In attesa dell'

Esortazione post-sinodale

di papa Francesco

Logo Sinodo dei giovani

L'attesa si sta compiendo.
Il 25 marzo, solennità dell'Annunciazione, il Papa firmerà a Loreto l'attesa "Esortazione" apostolica che rilancerà i temi trattati al Sinodo dei Vescovi sui (dei) giovani dell'ottobre scorso.

NPG - come ha fatto per i mesi di preparazione, svolgimento e post-Sinodo - tiene desta l'attenzione su questo evento che confermerà e rilancerà l'alleanza e il dialogo con i giovani per una Chiesa rinnovata, più inclusiva, fiduciosa, vicina.

Rilanciamo tre momenti specifici:
- l'intervista al Vescovo di Loreto sul perché della scelta della "casa di Nazareth" loretana per la firma del papa dell'Esortazione;
- due preziosi richiami al Documento finale del Sinodo che evidenziano "raccomandazioni, suggerimenti e proposte" alla Chiesa (e alla pastorale giovanile), seguendo il criterio dei "numeri" e dei "settori" o temi, redatti da Lello Lanzetti sj, officiale del Sinodo;
- la proposta editoriale Elledici della pubblicazione del testo, che formerà così una trilogia con i documenti precedenti: l'Instrumentum laboris e il Documento finale.

 image001

Testata Elledici5

sinodo dei giovani Copia

IN ARRIVO

L'Esortazione post-sinodale

sui giovani

di Papa Francesco

(Editrice Elledici - € 2,50)


con invito alla lettura e postfazione dei due Segretarti speciali del Sinodo
d. Rossano Sala e p. Giacomo Costa

Il 25 marzo, Annunciazione del Signore, Papa Francesco presenterà a Loreto l’Esortazione post-sinodale del Sinodo dei vescovi dell’ottobre scorso, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.
L’Editrice Elledici pubblicherà il testo al prezzo speciale di € 2,50, con l'invito alla lettura di don Rossano Sala e la postfazione di don Giacomo Costa, Segretari Speciali del Sinodo dei Vescovi.
Sarà sicuramente un messaggio ricco di riflessioni e spunti educativi nello stile concreto e incisivo a cui ci ha abituato papa Bergoglio. Un testo che nutrirà la cultura degli adulti che vivono e si confrontano con i “Millennials” iperconnessi e in cerca di certezze e punti di riferimento.
L’esperienza e la preparazione dei due segretari del Sinodo farà da eco alle parole del papa, un dato in più che l’editrice salesiana, nata per il servizio ai giovani, assicura e propone.

Loreto, papa Francesco

e il Sinodo dei giovani

Intervista a mons. Fabio Dal Cin,
arcivescovo prelato di Loreto

a cura di Gianfranco Venturi *

loreto

Il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione, papa Francesco verrà a Loreto; qui firmerà la lettera che accompagnerà il documento elaborato nel Sinodo dei giovani: perché questa scelta?
Una prima motivazione è da ricercare nel fatto del posto particolare che Maria occupa nella spiritualità di Papa Francesco, acquisita fin da bambino sulle ginocchia della nonna, e poi fondata teologicamente nei suoi studi; la manifesta nei suoi molti discorsi, omelie, dialoghi, gesti.... In tutti i suoi viaggi non manca mai di far visita ai vari santuari che incontra nel suo pellegrinare; sembra che gli sia congeniale “una spiritualità del pellegrino” che, come gli antichi pellegrini, si reca in visita ai luoghi dove Maria è apparsa o ha parlato, per pregarla, affidarle le persone care e ricordare ciò che disse al suo Gesù a Cana: “non hanno più vino”. Egli mi ha manifestato da tempo che era suo desiderio di venire a Loreto in pellegrinaggio, senza clamore, ricevimenti, soprattutto per pregare, ma anche mosso da altri particolari motivazioni.

Quali potrebbero essere queste motivazioni?
Penso che siano varie. Per prima cosa, dobbiamo tenere presente che nel santuario di Loreto, secondo una plurisecolare tradizione e oggi confermata da alcune ricerche archeologiche, è custodita la casa della Madonna.

NPG: Invito

all'abbonamento e  

programmazione 2019 


Con il numero di dicembre gli abbonati riceveranno il ccp con l'invito al rinnovo dell'abbonamento
Confidiamo nella loro amicizia, per poter continuare con un servizio sempre più competente e ricco.
Lo stesso proponiamo anche ai visitatori di questo sito, che possono fin d'ora usufruire GRATUITAMENTE di quanto offerto on line per il loro lavoro pastorale o studio.
Una cortese proposta: perché non "regalare" o suggerire il regalo dell'abbonamento ad amici possibilmente interessati? È certamente un regalo duraturo, intelligente, utile... A buon intenditor...

Qui sotto la programmazione per il prossimo anno con i dati utili... con l'impegno di proseguire sui sentieri indicati dal Sinodo appena concluso...

IV NPG novembre 2018

* * * * *

AL CINEMA DAL 21 MARZO 2018

La mia seconda volta

Simone Riccioni racconta del suo nuovo film

simone
Simone Riccioni è un ex allievo della scuola e dell’oratorio salesiano di Macerata. Grazie ai salesiani è stato “spinto” sul palcoscenico. Dalle recite scolastiche, ai musical con l’oratorio, per poi arrivare al grande schermo. Ha già scritto e prodotto “Come saltano i pesci” e “Tiro libero”. Molte delle scene di quest’ultimo film sono state girate dentro l’opera salesiana di Macerata e ha visto la partecipazione di don Salvatore Policino, uno dei salesiani della Casa.
Con “La mia seconda volta”, vuole raccontare, ancora una volta in chiave educativa, una piaga diffusa nel mondo giovanile: la droga. Lo fa traendo spunto da una storia vera di una sua carissima amica che ha combattuto questa dipendenza, abbandonandola solo dopo aver rischiato la vita, salvata poi grazie alla donazione di un organo.
La mia seconda volta è un film sull’importanza delle scelte. Ogni giorno, vivendo, ci troviamo di fronte a bivi, più o meno visibili, che ci costringono a scegliere: entrare o uscire, “sì” o “no”. Fa parte della quotidianità di ognuno di noi. Ci sono scelte difficili, quelle che necessitano di attenzione, di riflessione, di tempo. E ci sono quelle facili, immediate, a cui si risponde quasi senza pensarci perché “ci piacciono”. Scelte di testa e scelte di pancia, potremmo dire. Eppure il comune denominatore delle scelte, facili o difficili che siano, è la non-certezza della conseguenza.
Il film è quindi uno spunto di riflessione lasciato ai ragazzi e agli adulti, che non intende fare moralismi né lanciare insegnamenti a tutti i costi. Un quadro il più possibile oggettivo che ogni spettatore potrà guardare per formarsi una propria idea. Abbiamo chiesto a Simone di rispondere ad alcune nostre domande.

 

3P e NPG

PPP e NPG

 

Una sorpresa e una grande emozione

Mentre festeggiamo la memoria del martirio di Padre Pino Puglisi, un amico ci manda questa foto.

Il Beato ha tra le mani una copia di NOTE DI PASTORALE GIOVANILE, e certo non per circostanza...
Siamo andati a verificare nelle annate passate quale fosse il numero della rivista, e abbiamo trovato (da immagine e colore) che era il n. 3 del 1982, con un dossier sull'educazione alla preghiera e - tra le rubriche - il racconto di una esperienza di lotta al disagio giovanile a Foggia.

Qui di seguito il link di quel numero. Anche questo è un modo per un legame spirituale con questa luminosa figura di martire e testimone, di educatore e pastore.

http://www.notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2270:npg-marzo-1982&catid=327:npg-annata-1982&Itemid=207

 

 

COP Lettera pastorale Napolioni

Gesù per le strade vorrei te cantar,
Gesù, la tua vita al mondo annunciare vorrei,
solo tu sei la vita, la pace e l’amor,
Gesù per le strade vorrei te cantar!

Gesù, per le strade vorrei te lodar...

Gesù, per le strade vorrei te servir...

È un canto antico e giovanissimo, di chi scelse di vivere nel deserto e tra i poveri la comunione con Gesù, gridando il Vangelo con la vita, facendo la pastorale silenziosa e nascosta del giovane falegname di Nazareth. Come il Beato Charles de Foucauld, Carlo Carretto, i Piccoli Fratelli e le Piccole Sorelle di Gesù… Chiesa di Cremona, i tuoi giovani ti chiamano a cantare e camminare, così.
Il Sinodo dei giovani ci spinge, in avanti, con forza… come l’amore-carità di Cristo, che nel cuore degli uomini urge come esigenza insopprimibile (2Cor 5,14). Ci faccia “prendere il largo”, come ci chiedeva San Giovanni Paolo II all’inizio del millennio.

Sommario

Per ripartire
1 Per le strade... dei giovani
2 Per le strade... della fede
3 Per le strade... della Chiesa
4 Per le strade... dell’amore
5 Per le strade... della vita
6 Per le strade... del mondo
Almeno tre passi
Con le parole di Giovanni

Il testo PDF

Appunti per leggere la Lettera (dal sito PG della Diocesi)


Forza e debolezza

dei giovani

Etty Hillesum

 giovaniEtty

Siccome sono ancora tanto giovane, e ho la volontà indistruttibile di non lasciarmi metter sotto; e siccome ho la sensazione di poter contribuire anch'io a colmare le lacune recenti - e me ne sento la forza -, per tutti questi motivi io mi rendo appena conto di quanto poveri siamo diventati noi giovani, quanto siamo rimasti soli. O è ancora una forma di stordimento?
Il prof. Bonger è morto...
Lui è indimenticabile per me...
Mancavano poche ore alla capitolazione. Ed ecco la figura pesante, goffa, chiaramente riconoscibile di Bonger che se ne andava lungo l'IJsclub, occhiali azzurri su quella testa pesante e originale; guardava le nuvole che da lontano sovrastavano la città, provenienti dal porto delle petroliere dato alle fiamme. Non dimenticherò mai quella scena - quella figura goffa, con la testa di traverso, che guardava le nuvole di fumo in lontananza. In uno slancio spontaneo ero corsa fuori senza mantello, l'avevo raggiunto e gli avevo detto: buongiorno, professor Bonger, ho pensato molto a lei in questi ultimi giorni, l'accompagno un pezzetto.
E lui mi aveva guardata di traverso coi suoi occhiali azzurri e non aveva la minima idea di chi potessi essere, malgrado due esami e un anno di lezioni; ma in quei giorni c'era una familiarità così grande tra le persone, che avevo continuato a camminargli accanto. Non ricordo con precisione il nostro dialogo. Era il pomeriggio in cui tutti cercavano di fuggire in Inghilterra; gli avevo chiesto: crede che abbia senso fuggire? E lui: la gioventù deve rimanere qui. E io: crede che la democrazia finirà per vincere? E lui: vincerà di certo, ma alcune generazioni ne faranno le spese. E quel feroce Bonger era indifeso come un bambino, era quasi dolce; io avevo sentito il bisogno irresistibile di mettergli un braccio intorno alla vita e di guidarlo come un bambino - e così, col mio braccio intorno a lui, avevamo camminato lungo l'IJsclub. Sembrava affranto, era pieno di benevolenza. Tutta la sua passione e la sua virulenza si erano spente. Il cuore mi si gonfia quando penso a com'era quel giorno, il burbero delle nostre lezioni. E arrivati allo Jan Willem Brouwersplein lo avevo salutato, mi ero piantata davanti a lui e gli avevo preso una mano fra le mie, lui aveva chinato un po' il capo con tanta gentilezza, mi aveva guardata attraverso gli occhiali azzurri che gli nascondevano gli occhi e mi aveva detto, quasi con comica solennità: mi ha fatto piacere! E la prima cosa che avevo sentito la sera dopo, arrivando al corso di Becker, era stata: Bonger è morto! Io avevo replicato: non è possibile, gli ho parlato ieri sera alle sette. E Becker: allora lei è stata una delle ultime persone che gli hanno parlato. Alle otto si era sparato alla testa.
E dunque una delle sue ultime parole era stata per una studentessa sconosciuta, che lui aveva guardato con benevolenza attraverso un paio di occhiali azzurri: mi ha fatto piacere!
Bonger non è l'unico. È tutto un mondo che va in pezzi. Ma il mondo continuerà ad andare avanti e per ora andrò avanti anch'io. Restiamo senz'altro un po' impoveriti, ma io mi sento ancora così ricca, che questo vuoto non m'è entrato veramente dentro. Però dobbiamo tenerci in contatto col mondo attuale e dobbiamo trovarci un posto in questa realtà; non si può vivere solo con le verità eterne: così rischieremmo di fare la politica degli struzzi. Vivere pienamente, verso l'esterno come verso l'interno, non sacrificare nulla della realtà esterna a beneficio di quella interna, e viceversa: considera tutto ciò come un bel compito per te stessa. E ora leggo ancora qualcosa, e poi a dormire. Domani si lavora di nuovo, alla scienza, alla casa, e a me stessa; non si può trascurare nulla e non si può neppure prendersi troppo sul serio, buona notte.