
- L'animatore/trice lo riceve dal sacerdote insieme al vino.
- La distribuisce al suo gruppo.
- Quando gli animatori lo hanno ricevuto, il sacerdote presenta il Signore così: «Questo è Cristo, il Signore, che toglie il peccato del mondo e ci dà la sua pace. Felici noi, chiamati a partecipare alla mensa del Signore».
- Comunione e canti.
^ Azione di grazie e conclusione
- Rendiamo grazie pubblicamente per l'esperienza vissuta nell'eucaristia.
- Di tanto in tanto un ritornello cantato.
- Orazione finale (dal rituale).
- Benedizione e congedo.
Per la notte
- Ti chiediamo: silenzio nella notte.
- Conviene che dormiamo subito e bene. Questi giorni abbiamo da lavorare.
- Per rispondere a ciò che tutti speriamo, conviene stare tranquilli e sereni.
- Turni di orazione davanti al Santissimo.
^ «Alla fine della giornata, queste sono state le mie esperienze»
(Nel «sussidio» si può lasciare una intera pagina per scrivere le proprie riflessioni).


2. Il venerdì: camminare con Cristo Signore verso la morte

SENSO DEL VENERDÌ SANTO

^ Oggi iniziamo propriamente la celebrazione della Pasqua.
Pasqua significa «passaggio», il passaggio di Gesù dalla morte alla nuova vita. Oggi è il primo atto di questo passaggio.
Non è corretto rinchiudersi solo nell'aspetto della morte (come fanno alcune forme popolari), nemmeno lo è celebrare solo la Risurrezione, dimenticando il momento della morte.
I due aspetti si celebrano in una grande unità: la memoria della morte oggi è piena di speranza e di vittoria, mentre la Vigilia Pasquale di domani non solo ricorderà la Risurrezione, ma l'intero cammino dalla morte alla vita.
^ Viviamo questa giornata come «camminare con Cristo» che va verso la morte con atteggiamento di perdono e amore. Ripercorrere con Lui il cammino della Croce.
^ Di sera nella liturgia avremo questi momenti culminanti.
^ La lettura della Passione
È il centro della celebrazione di questo giorno. Noi le daremo molta importanza, giacché tutti i momenti successivi li includeremo nella lettura della Passione.
^ L'adorazione della Croce
È un altro momento importante. La comunità cristiana esprime i suoi sentimenti nel contemplare e adorare la Croce, come inizio della Pasqua. Il bacio alla croce è il segno di una nostra risposta d'amore all'Amore che diede la sua vita per noi.
^ L'orazione universale
È quella con la quale il popolo, esercitando il suo ufficio sacerdotale, invoca per tutti gli uomini.
Oggi è il giorno in cui il popolo è partecipe di questo sacerdozio del suo Signore e intercede per le grandi intenzioni della chiesa, dell'umanità e del gruppo.
^ «Cristo nostra Pasqua è stato immolato», dirà il prefazio pasquale. Questo giorno è tutto centrato sulla croce del Signore. Però non con aria di tristezza, ma di celebrazione: la comunità cristiana proclama la Passione del Signore e adora la sua Croce, come il primo atto del mistero pasquale.

ORARIO

Ore 9.00 Prima colazione Preparazione della marcia
Ore 10.00 Assemblea
Marcia per gruppi. Riflessione
Pranzo: ogni gruppo per conto suo
Ore 17.00 Ritorno. Portiamo alcuni simboli e la croce
Croce nel campo
Ore 18.00 Merenda
Preparazione dei canti
Ore 19.00 Celebrazione della morte del Signore
Ore 21.00 Cena
Ore 22.30 Orazione davanti a Cristo morto
Riposo

Struttura generale della mattina

^ Assemblea generale
Ambientazione. Obiettivi. Metodo di lavoro.
^ Marcia fuori dal campo
- Per gruppi. Riflessione personale e tappe.
- Pranzo per gruppi alla fine della mattina.
- Ritorno al campo. Con serietà.
- Prova di canti.
^ Obiettivi
- Riflettere sul cammino di Cristo incontro alla Croce (Via crucis) in alcuni dei suoi momenti più significativi.
- Scoprire gli atteggiamenti di riconciliazione di Gesù in questo cammino.
- Assumere questi atteggiamenti di riconciliazione (con noi stessi, con gli altri, con Dio) nel cammino della nostra vita.
^ Osservazioni generali sulla marcia
- Si tratta di camminare con Cristo che cammina verso la morte con un atteggiamento di perdono e sacrificio. Il cammino del gruppo in mezzo alla natura in primavera deve suscitare sentimenti positivi, riconciliatori, ottimisti... Non ci immedesimiamo tanto nella situazione amara e dolorosa della croce, quanto nella offerta di perdono e pace di Cristo a coloro che lo vogliono uccidere.
- Ogni tappa ha una sua dinamica e riflessione.
Però è interessante che ogni gruppo lasci un segno là dove si è fermato (croci, mucchi di pietre...) che esteriorizzi la sua riflessione e il suo impegno riconciliatore, e che contrassegni il suo cammino insieme a Gesù. Al ritorno si può andare riscoprendo questi segni.
- Si indicano le ore approssimate della messa in comune delle riflessioni ad ogni tappa. La durata di ogni fermata condizionerà il tempo dedicato alla marcia con riflessione personale. È interessante che il gruppo lavori con libertà all'interno dell'«orario», però anche che si portino a termine tutte le tappe. La riflessione prima della messa in comune è, generalmente, personale e in silenzio.
^ Assemblea generale
- Canto.
- Ambientazione. Obiettivi. Metodo di lavoro.
- Osservazioni generali.
- Inizio della marcia.

LE TAPPE DELLA MARCIA

Prima tappa: il cammino di Gesù il cammino della nostra vita

^ Testo: Mt 10,32-33.38-39
^ Testimonianza
«Sono stato minacciato di frequente di morte. Devo dirle che, come cristiano, non credo nella morte senza resurrezione: se mi ammazzano, resusciterò nel popolo salvadoregno.
Glielo dico senza nessun vanto, con la più grande umiltà.
Come pastore, sono obbligato per mandato divino a dar la vita per coloro che amo, che vogliono assassinarmi (...). Posso dire, se arrivassero ad uccidermi, che perdono e benedico coloro che lo fanno» (Mons. Oscar A. Romero).
^ Riflessione personale
(Nel «sussidio» si può lasciare lo spazio per scrivere una decina di righe).
^ Messa in comune (ore 11.00)
- Commento ai testi.
- Sei d'accordo con questa frase di S. Paolo: «È meglio soffrire l'ingiustizia che commetterla?».

Seconda tappa: il giudizio di Gesù Gesù si riconcilia con se stesso

^ Testo: Mc 14, 55-56.60-61
^ Commento
«Gesù sta zitto; insiste nel suo silenzio. Mera rassegnazione o passività?
Stava meditando, era senza carattere? Gesù accetta la sua propria realtà. Non mostra la spada agli avvenimenti, ai fatti avvenuti.
Non si lascia prendere dalla rabbia né da escandescenze contro l'aguzzino.
Non risponde con ingiustizia all'ingiustizia che commettono contro di lui.
Affronta il suo destino con coraggio, non si lamenta della sua sorte.
Si riconcilia con se stesso, con la sua persona e col suo destino.
Ci costa accettarci come siamo, con il cattivo e il buono che abbiamo, o che possiamo aver fatto agli altri.
Si tratta di riconciliarti con te stesso, di «fare la pace» con la tua stessa persona. Non tentare di cambiare la tua realtà senza prima conoscerla e accettarla.
Date la mano, perdonate, sorridete!».
^ Riflessione personale
(Nel «sussidio» si può lasciare spazio per scrivere una decina di righe).
^ Messa in comune
Ognuno esprima nel gruppo in quali cose non è riuscito a «pacificarsi con se stesso»:
- per quel che riguarda l'aspetto fisico;
- per quel che riguarda il carattere, i sentimenti, gli affetti;
- per quel che riguarda l'intelligenza, la fede.

Terza tappa: gli incontri di Gesù Gesù si riconcilia con gli altri

^ Testo: Lc 23, 26-28.39-43
^ Documento
«Due eremiti» (Jalil Gibran, da «Il Profeta»).
^ Commento
- Ci impegniamo nel farci la guerra gli uni con gli altri; nel darci la colpa reciprocamente, nel mal interpretare tutto ciò che viene da colui che consideriamo nemico?
- Cerchiamo più d'essere compatiti che di consolare e animare...?
- Quante volte disapproviamo o rifiutiamo le offerte di pace che ci vengono dal nemico e non ci lasciamo riconciliare ...?
- Quante volte ci affrettiamo a offrire la pace e la riconciliazione a colui che abbiamo offeso o che ci ha offeso?
- Lasciarsi aiutare, come Gesù da Simone di Cirene, è un altro modo di offrire la pace: la nostra autosufficienza ci chiude di fronte agli altri.
^ Messa in comune
Ognuno racconta in gruppo un'esperienza di inimicizia o «guerra» con qualcuno nella sua vita, e l'inizio di un dialogo di pace. Ognuno prenda un elemento della natura che lo circonda e che simbolizza o lo stadio in cui si incontra nel suo processo di riconciliazione con gli altri, oppure l'impegno di pace che vuole assumere.

Quarta tappa: la morte di Gesù Gesù si riconcilia con Dio

^ Testo: Lc 15, 33-34; Lc 23, 46-47
^ Commento Abbandonato da Dio («Perché?»), Gesù
si abbandona a Dio («nelle tue mani...»). Soffrendo il dolore nella sua carne, un dolore che Dio pareva permettere o almeno ignorare; non cerca di avere spiegazioni. Si abbandona nelle mani di Dio. Accetta le sue righe storte e non gli chiede responsabilità.
Si riconcilia con Dio, malgrado tutto.
^ Riflessione personale
- In quali speciali momenti della tua vita hai sentito l'abbandono di Dio?
In quali momenti della tua vita hai abbandonato Dio?
Sai ripensare in chiave religiosa le tue colpe personali e relazionali (= peccato)?
- In quale modo, con quale frequenza e intensità vivi il tuo abbandonarti a Dio, la tua riconciliazione con Dio? Rivedi la tua vita di orazione e l'uso che fai del sacramento della Riconciliazione.
(Nel sussidio si può lasciare spazio per scrivere una quindicina di righe).
^ Messa in comune (ore 13.45) Comunicazione in gruppo della riflessione, specialmente dell'ultima delle tre domande della «riflessione personale».
(Nel sussidio si può lasciare spazio per scrivere una decina di righe).
^ Pranzo per gruppi
^ Ritorno al campo
- Arrivo all'ora fissata.
- Prova di canti e celebrazione.

CELEBRAZIONE DELLA MORTE DEL SIGNORE

Le motivazioni

Prima di iniziare la celebrazione considerare i motivi per compierla.
Obiettivo della celebrazione è la meditazione del dramma della morte di Gesù in croce.
La passione di Cristo continua ancora oggi:
- quando degli uomini vengono privati della loro libertà solo per motivi di ideologia...
- quando degli uomini vengono assassi, nati un bel giorno...
- quando i cristiani muoiono per difendere la giustizia e i diritti dell'uomo...
- quando si compiono azioni come la vendita della droga ai ragazzi davanti ai portoni delle scuole...
- quando al fine di guadagnare di più si adulterano gli alimenti...
- quando si costringono in centri di emarginazione dementi e drogati...
- quando i grandi trafficanti di droga si sentono protetti dalle strutture sociali...
- quando continua ad esserci la propaganda per il consumo dell'acool...
- quando le grandi potenze continuano ad uccidere con la bomba atomica, occupando i paesi con le armi e con la forza economica, e continuando ad appoggiare la repressione violenta delle idee...
- quando ci sono fanatici di religione che uccidono gli altri in nome della verità...
- quando noi stessi ignoriamo i profeti che ci vivono accanto...
- quando tutto ciò continua in noi, e noi continuiamo a crocifiggere il povero e il debole.
La passione di Cristo continua.

Domande

- Queste suggestioni potranno essere suggerite nella processione del silenzio.
- Interrogarsi: ci sentiamo vittime o oppressori? abbiamo condannato un innocente? abbiamo il cuore indurito? rifiutiamo il prossimo?
- Poema: «Quante le strade che un uomo farà...» (B. Dylan).
Potrà essere utilizzato durante la processione o in altro momento opportuno.

Processione del silenzio e orazione

- Marciamo verso il posto della celebrazione, in completo silenzio, mentre si meditano le domande.
- Prevedere bene l'ingresso nel posto della celebrazione per non rompere il silenzio.
- Preghiera d'inizio. Il sacerdote la ricavi dal testo della liturgia.

Proclamazione della parola

^ Prima lettura (Isaia)
- Motivazione: il poema di Isaia, la prima lettura, descrive la passione redentrice di Gesù.
- Isaia 52,13 - 53,12 (la lettura si divide in tre parti, la proclamano tre lettori).
- Canto.
- Silenzio prolungato per alcuni minuti.
^ Seconda lettura (Ebrei)
- Motivazione: Il lettore annuncia all'assemblea:
«I primi testimoni del Signore ci hanno scritto una lettera perché noi la facessimo oggetto della nostra. riflessione».
- Ebrei 4,14-16; 5,7-9 (il lettore apre una busta da lettera e incomincia a leggere. Il testo è adattato).
«Carissimi amici.
A tutti voi che cercate la libertà in mezzo alle vostre difficoltà, che in mezzo ad un mondo in contraddizione cercate la verità: Cristo è il fondamento della vostra fede, in Lui troviamo tutte le ragioni per continuare a credere, perché egli è il Figlio di Dio risuscitato.
Si è fatto uomo proprio per vivere situazioni come le nostre, e per questo ci capisce perfettamente, ci conosce, sa come siamo e sa perdonare i nostri peccati.
È stato uomo come noi, uguale a noi, eccetto nel peccato.
Con lui siamo al sicuro, perché tutti i nostri peccati, tutti, anche se molto numerosi, sono stati perdonati.
Come lui si è fatto come noi, così noi rendiamoci simili a lui, avendo piena confidenza nel Padre, come lui confidò perché lo liberasse dalla morte.
Aveva fiducia nel Padre nel momento terribile della sua vita, in una situazione pienamente umana.
Per questo morì per noi, e con la sua morte tutte le persone che credono in Lui trovano la salvezza.
Questa fede vi sostenga nel vostro lavoro. Un forte abbraccio.
Un credente».
- Canto.
- Silenzio prolungato, durante il quale scrivi una tua riflessione sulla parola ascoltata.

Lettura della passione secondo Giovanni

Diamo alcuni suggerimenti per una lettura vivace e attualizzata.
^ Il tradimento e l'arresto
(Durante questa prima parte tre lettori: cronista, Gesù, soldato - ognuno con un foglio - proclamano la Passione del Signore.
Siano posti vicini, molto vicini, l'uno all'altro.
È funzionale a quanto verrà dopo annunciato con il tradimento di Pietro).
^ Dinnanzi al sommo sacerdote
^ Rinnegamento di Pietro
(Sono impegnati in quattro: cronista, serva, guardia e servo. La parte di Pietro è affidata a tutta l'assemblea.
Segue un canto; altrimenti si ascolta una musica appropriata).
^ Davanti a Pilato. Condanna o morte (Giunti all'incoronazione di spine si interrompe la proclamazione). Nel silenzio assoluto si proiettano alcune diapositive sopra la tortura, la sofferenza, il dolore -al massimo 5-6 -, facendo in modo che l'ultima sia un Cristo insanguinato e flagellato.
Si riprende la lettura della passione e del giudizio del Signore mentre resta fissa l'immagine dell'ultima diapositiva.
Si spegnerà il proiettore quando inizierà la Crocifissione.
Tra l'inizio della narrazione della Crocifissione («e portando sulle spalle la croce») e la conclusione della narrazione precedente («lo consegnò perché lo crocifiggessero») si faranno alcuni momenti di silenzio. Dopo il silenzio e a proiettore spento riprende la lettura.
^ Crocifissione e morte
(Giunti al punto in cui si parla di Maria la madre di Gesù, la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena si interrompe di nuovo la lettura.
Si ascolta il montaggio della crocifissione del film «Jesus Christ Superstar».
Al termine, un lettore legge le espressioni riportate più avanti, mentre c'è il sottofondo musicale sempre del film a Giov 19,41).
Lettore: Giunse con tre ferite:
quella dell'amore, quella della morte, quella della vita.
Viene con tre ferite:
della vita, dell'amore e della morte. Io con tre ferite:
della vita, della morte e dell'amore. (Continua a suonare in sottofondo Giov 19,41 di «Jesus Christ Superstar», mentre si completa la lettura della Passione).
^ Sepoltura
(Al termine si faranno alcuni minuti di silenzio).
Durante il silenzio si mediterà:

Dio è morto
«Dio è morto in molti cuori.
Il suo requiem si sente in molte parti,
e anche nelle Chiese.
È morto in molti cuori,
vinto dalla forza,
abbandonato da coloro che dicono
di credere in lui. Oggi è venerdì santo,
e i nostri cuori
sono un calvario dove Dio è morto.
Non ci esprime allegrezza di pace,
non ci offre i frutti dello Spirito:
significa che è morto
un fico sterile.
Penso alla morte di Dio sul Calvario:
muore in Dio ciò che aveva
preso dall'uomo,
purificazione eterna un fiore del tempo.
Per gli uomini di fede
mai è stato Dio più vivo che oggi.
E sulla soglia del mondo nuovo - il nostro
spunta il giorno
in cui saremo testimoni nuovi del Dio presente.
Sarà un Dio più Dio,
sarà un uomo più uomo.
Dopo un venerdì santo
nel nostro calvario scompariranno le crepe nere
e la Pasqua rallegrerà
quanti hanno desiderato
che Dio sia Dio.
Le viscere della terra sussulteranno
perché danno ascolto al Dio di sempre».

^ Omelia
- Condividiamo le riflessioni di questa celebrazione.
- Il sacerdote conclude con una sua riflessione.

Adorazione della croce

^ Processione con la croce
(Una croce grande con il Crocifisso. Mentre entra la croce si canta).
^ Adorazione
- Il sacerdote invita alla adorazione personale e a compiere un gesto davanti alla Croce.
- Si può esprimere anche con parole la propria adorazione alla Croce.
- L'assemblea osserva un perfetto silenzio.
- Canti.

Preghiera universale

Lo schema della preghiera universale è il seguente:
- invito del sacerdote sopra un tema;
- silenzio;
- partecipazione all'invocazione;
- canto come risposta.
^ Le intenzioni di preghiera
- Per tutta la comunità dei credenti in Cristo...
- Per la riconciliazione del mondo in conflitto...
- Per coloro che hanno responsabilità civili, sociali, politiche...
- Per tutte le famiglie del mondo...
- Per tutte le necessità materiali e spirituali...
- Per tutti i bisognosi di aiuto materiale e spirituale...
- Per tutti coloro che seguono il Cristo...
^ Padre nostro
Prima di cantarlo, tutti insieme si prega:
«Padre nostro, che vuoi il nostro dolore,
il nostro pianto e i nostri debiti,
le nostre paure della morte,
della sofferenza, dell'oscurità, del nulla,
come hai chiesto a Gesù sul Golgota e nell'Orto degli ulivi...
Sai già che attendiamo le tue braccia,
e gli abbracci di quanti ci hanno preceduti,
quando il mondo compirà il salto
verso la tua vetta,
quando sarà sopra ciascuno di noi
la grazia del tuo Regno.
Donaci il pane della speranza quotidiana,
e perdona i nostri sentieri tortuosi,
il nostro camminare pesante,
perché ritardato dalla tentazione e dal male.
Per questo ti cantiamo con gioia e con fiducia:
Padre nostro...».

Comunione e ringraziamento

- Ringraziamento.
Il ringraziamento è motivato dalla sensazione di liberazione che la morte del Signore ha messo in noi.
Partecipiamo tutti con formule spontanee considerando la libertà che abbiamo raggiunto.
- Canto.
- Benedizione.
- Canto conclusivo (canto della libertà).
^ «Alla fine della giornata, queste sono state le mie esperienze»
(Nel «sussidio» si può lasciare un'intera pagina per scrivere le riflessioni personali).


3. Il sabato: incontrare il Signore risorto

SENSO DEL SABATO SANTO

^ La celebrazione della Veglia Pasquale è la più importante festa dell'anno cristiano. Cristo, resuscitando, ha vinto la morte. Questo è il giorno che ha fatto il Signore. Il fondamento della nostra fede.
Cristo è passato dalla morte alla vita. È la Pasqua del Signore. Però la Pasqua di Cristo è anche la nostra Pasqua: nella morte di Cristo, la nostra morte è stata vinta, e nella sua resurrezione siamo resuscitati tutti.
^ Nella celebrazione della Veglia Pasquale possiamo scoprire come tre grandi onde crescenti, ognuna delle quali ha un suo momento culmine.
^ Liturgia della luce
- Rito del fuoco.
- Il Cero pasquale dal quale si accendono i ceri di tutti.
- Annuncio pasquale.
^ Liturgia della parola
- Letture Antico Testamento.
- Salmi.
- Orazione.
- Lettura degli Apostoli.
- Alleluia.
- Lettura del Vangelo.
^ Liturgia battesimale e eucaristica
- Preghiere litaniche.
- Preghiera di benedizione dell'acqua.
- Confessione di fede.
- Battesimo e aspersione.
- Preghiera dei fedeli.
- Preghiera eucaristica.
- Comunione.
^ In questo schema Appaiono accentuati i momenti più rilevanti della Veglia.
- L'annuncio pasquale.
- L'acclamazione dell'Alleluia e la lettura del Vangelo.
- Il battesimo e l'aspersione, preceduti dalla confessione di fede.
- L'eucaristia.
Senza dubbio, la dinamica della Veglia punta verso il suo momento culminante che è l'Eucaristia: liturgia della luce, liturgia della parola, liturgia battesimale, liturgia eucaristica.

ORARIO

Ore 8.30 Levata
Ore 9.30 Prima colazione
Assemblea generale
Concentrazione-protesta per la morte di Gesù
Ore 13.30 Pausa
Ore 14.00 Pranzo
Preparazione della Veglia Pasquale
Ore 15.30 Divisione dei compiti
Ore 17.30 Prova dei canti e della liturgia
Merenda
Tempo libero Ore 20.00 Cena
Ore 21.00 Grande Veglia Pasquale: Cristo vive con noi! Passata la mezzanotte:
È festa! Canto e allegria: Cristo vive!

CONCENTRAZIONE/PROTESTA PER LA MORTE DI GESÙ

Concentrazione

La nostra è una concentrazione pacifica per protestare contro la morte di Gesù di Nazareth il giorno 6 aprile 1985, alle 10 del mattino nel centro del campo.
Si inizia con un canto. Subito dopo l'animatore offre le «motivazioni» della protesta.
^ Gesù è morto ieri vittima della violenza. È morto su una croce: come un delinquente. La sua persona è stata esposta alla irrisione.
Era un innocente.
Noi lo conosciamo; sappiamo che amava la vita e la pace.
La sua morte violenta è assurda; contraria al suo modo di essere e di fare.
La sua ultima volontà non è stata la vendetta, ma il perdono per chi lo uccideva. Perché sapeva - ed era convinto di ciò -che la violenza muore solo con l'amore, il cui frutto è la pace.
^ Noi siamo oggi riuniti per protestare contro la sua morte.
Non lo facciamo in modo violento, ma pacificamente, come Lui voleva.
Perciò andiamo a gridare «No» alle stesse cose che Lui negò.
Sappiamo che lo ammazzarono per denunciare:
- la corsa alle armi... la corsa alle nostre armi: sapere, abilità, astuzia;
- la guerra... la sporca guerra delle nostre relazioni;
- il terrorismo... il terrorismo dei nostri ricatti;
- la tortura... la tortura di quelli con i quali viviamo;
- la fame... la fame che provochiamo nel togliere il pane con il nostro egoismo;
- l'ingiustizia della serrata... l'ingiustizia di paralizzare coloro che lavorano perché sono in troppi;
- lo sfruttamento della persona, del povero... (continuare);
- la menzogna della manipolazione... (continuare).
^ Adesso la nostra protesta è radicale, anche se semplice e pacifica, come Lui voleva e faceva.
- Gesù, il nostro sit-in in silenzio è per condannare la tua morte, e•per essere solidali con la tua causa, è fare nostre le tue pretese.
- Adesso il nostro gesto è un grido di pace, perché lo sentano tutti gli uomini e invada il nostro cuore.

Sit-in

- Sit-in in silenzio assoluto.
- Dopo qualche minuto si dissolve per l'effetto di una sirena (o altro modo).
- Animatore: il suono della sirena ci indica la fine di questa concentrazione. Prendete il materiale della mattina, i documenti e rifletteteci sopra.

Riflessione personale

Ognuno legge alcuni «documenti» (ritagli di riviste e giornali), inseriti opportunamente nel «sussidio». Ecco lo schema d'insieme per la raccolta del materiale che è possibile far entrare nel «sussidio».
^ Cause per le quali continuiamo ad uccidere Gesù
- Alcune statistiche (fame e denutrizione, mancanza di scuole, corsa alle armi, il sottosviluppo e le sue cause, emarginazione giovanile...).
- Disoccupazione e famiglia (dati sulla disoccupazione).
- Due fonti di violenza: TV e droga (alcune ricerche in proposito).
^ Ciò che allora... rivendicò Gesù. Ciò che ora... rivendica Gesù
Due possibilità.
- Vangelo di Giovanni: 13, 34-35; 14, 1.2.6.12.15.17.25-27; 15,18-21.23; 16, 1.2.20.33.
- Vangelo della pace (Luca-Matteo): Lc 4, 18-19; Mt 5, 20; 23, 23-24; 6, 19-21; 19, 23-24; 20, 25-26; 5, 21-45.
^ Questionario
1. Sono cosciente del mondo in cui vivo?
- analizzo le strade che intraprende?
- individuo le cause che lo guidano?
- giudico e respingo la spirale dinamica della violenza: egoismo-odio che lo produce?
- lo assumo a partire dalla opzione evangelica?
(Nel «sussidio» lasciare dieci righe per scrivere le riflessioni).
2. Mi sento denunciato in ciò che, in qualche modo, gridò Gesù?
Ad es. aggressività, menzogne, ricatti, ingiustizie, sfruttamento, mancanza di solidarietà...
(Nel «sussidio» si possono lasciare dieci righe per scrivere).
3. Che faccio in concreto per costruire la pace di Gesù? Per amare l'altro?
(Nel «sussidio» si possono lasciare dieci righe per scrivere).
4. Sono cosciente che:
- le mie violenze alimentano la corsa agli armamenti;
- i miei consumi uccidono di fame;
- la mia comodità emargina di più il povero;
- il mio conformismo non è solidale con il disoccupato;
- la mia sicurezza è uno sfruttamento passivo?
(Nel «sussidio» si possono lasciare dieci righe per scrivere).
5. Vivo il Vangelo come opzione che determina la mia vita, denuncia-rifiuto del mondo?
(Nel «sussidio» si possono lasciare dieci righe per scrivere).
6. Trovo in me la radice di tutto ciò che uccide e continua ad uccidere Gesù? Quali sono questi atteggiamenti fondamentali per i quali anche io sono responsabile della «morte» di un innocente?
(Nel «sussidio» si possono lasciare dieci righe per scrivere).
^ Verso la riconciliazione
«Voglio prendere la decisione di riconciliarmi con Gesù!».
Forse il miglior modo di portare l'autentica pace al mondo è conseguire la Pace di Gesù.
E la riconciliazione con Gesù è il primo passo per costruire la Sua Pace.
(Ci sono sacerdoti per riconciliarti con Gesù).
^ I profeti annunciano la conversione (= la pace di Gesù).
- Alcuni (anche qualche sacerdote) passano fra i giovani con alcuni cartelloni che annunciano la conversione verso Gesù per conseguire la sua pace: fanno da «uomini-annuncio» della Pace di Gesù. In silenzio.
- È il momento in cui, in mezzo alla riflessione personale, i giovani possono realizzare la «confessione».
Le frasi possono essere:
- Convertitevi e credete in Cristo.
- O Dio, crea in me un cuore puro.
- Rinnovami dentro con spirito fermo.
- Signore, indicami il tuo cammino.
- Sì, mi alzerò e andrò subito da mio padre.

Gruppi di provenienza

Riunione per gruppi di provenienza con due compiti.
^ Messa in comune dell'analisi di documenti (senza troppi dettagli).
- Ti sei chiesto che violenze si fanno intorno a te: gruppo, ambiente, collegio, famiglia, centro? In che cosa lo percepisci?
- Che parte di colpa hai tu? e il gruppo?
- Che porti individualmente e in gruppo per la costruzione della pace?
(Nel «sussidio» si possono lasciare una quindicina di righe per scrivere).
^ Ricerca di un impegno di gruppo rappresentato in un «manifesto» che:
- incida sulle motivazioni interiori;
- scenda agli impegni pratici per costruire la pace di Gesù in ogni ambiente di origine.
(Nel «sussidio» si possono lasciare una quindicina di righe per scrivere).

Comizi

Riunione generale, in cui ogni gruppo di provenienza:
- legge il proprio manifesto (in forma di comizio: giovanile, cristiano, arringando gli altri);
- si può cantare dopo ogni intervento;
- canto finale.

Manifestazione di fronte alla croce di Gesù

- Si cammina in silenzio intercalando canti.
- Si arriva fino alle croci.
- Si mettono i manifesti nella croce di Gesù.
- Si canta.
- Si riceve l'assoluzione di Gesù attraverso i sacerdoti coi quali ci siamo confessati.
(Ogni gruppo ha il suo proposito di penitenza).
- Ci si scambia la pace: segno di impegno collettivo per costruire la pace di Gesù.
- Si conclude con un canto.

VEGLIA PASQUALE: «CRISTO VIVE!»

- Materiale: fogli, cartoncino, rotoli, celofan, forbici, pagine di rivista, cassette, palloncini, nastro, coriandoli, il fuoco,
candele... tutto l'occorrente per la celebrazione e la festa.
- Ambientazione: in luogo chiuso a luce bassa, creare atmosfera.
Spiegare il simbolismo della celebrazione e i suoi momenti principali.

Tenebre

^ Ambientazione.
Le tenebre sono segno di isolamento. Quando si chiudono le porte a qualcuno perdiamo la sua presenza. Si fa buio: siamo soli perché ci costruiamo le nostre tenebre...
^ Silenzio. Ambientazione musicale. Tempo di riflessione personale e orazione personale.
^ Costruiamo un simbolo del nostro isolamento e stato di tenebre: simbolo della natura (lo si fa con carta, cartoncino...).
^ Si accende il fuoco in un luogo opportuno. Tutti ci si dirige lì. Ci si arriva cantando.
^ Si invita a bruciare le cose negative (il mondo non riconciliato). Ascoltiamo il significato della luce nuova.
Se è opportuno, comunicare l'esperienza di isolamento, di tenebra e il simbolo costruito.

La luce e il fuoco

^ Si benedice il fuoco. Cristo è la luce che fugò le tenebre del peccato. Con il coro pasquale si passa la luce a tutti.
^ Si canta.
^ Si inizia la processione:
S. Luce di Cristo!
T. Rendiamo grazie a Dio.
Poi, mentre si cammina, ognuno comunica a chi sta a fianco la sua esperienza sulla Luce.
Altra tappa:
S. Luce di Cristo!
T. Rendiamo grazie a Dio.
Si continua camminando. Adesso si uniscono due coppie e ciascuna comunica agli altri ciò che ha comunicato prima al suo compagno.
Altra tappa:
S. Luce di Cristo!
T. Rendiamo grazie a Dio.
Facciamo silenzio. Entriamo nella chiesa. Ci collochiamo per gruppi di provenienza.

Annuncio Pasquale

Proclamato da due lettori. Intervallato da canti.
1L. Amici di questa notte. È notte di astri e di stelle.
Guardate al cielo: Cristo è risuscitato. Sorge dalla terra come l'astro dell'alba. 2L. È il Signore dell'amore e della vita. 1L. Egli vinse la morte con la sua morte. 2L. Egli è la luce e la nostra vittoria.
Ritornello cantato.
1L. Che in suo onore cantino gli angeli.
Cantiamo noi la vittoria di chi vive. Goda tutta la terra piena di tanta chiarezza. Raggiante è il fulgore che ci inonda e allontana da noi la tenebra. Si rallegra anche tutta la chiesa, dispersa nel mondo come luce, giubilanti cantiamo le prodezze di Dio che vive tra il suo popolo. Che sorga anche in te, fratello, un inno di gloria e di lode. Il fuoco è arrivato nelle tue mani, le tue tenebre sono state vinte per sempre. 2L Questa è la notte durante la quale il popolo passò per le acque del Mar Rosso. 1L. In questa notte guidasti il tuo popolo per il deserto.
2L. Questa è notte di gloria. Chiara aurora felice.
IL. Cristo è risuscitato. Gloria, gloria alleluia.
Ritornello cantato.
2L. Una nuova vita comincia: dove c'è odio nasce amore.
L'allegria per chi è triste e il perdono per la colpa.
Accendiamo la luce: Cristo arriva.
IL. Passino prima coloro che sono stanchi, coloro che sono presi dalla tristezza; 2L. coloro che portano pesi insopportabili;
1L. coloro che obbediscono a verità di altri;
2L. coloro che eseguono gli ordini della paura;
1L. coloro che muoiono di sete e non si lamentano;
2L. coloro che non rispondono al proprio nome;
IL. coloro che vivono di bocconi di sofferenza;
2L. coloro che non hanno conosciuto l'aria libera;
1L. coloro che camminano nella povertà, e quelli che non si ricordano se morirono.
Ritornello cantato.
2L. Oggi è la festa che celebra la nascita di un mondo nuovo.
Tagliamo i legami con ciò che è vecchio. Tagliamo i legami con l'odio, con i divertimenti cattivi.
Cristo ci offre la Luce.
1L. Egli ci regala la vita.
2L. Egli ha risposto col perdono.
1L. Egli ha risposto con la misericordia. 2L. Accostiamoci alla Luce, all'amore, alla libertà.
Ritornello cantato.
(Si spengono le candele).

La parola di Dio

Ambientazione: oggi ci si presenta la storia di un grande amore: è la storia dell'amicizia tra Dio e l'uomo.
La parola ci ricorda le tappe più importanti: creazione, nuovo uomo, passaggio del Mar Rosso...
^ Prima lettura: Gen 1,1-2,3 (antigenesidiapositive). Canto.
^ Seconda lettura: Es 14, 15-31 (in forma dialogata: Mosè, Dio, popolo...). Canto.
^ Terza lettura: Ez 36, 16-28 (letta da uno: con foglio in mano o recitata a memoria). Canto.
^ Orazione del sacerdote
^ Canto: «Gloria a Dio nell'alto dei cieli»
^ Quarta lettura: Ef 2, 13-18
^ Riunione per gruppi di provenienza.
- Riflettiamo sull'antigenesi del nostro gruppo.
Situazioni pro e contro il piano di Dio.
- Che cammino di liberazione e riconciliazione stiamo per intraprendere?
- Risonanza nel gruppo della parola di Dio.
Alla fine cercare di comunicarla in una frase, parola...
^ Messa in comune
- Ogni gruppo comunica la frase, parola (se fossero molti, qualcuna per più gruppi).
- Dopo aver comunicato la frase si accendono le candele.
- Canto.
^ Quinta lettura: proclamazione del Vangelo.
- Al termine si spengono le candele. Hanno luogo i segni di festa e allegria per l'Annuncio: Cristo Vive! (applausi, canti, festa...). Si canta a lungo.

L'acqua: rinnovamento del nostro Battesimo

^ Ambientazione
- L' acqua simbolo di morte e di vita.
- L'acqua ci purifica e pulisce.
- L'acqua del nostro battesimo: nostro impegno.
- Si tratta di assumere il nostro battesimo.
^ Benedizione dell'acqua
^ Litanie (ad ogni invocazione rispondiamo tutti: aiutaci a costruire la sua Pace).
- Abramo, Padre di tutti i credenti, nomade di speranza illimitata...
- Mosé, braccio di Dio, che mobilitasti il popolo per liberarlo dalla schiavitù e dall'apatia...
- Giovanni Battista, precursore di Cristo, martire della sua missione profetica...
- Pietro e Paolo, colonne della chiesa, martiri di Cristo...
- Francesco d'Assisi, fratello di tutti gli uomini, predicatore dell'allegria, della canzone, della pace, della condivisione dei beni...
- Charles de Foucauld, piccolo fratello di tutti gli uomini, testimone di Gesù Cristo in terre difficili...
- Massimiliano Kolbe, prigioniero di tante guerre inutili e ingiuste, che offristi la tua vita per il fratello condannato a morte...
- Mahatma Gandhi, profeta della non-violenza...
- Martin Luther King, martire della libertà, dell'uguaglianza e amore...
- Giovanni XXIII, nostro fratello maggiore, profeta dell'amore, del buon umore e della speranza...
- Cristiani anonimi, padri e madri di famiglia, trasmettitori della fede e della speranza, attraverso le generazioni...
- Giovanni Bosco, impegnato nella liberazione della gioventù povera...
- Vescovo del Salvador, Oscar Romero, profeta che hai denunciato le ingiustizie sofferte dai semplici e per questo fosti assassinato...
- Martiri di tutti i posti del mondo, che senza conoscere i vostri nomi, ci avete arricchito con la testimonianza dell'offerta della vostra vita...
- Santa Maria, prima credente e discepola di Gesù, madre di speranza e dell'amore...
Canto.
^ Silenzio: pensiamo se oggi accettiamo le conseguenze del nostro battesimo. Come lo manifestiamo.
^ Rinnovazione delle promesse battesimali:
Sacerdote: motiva il senso del battesimo, dell'accettazione oggi di questa realtà gioiosa. Presenta il metodo di lavoro, in forma breve, per gruppi di provenienza (riprendere cose dette in altri momenti).
- Rinunciamo a...
- Crediamo in...
- Ci impegniamo a...
Si può alternare qualche canto. Il presidente conclude brevemente. Si canta. Il sacerdote invita a ratificare il proprio battesimo passando davanti al «fonte battesimale».
Consegna ad ognuno il simbolo della Pasqua. Intanto si canta.

L'eucaristia: presenza del Risorto

Ci trasferiamo cantando al luogo in cui si celebra l'eucaristia. Ben adornato. È festa. Si portano le offerte. Si canta.
- Preghiera Eucaristica.
- Padre Nostro.
- Rito della pace: il sacerdote lo motiva come segno di riconciliazione e occasione di fare nostra la pace di Gesù.
- Comunione e canti.
- Orazione finale e benedizione solenne (dal rituale).
- Invito alla festa. Canto finale.
^ «Alla fine della giornata: queste sono state le mie esperienze».
(Nel «sussidio» si può lasciare una pagina libera per scrivere).


4. La domenica: è Pasqua del Signore

SENSO DELLA PASQUA

Rallegriamoci, amici: è la Pasqua.
Festa della liberazione degli uomini.
Gesù è risuscitato
e ha inaugurato un nuovo stile:
l'uomo nuovo, libero nella verità
e creatore della libertà nell'amore.
Allegria amici: è la Pasqua,
è la morte della morte.
Addio al vecchio uomo
con il suo carico
di servitù,
con le sue molteplici schiavitù,
con la sua violenza sull'uomo,
con i tradimenti dell'amore.
Rallegriamoci amici: è la Pasqua.
È il passaggio verso l'uomo nuovo,
verso il mondo nuovo.
Allegria amici: è la Pasqua.
La Pasqua di Gesù è anche la nostra.

ORARIO

Ore 8.30 È festa! Cinquanta giorni di festa!
Smontare tende
Ore 9.30 Prima colazione Pulizia della casa Valutazione
Ore 11.00 Ci salutiamo Canti
Arrivederci!